di Alessandro Fanetti Articolo originale in lingua inglese pubblicato su The Defence Horizon La Federazione Russa del Nuovo Millennio è, come ben definito dal noto studioso John H. Mackinder, il “Cuore” del pianeta in cui tutti abitiamo. È uno stato “multinazionale” sempre al centro del mondo, che è stato governato da sistemi opposti (zarismo, socialismo, liberalismo “eltsiniano”). Al potere da più di vent’anni, il presidente Putin ha cercato di prendere qualcosa da tutte queste esperienze, sia in politica interna che estera. In politica interna, sta cercando di creare un “collante onnicomprensivo di identità” e in politica estera che si oppone all’unipolarismo guidato dagli Stati Uniti, promuovendo allo stesso tempo un mondo multipolare. La Russia del 21 ° secolo è un territorio unico, abitato da una popolazione diversificata; dagli abitanti della grande steppa siberiana che arriva fino a Vladivostok ai discendenti dei temibili combattenti mongoli eredi di Gengis Khan, dai caucasici che vivono negli ambienti ceceni agli europei di San Pietroburgo: molte peculiarità caratterizzano queste variegate popolazioni. Mosca è la metropoli in cui si concentra l’unicità del “pianeta Russia”: una capitale che ospita quasi il 15% della popolazione del Paese, proveniente dai quattro angoli di questo vasto territorio (e di altre nazioni, in particolare, gli “stan” dell’Asia centrale). Sarebbe troppo tentare una riflessione dettagliata sulla storia di questo immenso territorio e delle sue varie popolazioni. Tuttavia, una delle questioni più significative che va sottolineata è che è “sempre” esistito il rischio di una “disintegrazione del paese”, a maggior ragione dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quando alcune regioni hanno richiesto a gran voce l’indipendenza da Mosca (la Cecenia ha espresso con un forte impegno in tal senso). Questi problemi sono stati affrontati (almeno parzialmente) dal presidente Eltsin nel 1992, anno in cui è stato promosso il Trattato della Federazione tra tutte le entità che componevano la Federazione Russa. Tuttavia, questo trattato è stato firmato solo da 86 delle 88 entità della Federazione Russa, mentre Tatarstan e Cecenia hanno opposto il loro rifiuto. Mentre il primo tornò però sulla sua decisione poco tempo dopo, la Cecenia non lo fece. Boris Eltsin decise, allora, di ripristinare completamente l’unità di Mosca con la regione con capitale Grozny attraverso² due sanguinose guerre anti-indipendenza tra il 1994 e il 2009. Il Trattato della Federazione Il Trattato in questione consisteva in otto articoli che coprivano i seguenti punti salienti: “Impegno a dare alla Federazione Russa una nuova Costituzione e un elenco di questioni di “competenza esclusiva” delle autorità centrali; un elenco degli argomenti su cui le autorità della Federazione Russa e quelle delle varie Repubbliche avrebbero dovuto discutere, gestendo congiuntamente le varie questioni; enunciazione di principi riguardanti la gestione autonoma di alcune questioni da parte delle Repubbliche della Federazione, sempre nel rispetto della Costituzione e con un dialogo con le autorità centrali; il pieno rispetto delle leggi in tutta la Federazione, sia da parte del governo centrale che da parte delle repubbliche autonome”[1]. L’intento era quello di garantire la continuità statale anche negli anni futuri; questo perché la disintegrazione del paese avrebbe potuto rendere...