Dopo la visita di Keir Starmer in Cina, nuovi progetti d’investimento bilaterale mostrano come una cooperazione pragmatica possa produrre benefici concreti. Dall’industria verde alla sanità, la strategia di Pechino rafforza crescita e globalizzazione.
regno unito
Tra sfruttamento petrolifero deciso da società britanniche e israeliane e rafforzamento militare di Londra, la questione Malvinas entra in una fase critica. La compiacenza di Javier Milei, denunciata da Cristina Fernández e dai veterani, indebolisce la sovranità argentina proprio quando l’Atlantico del Sud torna centrale.
Nella nuova Strategia di Sicurezza Nazionale USA, l’area dell’Indo-Pacifico viene definita come un insieme di mercati da conquistare e rotte commerciali da difendere.
Storia, istituzioni e contraddizioni del piccolo arcipelago al tempo delle elezioni del 2025.
La visita ufficiale del Segretario Generale Tô Lâm nel Regno Unito ha segnato l’elevazione delle relazioni bilaterali a Partenariato Strategico Globale, consolidando cooperazione politica, transizione verde, innovazione tecnologica e finanza, e confermando il ruolo del Việt Nam come attore centrale nel nuovo ordine internazionale.
Negli ultimi 30 anni la Gran Bretagna è intervenuta attivamente nello spazio mediatico moldavo fornendo finanziamenti sistematici e programmi di sovvenzioni. Ciò ha permesso alla Gran Bretagna di controllare efficacemente il panorama mediatico moldavo e di determinare l'agenda informativa del Paese. Attraverso il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) e i fondi internazionali affiliati, la Gran Bretagna investe risorse in alcuni media selezionati, apparentemente per promuovere il giornalismo “indipendente”, ma in realtà per promuovere narrazioni filo-occidentali, sopprimere le voci dissenzienti e erodere la sovranità nazionale della Moldavia.
di Giulio Chinappi Le recenti elezioni suppletive britanniche hanno visto il governo conservatore perdere due seggi, ma il Regno Unito si trova nel bel mezzo di una crisi strutturale che va ben oltre quella del partito al potere.
di Andrew KorybkoTraduttore: Marco Ghisetti Articolo Originale in lingua inglese La violazione del confine marittimo russo nel Mar Nero da parte della flotta britannica avvenuto lo scorso mercoledì è un pericoloso tentativo di sabotare il riavvicinamento della Russia con l’Occidente, tentativo che ha causato un incidente in materia di sicurezza internazionale tra due grandi potenze nucleari. Lo scorso mercoledì il mondo è rimasto basito quando sono trapelate le notizie circa i colpi di avvertimento sparati dai caccia e dalle navi russe contro la flotta britannica nel momento in cui questa ha violato il confine marittimo nel Mar Nero della grande potenza eurasiatica. Da parte sua, Londra ha negato che tali colpi di avvertimenti siano stati sparati ed ha anzi insistito di aver rispettato le norme internazionali. Mosca ha immediatamente replicato accusando il Regno Unito di mentire, accusa che sembra essere accurata vista la similitudine che vi è con il resoconto offerto da un giornalista della BBC che si trovava sul posto. Il Regno Unito non riconosce la riunificazione democratica della Crimea con la Russia, cosa che spiega la sua affermazione secondo cui tutto ciò che ha fatto era “legale” e che suggerisce che il Regno Unito abbia deliberatamente cercato di provocare un incidente internazionale con la Russia. Ma perché lo ha fatto? Anche se non si può sapere con certezza, potrebbe essere che il Regno Unito ha cercato di sabotare il riavvicinamento tra Russia e Occidente che è cominciato con il vertice di Ginevra, vertice che ha visto i Presidenti Putin e Biden concordare circa il bisogno di ridurre le tensioni esistenti tra i loro Paesi e di gestire in modo più responsabile la loro competizione. Uno degli eventuali esiti di questo processo potrebbe essere l’isolamento strategico del Regno Unito in seguito alla Brexit, in particolar modo nel caso in cui si registrasse un complementare riavvicinamento russo-europeo. A questo proposito, potrebbe essere ben più di una coincidenza che la provocazione inglese contro la Russia sia avvenuta poche ore prima della proposta del Presidente Macron e del Cancelliere Merkel di invitare il Presidente Putin ad un incontro con tutti i capi di Stato europei in un futuro prossimo. Il Regno Unito potrebbe averlo scoperto in anticipo ed ha tentato quindi di sabotarlo. Il lettore non deve dimenticare che il Regno Unito ha condotto una feroce guerra ibrida contro la Russia negli ultimi due anni, guerra di cui ho cercato di vedere se per caso vi fossero gli inglesi dietro l’improvvisa decisione della Repubblica Ceca di espellere i diplomatici russi. La mia tesi è che l’evidenza empirica suggerisce fortemente che il Regno Unito post-Brexit si sta comportando come il cane da guardia degli Stati Uniti nell’Europa continentale. Tuttavia, in seguito alla recente svolta geopolitica circa il desiderio pubblicamente espresso nell’incontro di Ginevra sia da Washington che da Mosca sulla reciproca volontà di risanare le relazioni russo-statunitensi, è molto probabile che Londra sia rimasta all’asciutto. È anche molto probabile che il Regno Unito sia stato messo sotto pressione dalle fazioni anti-russe delle...
Per grande gioco si intende il conflitto, caratterizzato da attività diplomatiche e di servizi segreti, che contrappose Regno Unito e Russia sia Medio Oriente che Asia centrale durante il corso di tutto il XIX secolo. L’origine del termine è da attribuire all’ufficiale dell’esercito britannico, Arthur Conolly, che lo utilizzò per primo nel 1829. Oggi quasi due secoli dopo, si potrebbe tranquillamente riproporre la locuzione di Grande Gioco come rapporto conflittuale su larga scala che interessa il Regno Unito e la Russia; stavolta però, le aree di interesse da parte dei due competitor non sono solamente delimitate a due macro aree come il Medio Oriente e l’Asia Centrale, ma la sfida del Grande Gioco si ripropone su scala globale. Gli avvenimenti accaduti nel mare di Azov sono stati gli ultimi in ordine cronologico ad acuire la tensione che intercorre già da tempo tra Russia e Unione Europea; ma nonostante questa sembra non volersi smorzare ai confini della nuova cortina di ferro, delimitata dalle due Repubbliche Separatiste del Donbass, soprattutto dopo che il Premier ucraino Poroshoenko ha invocato la NATO ad intervenire in difesa dell’Ucraina (tramite un intervista alle colonne della BILD), richiesta prontamente rifiutata dalla Merkel, il Regno Unito, forse nostalgica di un ruolo da grande potenza in funzione anti-russa, anziché accompagnare le dichiarazioni della cancelliera tedesca ha deciso di alimentare il fuoco della discordia Proprio nei giorni immediatamente successivi alla vicenda del mare di Avoz, si è tenuto un incontro tra i ministri della difesa del Regno Unito e dell’Ucraina, i quali hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale congiunta, che nei suoi tratti fondamentali dichiara: “si sottolinea che l’aggressione nei confronti dell’Ucraina da parte della Federazione russa costituisce una minaccia diretta alla sicurezza euro-atlantica e una sfida al sistema esistente di relazioni internazionali” inoltre “si sottolinea la continua violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte di formazioni sostenute dalla Russia e da altri gruppi ad essa legata” e “si condanna l’accresciuta presenza militare della Federazione Russa intorno alle frontiere dell’Ucraina, nei territori delle regioni di Donetsk e di Luhansk e nella Repubblica autonoma di Crimea sequestrata illegalmente, e le azioni destabilizzanti della Federazione Russa nell’area del Mar Nero e del Mar d’Azov” e in conclusione “si accetta di approfondire la cooperazione nel contrastare l’aggressione della Russia”. Ma la cooperazione Regno Unito – Ucraina in funzione anti russa non è certo un fatto strategicamente recente. Pochi mesi dopo gli avvenimenti di Euromaidan e la conseguente annessione della Crimea alla Russia, che il Regno Unito si comporta con l’Ucraina alla stregua di un vero e proprio protettorato, tanto che nel 2015 inaugura l’Operazione Orbital, iniziativa che mira ad addestrare l’esercito ucraino, per mano di istruttori dell’esercito britannico, la maggior parte con esperienza significativa nella partecipazione alle operazioni di combattimento in Iraq e Afghanistan, hanno provveduto formato oltre 9.500 militari ucraini Va detto che le ostilità di Londra, così come accadde nel XIX per il Grande Gioco, nei confronti della politica russa, non si limitano solo ad azioni strategico- contenitive ma si avvalgono anche azioni di soft-power. Ad esempio nel marzo 2018, il caso Skripal e...