15 Giugno 2026

soft power russia

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Pubblichiamo l’intervento di Stefano Vernole, responsabile delle relazioni esterne del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo alla Conferenza europea organizzata dal Centro di Scienza e Cultura Russa di Madrid che si è tenuta il 28 ottobre nella capitale spagnola La recente pandemia dovuta al Covid-19 ha evidenziato alcuni punti chiave riguardanti l’immagine della Russia nel mondo occidentale. Inizialmente si è voluto sottostimare il problema Coronavirus, stigmatizzando la chiusura dei confini subito decretata dal Cremlino e accusando il Presidente Vladimir Putin di “logiche autoritarie” poco rispettose delle inviolabili libertà individuali proprie delle società liberali. Compresa la gravità della situazione, l’Italia – seguita poco dopo da altre nazioni europee – ha rettificato la propria posizione chiedendo anche supporto alla Russia e ad altri Paesi non particolarmente allineati (Cina, Cuba, Egitto …) con maggiori disponibilità di personale e materiale sanitario. Da qui è scaturito un quasi capovolgimento delle percezioni nell’opinione pubblica italiana; il video della partenza da Mosca degli aerei che trasportavano gli aiuti, pubblicato sulla pagina facebook della piccola Associazione culturale Russia Emilia Romagna ha riscosso un notevole successo mediatico (più di 515.000 visualizzazioni ad oggi), dimostrando il grande potenziale di simpatia di cui godono oggi in Italia la Federazione Russa e il suo Presidente Vladimir Putin (la pagina di informazione sulla Federazione Russa in Italia Russia Community, gestita dalla medesima Associazione culturale di cui sopra, conta su oltre 100.000 sostenitori). Subito è però arrivata la “doccia fredda” proveniente dai media mainstream, evidentemente richiamati all’ordine da quelle forze atlantiche che rappresentano il vero deep state in tutte le nazioni europee ma soprattutto in Italia e in Germania. Ecco che l’encomiabile lavoro dei medici russi all’Ospedale di Bergamo, svolto in totale gratuità, è stato prima trasformato in una presunta merce di scambio con eventuali promesse italiane (tra le quali vi sarebbe stata quella di togliere le sanzioni alla Russia): “Quando noi aiutiamo qualcuno lo facciamo gratis”, ha chiarito subito il Cremlino. Successivamente sono entrate in scena le “terze colonne” del Partito Americano che hanno dato adito alle teorie cospirazioniste più strampalate; alcuni hanno definito gli aiuti come il tentativo dei servizi segreti russi di raccogliere informazioni sulla NATO … altri come la volontà di trovare direttamente riscontri sul virus quale arma batteriologica cinese, una tesi quest’ultima portata avanti da quanti, anche nel campo occidentale, tentano di ingraziarsi Mosca per dividerla da Pechino. La prima accusa, in particolare, ha dato adito ad una dura polemica giornalistica con le autorità diplomatiche russe in Italia, sulle quali si è cercato di gettare discredito senza nemmeno nascondere la propria appartenenza al campo atlantista. Come dimostrato anche recentemente dalle elezioni in Bielorussia e dal caso Navalny, l’eurocentrismo non accetta l’altro da sé; nel caso del Covid19, qualcuno avrebbe preferito veder morire la propria popolazione piuttosto che accettare il sostegno sincero e disinteressato di una Russia descritta ancora una volta potenza “autoritaria e revisionista”. L’atteggiamento di superiorità morale e culturale dell’Occidente è stato confermato dall’accoglimento della notizia relativa alla scoperta del vaccino russo contro il Covid19. Una ridda di...