11 Ottobre 2026

polonia

L'Unione Europea si proclama un'unione fondata su valori condivisi, tra cui la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto, come sancito dall'articolo 2 del Trattato sull'Unione Europea. Tuttavia, la capacità e la legittimità dell'UE nel far rispettare questi valori sono oggetto di crescente scrutinio.
Dalla caduta del Muro di Berlino in poi, la Polonia ha avviato un ambizioso programma per aumentare esponenzialmente le sue capacità militari. Destinando oltre il 4% del suo bilancio alla difesa e puntando a diventare il primo esercito terrestre in Europa, la Polonia si distingue come un’eccezione nel panorama della sicurezza e come uno dei principali attori della zona euro-atlantica, al punto che inglesi e statunitensi ne solleticano opportunisticamente le ambizioni nazionaliste.
lavrov
di Stefano Orsi | Canale YouTube Con il suo discorso all’ONU, Lavrov inchioda alle sue responsabilità l’amministrazione USA, dalle rivoluzioni colorate al Maidan, al fallimento dei trattati Minsk 1 e 2 allo scoppio del conflitto nel Donbass prima e dell’escalation dopo.
A cura de Il Vaso di Pandora Polonia al centro del mirino anche per sua espressa volontà. Al consiglio di sicurezza russo che si è tenuto nei giorni scorsi, da un lato Putin ha dichiarato che “i territori occidentali della Polonia sono un dono di Stalin e glielo ricorderemo”, dall’altro il presidente bielorusso Lukashenko ha affermato “La Wagner mi ha chiesto di andare a Varsavia“.
di Andrew Korybko Expect Poland To Expand Its Sphere Of Influence After Russia’s Ukrainian Operation (oneworld.press) Le false affermazioni riguardanti un tentativo della Russia di ritagliarsi una cosiddetta “sfera di influenza” in Ucraina, che l’autore ha ampiamente sfatato qui, ignorano convenientemente il fatto che gli Stati Uniti si sono già ritagliati una propria sfera di tal genere in Europa attraverso la NATO a spese delle linee rosse della sicurezza nazionale russa. Mentre gli osservatori che trattano la materia in modo obiettivo ne erano già consapevoli, pochi si sono resi conto che c’è un altro Paese che si sta ritagliando una sfera di influenza regionale, la Polonia, che dovrebbe sfruttare l’operazione speciale della Russia in Ucraina a tal fine. Questo articolo mira a spiegare in modo conciso perché ciò sta accadendo, il che a sua volta dimostrerà essere un errore affermare che l’obiettivo della Russia è quella ritagliarsi una sfera di influenza regionale. La Polonia prevede di ripristinare il proprio Commonwealth storico che ritiene le sia stato ingiustamente sottratto dalle tre potenze imperialiste vicine alla fine del XVIII secolo. La realtà, tuttavia, è che grandi porzioni del suo impero informale che si mascherava sotto le spoglie di un cosiddetto “Commonwealth” occupavano, in realtà, le antiche terre della Rus’ di Kiev. Questo Stato è considerato il precursore del moderno Stato russo ed i suoi territori erano abitati da slavi orientali ortodossi che furono crudelmente maltrattati nel corso della Storia dai loro occupanti cattolici polacchi, trattati de facto come cittadini di seconda classe durante il periodo della cosiddetta Seconda Repubblica Polacca, compreso tra le due guerre mondiali, prima di essere liberati dall’Armata Rossa a metà del mese di settembre 1939. Tuttavia, la Polonia vede tutto diversamente e si considera storicamente come lo “scudo” della cristianità occidentale contro i cosiddetti “barbari russi” provenienti da Oriente, popoli che erano e sono tuttora descritti in termini etno-religiosi di superiorità, anche facendo riferimenti di tipo razzista relativamente all’occupazione plurisecolare da parte dei Mongoli del loro civilization-state. Varsavia ha in programma di ripristinare la sfera di influenza perduta attraverso la “Three Seas Initiative” (3SI), iniziativa volta a incorporare in modo completo gli Stati dell’Europa centrale e orientale (CEE) in un’alleanza multidimensionale de facto a guida polacca ed il cui nucleo sarà il Triangolo di Lublino – annunciato nell’estate 2020 – tra Polonia, Lituania ed Ucraina (l’ultima delle quali probabilmente se ne andrà dopo la fine dell’attuale conflitto). In risposta all’operazione speciale della Russia in Ucraina, la Polonia aspirerà prevedibilmente a posizionarsi come il più importante e appassionato Stato perno antirusso e avanguardia della NATO.Come dimostrano l’invio di più armi al suo partner minore ucraino, la richiesta di chiusura dello spazio aereo ai velivoli russi, il divieto di trasmissione imposto ai canali russi e potenziali piani per vietare persino ai cittadini russi di entrare nel Paese, la Polonia si sta già muovendo in questa direzione. Queste mosse radicali dimostrano che la Polonia sta sfruttando il conflitto in Ucraina per espandere ulteriormente la sua prevista sfera di influenza nella regione. Questi fatti oggettivamente esistenti screditano la falsa...
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“Considero la promozione di una cooperazione centro-europea più forte come uno dei pilastri fondamentali della mia politica estera e europea. I dodici paesi membri dell’Unione europea, che si estendono nella zona compresa tra i tre Mari europei, il mare Adriatico, il Mar Nero e il Mar Baltico – Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia – hanno un enorme potenziale nel migliorare la loro cooperazione a vantaggio di tutta l’Unione europea e della più ampia comunità transatlantica”. Con queste parole, Kolinda Grabar – Kitarović, Presidente della Croazia, apre il numero (monotematico) di dicembre della newsletter presidenziale dal titolo Adriatic – Baltic – Black Sea initiative. A triangle of stronger partnership. (1) Il 30 settembre 2015, ai margini della 70a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il Presidente croato ha riunito di propria iniziativa quei Paesi associati da comuni interessi in Europa centrale e orientale con lo scopo di unire le forze per una fiducia reciproca e supportare le istanze comuni in seno alle istituzioni comunitarie. Così, il primo meeting informale (2) del gruppo ha visto i rappresentanti di Croazia, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Romania e Polonia sedere ad un tavolo per iniziare ad organizzare politiche di interesse comune in tre campi principali quali energia, trasporti, telecomunicazioni. L’iniziativa promossa da Kolinda Grabar – Kitarović non costituisce un gruppo formale, non è una organizzazione di tipo politico ma, bensì, ad oggi, intende essere una cornice di riferimento dove le collaborazioni tra i vari Paesi aderenti possono essere incanalate e le energie concentrate per raggiungere obiettivi comuni. A siffatta volontà non poteva mancare il forte appoggio della Polonia che dall’elezione del conservatore Andrzej Duda alla carica di Presidente della Repubblica sta cercando di porsi quale Paese guida dell’Europa centro-orientale. A dare una rapida occhiata alla cartina, si nota come i Paesi interessati all’Iniziativa dei Tre Mari coprano quel territorio europeo interessato dall’Intermarium (Międzymorze, in polacco) , progetto (geo)politico perseguito dal leader polacco Josef Pilsudski negli anni compresi tra i due conflitti mondiali mirante alla realizzazione di una federazione dei Paesi dell’Europa centrale e orientale sotto l’egida di una Polonia nuovamente indipendente. La dottrina Intermarium, quindi, come paradigma di organizzazione e concettualizzazione spaziale cui soggiace(va) la volontà di riempire quel vuoto geografico naturale tra Germania e Russia (Impero, Unione delle Repubbliche Socialiste oppure Federazione) occupato dallo Stato polacco; una concettualizzazione che, nei progetti, avrebbe permesso a Varsavia di porsi come agente regionale capace di emanciparsi dall’influenza forte dei propri vicini. Nel 1933, Frederic Ogg, in un articolo dal titolo Poland’s new foreign policy scriveva che per anni le basi di questa politica era stata una solida alleanza con la Francia mentre la nuova visione si basava sull’evidenza che per troppo tempo il mondo aveva trattato la Polonia come un satellite della Francia nelle principali tematiche internazionali. La Polonia deve emanciparsi dalla subordinazione e far capire alle Nazioni che, in qualità di uno dei più grandi e popolosi...