9 Giugno 2026

rinascimento nazione cinese

Sabato 11 febbraio si è tenuta presso i locali de “Il Fuligno” a Firenze la presentazione pubblica del libro “Il Grande rinascimento della nazione cinese“, edito da Anteo Edizioni. Sono intervenuti due degli autori del libro, Andrea Turi – presidente del Centro Studi Eurasia Mediterraneo e Stefano Vernole – vicepresidente e responsabile delle relazioni esterne della medesima associazione. L’evento è stato introdotto da un intervento di Guan Zhongqi, Vice Console del Consolato generale della Repubblica Popolare Cinese in Firenze. In allegato alcune foto dell’incontro.
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di Andrea Turi La Storia dello sviluppo dei diritti umani è anche quella dell’evoluzione della civiltà umana; in materia, in qualità di grande Paese emergente, la Cina propone pratiche, storie e teorie che raccontano di una Nazione capace di fornire al mondo un modo differente di pensare ed un approccio specifico alla questione; si può, così, affermare senza timori di essere smentiti, che l’esperienza cinese, peculiare ed unica nel suo genere, ha contribuito – e tuttora contribuisce – al delineamento di un modello diverso per il lavoro e la ricerca sull’oggetto in essere. I Governi che si sono succeduti alla guida della Repubblica Popolare Cinese hanno condotto questo grande Paese asiatico, diventato oggi una delle maggiori potenze globali, su un percorso che potesse conciliare le proprie esigenze nazionali con le rivendicazioni universali sui diritti umani; come affermava il Libro Bianco Sui diritti umani in Cina nel 1991, lo sviluppo di tali, infatti, è un processo storico “vincolato dalle condizioni storiche, sociali, economiche e culturali di ogni Paese1”:costruita su una Cina dalla Storia e dalla Cultura millenaria che per un lungo lasso di tempo è stata caratterizzata da profonda arretratezza e povertà, la Cina della Nuova Era ha dovuto, per prima cosa, risolvere i suoi problemi di sussistenza; ed è per tale ragione che a Pechino considerano il diritto alla sussistenza e il diritto allo sviluppo come i diritti umani primari da promuovere e da difendere dal momento che – come buon senso impone al ragionamento – se ad un popolo non è garantito il diritto alla sussistenza, parlare di tutti gli altri diritti umani non è che costruire castelli in aria privi di qualsiasi fondamento che ne supporti l’architettura. Il popolo cinese ha imparato l’essenza dell’importanza della conquista dei diritti umani dalla pratica quotidiana dopo aver lottato strenuamente per conquistare i propri diritti ad esistere nel corso della Storia più recente. Come esplicato da Zhang Yonghe nel suo La Cina e la protezione mondiale dei diritti umani, “mettere in atto i diritti umani non è affatto semplice come scrivere parole in testi legali. Con riferimento alla Cina, le persone in passato hanno sofferto sotto le forze oppressive dell’imperialismo, del feudalesimo e del capitale clientelare. Per ribaltare il peso schiacciante di queste “tre montagne”, il popolo cinese ha lottato per più di cento anni per il perseguimento dei propri diritti. Ciò alla fine ha portato all’indipendenza, alla liberazione e a un significativo miglioramento in termini di diritti umani in Cina. Tuttavia, ciò non implica che una garanzia globale dei diritti umani sia possibile dall’oggi al domani. La povertà non può essere eliminata in un breve periodo di tempo e le risorse socioeconomiche necessarie per garantire i diritti umani rimangono scarse. Date le condizioni storiche, la sussistenza rimane la massima priorità. Pertanto, accelerare lo sviluppo per garantire la sussistenza è necessario per la Cina. Essendo rimasto povero e arretrato per un lungo periodo di tempo, sia il diritto alla sussistenza che il diritto allo sviluppo rimangono le massime priorità per un...