15 Giugno 2026

pilsudski

SZIJJARTO_Peter hivatalos latogatasa New Yorkban
“Considero la promozione di una cooperazione centro-europea più forte come uno dei pilastri fondamentali della mia politica estera e europea. I dodici paesi membri dell’Unione europea, che si estendono nella zona compresa tra i tre Mari europei, il mare Adriatico, il Mar Nero e il Mar Baltico – Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia – hanno un enorme potenziale nel migliorare la loro cooperazione a vantaggio di tutta l’Unione europea e della più ampia comunità transatlantica”. Con queste parole, Kolinda Grabar – Kitarović, Presidente della Croazia, apre il numero (monotematico) di dicembre della newsletter presidenziale dal titolo Adriatic – Baltic – Black Sea initiative. A triangle of stronger partnership. (1) Il 30 settembre 2015, ai margini della 70a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il Presidente croato ha riunito di propria iniziativa quei Paesi associati da comuni interessi in Europa centrale e orientale con lo scopo di unire le forze per una fiducia reciproca e supportare le istanze comuni in seno alle istituzioni comunitarie. Così, il primo meeting informale (2) del gruppo ha visto i rappresentanti di Croazia, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Romania e Polonia sedere ad un tavolo per iniziare ad organizzare politiche di interesse comune in tre campi principali quali energia, trasporti, telecomunicazioni. L’iniziativa promossa da Kolinda Grabar – Kitarović non costituisce un gruppo formale, non è una organizzazione di tipo politico ma, bensì, ad oggi, intende essere una cornice di riferimento dove le collaborazioni tra i vari Paesi aderenti possono essere incanalate e le energie concentrate per raggiungere obiettivi comuni. A siffatta volontà non poteva mancare il forte appoggio della Polonia che dall’elezione del conservatore Andrzej Duda alla carica di Presidente della Repubblica sta cercando di porsi quale Paese guida dell’Europa centro-orientale. A dare una rapida occhiata alla cartina, si nota come i Paesi interessati all’Iniziativa dei Tre Mari coprano quel territorio europeo interessato dall’Intermarium (Międzymorze, in polacco) , progetto (geo)politico perseguito dal leader polacco Josef Pilsudski negli anni compresi tra i due conflitti mondiali mirante alla realizzazione di una federazione dei Paesi dell’Europa centrale e orientale sotto l’egida di una Polonia nuovamente indipendente. La dottrina Intermarium, quindi, come paradigma di organizzazione e concettualizzazione spaziale cui soggiace(va) la volontà di riempire quel vuoto geografico naturale tra Germania e Russia (Impero, Unione delle Repubbliche Socialiste oppure Federazione) occupato dallo Stato polacco; una concettualizzazione che, nei progetti, avrebbe permesso a Varsavia di porsi come agente regionale capace di emanciparsi dall’influenza forte dei propri vicini. Nel 1933, Frederic Ogg, in un articolo dal titolo Poland’s new foreign policy scriveva che per anni le basi di questa politica era stata una solida alleanza con la Francia mentre la nuova visione si basava sull’evidenza che per troppo tempo il mondo aveva trattato la Polonia come un satellite della Francia nelle principali tematiche internazionali. La Polonia deve emanciparsi dalla subordinazione e far capire alle Nazioni che, in qualità di uno dei più grandi e popolosi...