di Andrew Korybko Traduzione di Lorenzo Maria Pacini FONTE ARTICOLO: https://www.geopolitika.ru/it/article/il-partenariato-strategico-sino-africano-rimane-indissolubile Il nucleo Russia – India – Cina (RIC) dell’emergente Ordine Mondiale Multipolare sta facendo la propria parte per aiutare i partner africani a rafforzare la loro sovranità strategica in questo difficile periodo delle relazioni internazionali. La Russia è in prima linea nel salvaguardare la loro sicurezza, l’India è all’avanguardia nella loro nuova prospettiva diplomatica, mentre la Cina assicura il loro sviluppo economico e altre forme tangibili di sviluppo. L’ex ambasciatore cinese negli Stati Uniti e neo ministro degli Esteri (FM) Qin Gang ha compiuto il primo viaggio all’estero del suo attuale mandato in Africa, come da tradizione di 33 anni. Nella capitale etiope di Addis Abeba, che ospita la sede dell’Unione Africana (UA), ha partecipato alla cerimonia di completamento del progetto del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, finanziato dalla Cina. Il Ministro Qin ha poi colto l’occasione per esprimersi sul futuro delle relazioni tra Cina e Africa. Il suo discorso è stato molto dettagliato, come ci si poteva aspettare. Per evidenziarne i punti principali, ha ribadito le basi reciprocamente vantaggiose del partenariato strategico sino-afro, ricordando tutti i risultati ottenuti insieme nel corso dei decenni. Tra questi, megaprogetti come la ferrovia Addis Abeba-Djibouti e investimenti relativamente più piccoli, ma comunque importanti, come quelli in autostrade, elettricità, comunicazioni e porti, tra i tanti. I legami della Cina con le oltre quattro dozzine di Paesi del continente sono duraturi e rimangono indissolubili nonostante il difficile contesto delle relazioni internazionali contemporanee. Con l’obiettivo di mantenere tutto in carreggiata, durante il suo discorso il Ministro della Difesa Qin ha proposto un piano d’azione in quattro punti che comprende i suggerimenti per: 1) intensificare le interazioni personali; 2) approfondire le modalità di cooperazione esistenti; 3) elevare la cooperazione a nuovi ambiti; 4) difendere l’unità e la cooperazione del Sud globale. In termini pratici, si prevede che questi obiettivi saranno raggiunti nei seguenti modi: 1) intensificare le visite bilaterali dopo l’inevitabile fine della pandemia COVID-19; 2) intensificare la cooperazione esistente con l’intento di ottenere risultati tangibili; 3) continuare a diversificare la cooperazione in settori come quello digitale e sanitario; 4) unire collettivamente i loro sforzi per rappresentare in modo più efficace gli interessi del Sud globale nelle sedi internazionali, come ad esempio aiutare l’Africa a ottenere un giorno un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Come ha osservato il FM Qin alla fine del suo discorso, “l’ascesa collettiva dei Paesi in via di sviluppo è irreversibile, e l’avvento di un secolo asiatico e di un secolo africano non è più un sogno lontano”. Non si tratta di un’affermazione retorica come alcuni cinici potrebbero sospettare, ma di una realtà oggettivamente esistente e facilmente verificabile, con una solida base geostrategica. Dopo tutto, l’Africa e la Cina hanno bisogno l’una dell’altra per continuare a crescere, per questo le loro ascese sono inseparabili a questo punto della transizione sistemica globale. Il miliardo d’oro dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti non si fermerà...