18 Luglio 2026

striscia di gaza

di Global Times Molti sostengono che questa tornata di conflitto israelo-palestinese sia scoppiata all’improvviso, e se limitiamo lo sguardo alla superficie, sembra proprio essere così. Hamas ha lanciato un attacco a sorpresa contro l’esercito israeliano, cogliendolo di sorpresa e provocando perdite significative che hanno scioccato il mondo.
Gaza
di Pepe Escobar Articolo originale The mask of “liberal democracy” falls with a bang | The Vineyard of the Saker Traduzione dal francese Le masque de la “démocratie libérale” tombe avec fracas (reseauinternational.net) Nakba, 15 maggio 2021. Gli storici del futuro segneranno il giorno in cui la “democrazia liberale” occidentale ha emesso un chiaro proclama: Stiamo bombardando gli uffici dei media e distruggendo la “libertà di stampa” in un campo di concentramento all’aperto, mentre vietiamo pacifici proteste in stato d’assedio nel cuore dell’Europa. E se ti ribelli, ti annulliamo. Gaza incontra Parigi. Il bombardamento della torre di al-Jalaa – un importante edificio residenziale che ospitava anche gli uffici di al-Jazeera e dell’Associated Press, tra gli altri – da parte “dell’unica democrazia del Medio Oriente” è direttamente collegato all’ordine “verboten”, proibito, eseguito dal Ministro degli Interni di Macron. Parigi ha approvato a tutti gli effetti le provocazioni del potere occupante a Gerusalemme est: l’invasione della moschea di al-Aqsa – con gas lacrimogeni e granate assordanti; le bande razziste sioniste che molestano e gridano “morte agli arabi“; coloni armati che assalivano famiglie palestinesi minacciati di sfratto dalle loro case a Sheikh Jarrah e Silwan; una campagna di bombardamenti in cui le vittime mortali – in media – sono per il 30% bambini. Le folle parigine non si sono lasciate intimidire. Da Barbes alla Republique, hanno marciato per le strade – il loro grido di battaglia era “Israele Assassino, Macron un Complice“. Istintivamente hanno capito che il Piccolo Re – un piccolo impiegato Rothschild – aveva appena dato fuoco all’eredità storica della nazione che ha inventato la Dichiarazione universale dei diritti umani. La maschera della “democrazia liberale” continua a cadere ancora e ancora – con la Big Tech imperiale che sopprime diligentemente e in massa le voci dei palestinesi e dei difensori della Palestina, in tandem con un kabuki diplomatico che inganna solo il popolo, già senza cervello. Il 16 maggio, il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha presieduto tramite collegamento video un dibattito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che era stato bloccato da Washington, senza interruzione, per tutta la settimana. La Cina presiede il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per tutto il mese di maggio. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non poteva nemmeno concordare una semplice dichiarazione congiunta. Ancora una volta perché il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato bloccato dal codardo Impero del Caos. Spetta a Hua Liming, ex ambasciatore cinese in Iran, svelare tutto questo in una frase: “Gli Stati Uniti non vogliono dare alla Cina il merito di aver mediato il conflitto israelo-palestinese, soprattutto quando è presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite“. La solita procedura imperiale è “parlare“, “fare un’offerta che non si può rifiutare” in stile mafioso, alle due parti sotto il tavolo – come la combo dietro il Manichino dei Crash Test (Joe Biden, ndr), un sionista dichiarato, che aveva ammesso in precedenza in uno sconcertante tweet dalla Casa Bianca “riaffermando” il suo “fermo sostegno...
Korybko
La violenza provocata da “Israele” è già di per sé deplorevole poiché dovuta alle aggressive ambizioni coloniali dello Stato ebraico ai danni del popolo palestinese, popolo che “Israele” ha invaso in piena violazione del diritto internazionale. Inoltre, tale violenza è ancora più deplorevole poiché si registrata appena prima della festa musulmana di Eid al-Fitr, che commemora la fine del Ramadan. Quella che le tre religioni del Libro considerano la Terra Santa è ancora una volta stretta nella morsa della violenza ingiustificabile di “Israele”. L’autoproclamato Stato ebraico ha cercato di sfrattare i palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est, quartiere occupato illegalmente da “Israele” sin dal 1967 nell’ottica di creare nuovi insediamenti coloniali. “Israele” ha inoltre proibito ai palestinesi di riunirsi vicino alla Porta di Damasco, luogo dove spesso si incontrano durante il mese del Ramadan, che è sacro per i musulmani. Inoltre, “Israele” ha limitato il numero dei fedeli che possono visitare la Moschea di Al-Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Tutte queste imposizioni hanno spinto i palestinesi a protestare. Alcuni di essi lo hanno fatto all’interno della Moschea di Al-Aqsa lanciando bottiglie e sassi contro i servizi di sicurezza “israeliani”, cosa che di rimando ha portato questi ultimi ad assediare con proiettili di gomma e granate stordenti il luogo di culto. L’ibrido movimento politico-militare di Hamas ha in risposta inviato un ultimatum ad “Israele”, intimandogli di ritirare le proprie forze di sicurezza dalla Moschea di Al-Aqsa e dal quartiere di Sheikh Jarrah e di rilasciare tutti i palestinesi che aveva arrestato. L’avvertimento è rimasto inascoltato per cui Hamas ha lanciato dei razzi da Gaza verso “Israele”, innescando attacchi aerei di rappresaglia. La violenza provocata da “Israele” è già di per sé abbastanza deplorevole poiché nata dalle aggressive ambizioni coloniali dello Stato ebraico ai danni del popolo palestinese le cui terre ha occupato in piena violazione del diritto internazionale; la cosa è inoltre peggiorata dal fatto che le azioni violente sono avvenute appena prima della festa musulmana di Eid al-Fitr, che commemora la fine del Ramadan. I musulmani di tutto il mondo sono naturalmente furibondi per quanto in questo momento sta accadendo ai propri compagni di fede in Terra Santa ed è per questo che molte delle loro guide, tra cui il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, hanno condannato con parole molto forti gli attacchi “israeliani”. “Israele” dipinge tutte le proprie azioni come se fossero parte dei propri diritti sovrani oltre che a sostenere che la comunità internazionale sia prevenuta nei suoi confronti – talvolta accusandola apertamente di antisemitismo – ma le sue accuse sono infondate. L’occupazione israeliana post 1967 dell’ex territorio giordano e abitato dai palestinesi è illegale secondo il diritto internazionale, proprio come è illegale anche la rete di insediamenti coloniali, in continua espansione, israeliani. “Israele” ha spinto i palestinesi a resistere perché essi sentivano di non aver nessuna alternativa per attirare l’attenzione globale alla propria legittima causa. Purtroppo, “Israele” continua a violare impunemente il diritto internazionale. Alcuni osservatori hanno sottolineato che è davvero...