12 Settembre 2026

#Polonia

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I recenti sospetti della Polonia circa le ragioni strategiche statunitensi e tedesche che hanno spinto gli Stati Uniti ad abbandonare gran parte delle sanzioni contro il Nord Stream II in seguito al vertice Biden-Putin del mese scorso, oltre al sostegno berlinese al rinvigorito tentativo dell’ex primo ministro Tusk di spodestare il partito di governo polacco, pone lo Stato-guida dell’Europa centro-orientale in una posizione di svantaggio, ma inaspettatamente offre anche l’opportunità di negoziare un informale “patto di non aggressione” con la Russia, che permetterebbe a Varsavia di ricalibrare la sua attenzione alla lotta alla minacce poste alla sua sovranità da coloro che sulla carta sarebbero i suoi alleati. Quadro d’insieme La Polonia si è trovata in una situazione imbarazzante in seguito alle recenti mosse dei suoi “alleati” statunitensi e tedeschi. L’abbandono da parte degli Stati Uniti di gran parte delle sanzioni contro il Nord Stream II, il vertice Biden-Putin del mese scorso e il sostegno berlinese al rinvigorito tentativo dell’ex primo ministro Tusk di spodestare il partito di governo del Paese polacco hanno generato molti sospetti circa le motivazioni strategiche dietro queste azioni. Ciò mette inoltre il più grande Paese dell’Europa centro-orientale in una posizione di svantaggio dato che esso aveva irresponsabilmente delineato la propria politica estera nell’aspettativa che l’ex Presidente degli Stati Uniti Trump rivincesse le elezioni e continuasse a modellare la geopolitica europea avvicinandosi agli interessi polacchi.In poche parole, la Polonia crede che gli Stati Uniti l’abbiano pugnalata alle spalle stringendo un accordo con la Russia sul Nord Stream II a spese polacche. Inoltre, la Polonia è preoccupata che ciò possa incoraggiare la Germania a proseguire la campagna regionale di rivoluzioni colorate, di sostegno alle forze di opposizione liberal-globaliste contro i governi conservatori-nazionalisti dell’Europa centro-orientale, cosa che sembra stia precisamente avvenendo di nuovo in Polonia con il sostegno a Tusk e, in Ungheria, con il sostegno al movimento anti-cinese. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti e la Germania continuano a manipolare magistralmente il “nazionalismo negativo” della Polonia nei confronti della Russia, al fine di convincere la classe dirigente polacca che la Russia rappresenti una minaccia militare nonostante l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica vanifichi nei fatti tale pericolo. La mentalità d’assedio polacca Sotto pressione da ogni dove, nonostante quella russa sia il prodotto artificioso della campagna di guerra d’informazione capitanata da Stati Uniti e Germania al fine di togliere l’attenzione dal loro congiunto tentativo di cambiare regime a Varsavia, la storica “mentalità d’assedio” della classe dirigente polacca sta riaffiorando. Essa vede nemici ovunque, sia all’interno che all’esterno dei propri confini, e teme di poter perdere ancora una volta la propria sovranità. La più grande minaccia per la Polonia è però posta dagli Stati Uniti e dalla Germania, non dalla Russia, eppure la Polonia si è spinta ad agire come ponte occidentale in Bielorussia e Ucraina. La sua classe dirigente crede che sia nell’interesse nazionale polacco sostenere il movimento antigovernativo della Bielorussia e, in parallelo, rafforzare il governo della post-rivoluzione colorata ucraino nell’ottica di incorporare questi due Stati nella “Iniziativa dei...