12 Settembre 2026

silvia boltuc

A cura di Silvia BoltucSpecialEurasia published the sixth report of our project “Geopolitics of Nuclear Energy in Eurasia” titled “Geopolitica del programma nucleare dell’Arabia Saudita” in partnership with ASRIE Analytica and CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo. Introduzione1 Per anni gli idrocarburi hanno rappresentato la voce principale delle entrate nazionali dell’Arabia Saudita e l’industria petrolchimica ha consentito alla famiglia saudita di distribuire sussidi che gli sono valsi la fedeltà della popolazione. Il benessere ottenuto a partire dalla scoperta dei primi giacimenti che ha permesso di ridisegnare il profilo del paese traghettandolo nell’era moderna ha negli ultimi anni subito una battuta d’arresto, tanto che Riad si è trovata a dover tagliare il bilancio nazionale per far fronte alla riduzione degli introiti del settore petrolchimico. A seguito della crisi del prezzo del petrolio nel 2014 e della contrazione del mercato l’Arabia Saudita ha registrato un deficit del 15% del PIL al punto da dover attingere alle riserve nazionali per far fronte alla spesa pubblica. Di recente, a seguito della pandemia di Covid-19 e della guerra dei prezzi con Mosca, Riad si è trovata a dover fronteggiare un nuovo shock del mercato petrolifero. La mancanza di fiducia nel settore da parte degli investitori dovuta all’instabilità degli ultimi anni, la progressiva transizione verso le energie rinnovabili che contribuirà a rendere i prezzi fortemente volatili e, infine, i prezzi a ribasso che consentono l’entrata nel mercato a nuovi attori (benché l’Arabia Saudita all’interno dello stesso cartello Opec vanti la produzione al minor prezzo e quindi una certa resilienza e potere di condizionare il mercato) hanno costretto Riad ad affrontare il problema della diversificazione energetica. Sommario Programma Nucleare Saudita 4 Cooperazione con la Cina 7 Conclusioni 12 Il crescente benessere del paese che si è tradotto nella realizzazione di moderne infrastrutture, la crescita della popolazione e la necessità di far fronte alla produzione di acqua dissalata hanno aumentato notevolmente la domanda interna di idrocarburi, riducendo le quantità destinabili all’export necessarie per coprire il bilancio nazionale. Va altresì sottolineato che, come le altre monarchie del Golfo, l’Arabia Saudita tenta non solo di essere al passo con la modernità ma ancor più di essere pioniera, come dimostrato dall’ambizioso progetto Saudi Vision 2030 presentato nel 2016 e il progetto della città futuristica NEOM. Il tentativo di far fronte alla necessità di diversificazione energetica trovando fonti alternative affidabili e con un tasso di produzione sostenuto e soprattutto costante, oltre che in linea con i progetti di transizione ecologica a cui sempre più governi prendono parte, si è tradotto nello sviluppo di un programma nucleare all’interno del piano di impiego di energie pulite. Programma Nucleare Saudita I paesi del Consiglio di cooperazione per gli Stati arabi del Golfo (GCC) hanno cominciato a nutrire interesse per le tecnologie militari già alla fine del secolo scorso. Nel dicembre 2006 hanno annunciato il loro interesse a sviluppare un programma nucleare civile congiunto e hanno chiesto assistenza all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) per uno studio di fattibilità.2 Tuttavia, questo formato si è rivelato inefficace, tanto che nel...