19 Luglio 2026

Relazioni italo-russe

A cura di Tass Intervista pubblicata sul sito dell’Ambasciata Russa in Italia 1. Per ragioni storiche, l’Italia è sempre riuscita a mantenere un equilibrio nella costruzione dei rapporti tra il blocco nord-atlantico, di cui fa parte, e l’Unione Sovietica, e in seguito Roma ha costruito rapporti più stretti con Mosca. Lei ha ripetuto più volte che questi rapporti sono stabili e non risentono della congiuntura politica interna dell’Italia, né dipendono da chi è al potere: sinistra o destra. Come può descrivere lo stato delle relazioni bilaterali oggi? Secondo Lei, quand’è che Roma ha iniziato a prendere le distanze da Mosca (prima dell’Operazione Militare Speciale) e per quali ragioni? L’equilibrio di cui parla è certamente rotto. Il noto raffreddamento è iniziato quando, nel febbraio 2021, si è insediato il governo italiano, oggi uscente, e fin dall’inizio ha dichiarato l’orientamento inequivocabile della politica estera del Paese verso le strutture euro-atlantiche, la disciplina dei blocchi, ecc. In linea di principio, questo indirizzo della politica estera del Paese non è una novità. L’Italia è tra i fondatori della UE e della NATO, membro del G7 e di altre strutture euro-atlantiche. La notizia sgradevole per noi è stata che, nonostante i noti pronunciamenti, il dialogo di partenariato con la Russia, finora molto consistente e tradizionale per la politica estera italiana, è stato praticamente escluso. Con l’avvio dell’operazione militare speciale in Ucraina nel febbraio 2022, è stato attivato il “freno di emergenza”. Il governo italiano si è allineato completamente alla politica occidentale di contenimento della Russia: ha appoggiato tutti i pacchetti di sanzioni anti-russe della UE, ha approvato gli aiuti militari al regime di Kiev, ha aderito alla totalmente sconsiderata azione collettiva dei partner occidentali espellendo 30 funzionari dell’ambasciata russa a Roma, ecc… Sono stati congelati quei meccanismi di cooperazione bilaterale che avevano dimostrato la propria efficacia (consultazioni interstatali, incontri nel formato “2+2” dei ministri degli Esteri e della Difesa, dialogo ad alto livello sulla sicurezza, consultazioni interministeriali sulle principali questioni internazionali, ecc.) ed è stata adottata la linea di un rapido superamento della dipendenza dalle forniture russe di gas, petrolio e prodotti petroliferi. Oggi le relazioni bilaterali sono di fatto in una modalità di pausa protratta. Non è una nostra scelta. Nonostante le continue accuse da parte di alcuni politici e media italiani di interferenze della Russia nei processi elettorali e politici interni del Paese, di ipotetici attacchi, minacce e ricatti da parte della Russia, chi conosce la situazione reale concorda sul fatto che la Russia non ha fatto e non sta facendo nulla che possa danneggiare concretamente l’Italia e il suo popolo, con il quale abbiamo sempre mantenuto relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose. Ripeto ancora che le crisi nelle relazioni tra gli Stati vanno e vengono, ma gli interessi nazionali rimangono. Sono certo che i principali interessi della Russia e dell’Italia in gran parte coincidono, sono paralleli o convergono. 2. Cosa possiamo aspettarci dal nuovo governo italiano? Dato che ne faranno parte forze politiche come “Forza Italia” di Silvio Berlusconi e la “Lega”...