12 Ottobre 2026

Parlamento Europeo

Korybko
Articolo Originale scritto da Andrew Korybko La Russia è una grande potenza mondiale e se l’UE vuole cercare di intimidirla in un modo così pericoloso, allora non c’è nulla che impedisca al blocco europeo di comportarsi alla stessa maniera anche nei confronti di Paesi più deboli. Lo scorso giovedì il Parlamento Europeo (PE) ha approvato una risoluzione parlamentare, minacciando alla Russia conseguenze molto gravi qualora essa “invadesse” l’Ucraina. Tali conseguenze includono: l’interruzione immediata delle importazioni di petrolio e gas russi, l’esclusione della Russia dal sistema di pagamento SWIFT, il congelamento dei beni dei cosiddetti “oligarchi” e delle loro famiglie e la cancellazione dei loro visti. Il testo condanna le presunte operazioni di intelligence russa in Europa, tra cui azioni di disinformazione e le più ultime esternazioni secondo cui agenti segreti russi avrebbero causato nel 2014 un’esplosione di munizioni in Cecenia. La risoluzione vuole anche fermare il Nord Stream 2. Inoltre, il PE supporta l’ingerenza negli affari interni della Russia. Esempi a questo riguardo includono la condanna della recente incarcerazione dell’attivista anti-corruzione Alexei Navalny, dovuta alle sue violazioni sulla libertà condizionata e alla decisione delle autorità statali russe di controllare se l’organizzazione di Navalny sia estremista. La risoluzione del PE esprime anche sostengo alle manifestazioni non autorizzate in Russia e critica il modo in cui le autorità statali russe si siano comportante nei loro confronti. Una delle proposte più inquietanti della risoluzione è quella di prendere in considerazione la proposta del Regno Unito di introdurre un “regime sanzionatorio globale anti-corruzione”, cioè di un regime che potrebbe prevedibilmente essere sfruttato per scopi prettamente politici, se si considera la tensione che caratterizzano le relazioni con la Russia. La risoluzione del PE è quindi molto pericolosa perché mostra che le forze politiche antirusse, ideologicamente sostenute all’interno dell’Europa, vogliono intenzionalmente imporre costi elevati a Mosca solo perché essa ha avvertito che la Russia potrebbe difendere i suoi legittimi interessi di confine e quelli dei suoi cittadini residenti nell’Ucraina orientale qualora Kiev lanciasse un’operazione militare. Estromettere la Russia dal sistema di pagamento SWIFT sarebbe un’azione molto simile ad una dichiarazione ufficiosa di guerra, considerando la dipendenza alla finanza internazionale che caratterizza il Paese. Inoltre, è controproducente interrompere l’importazione del petrolio e del gas russi, considerando che al momento in Europa non ci sono valide alternative. La Russia, proprio come tutti i Paesi, è obbligata a far rispettare le sue leggi. Navalny è stato incarcerato in piena conformità con la legislazione esistente in materia, proprio come la dispersione delle manifestazioni non autorizzate e la detenzione temporanea dei loro partecipanti. Giusto per fare un parallelo, negli ultimi mesi vari Paesi dell’UE hanno arrestato i partecipanti delle manifestazioni non autorizzate che sono state organizzate in opposizione alle chiusure di contenimento del COVID-19, in particolar modo nelle situazioni in cui si erano verificati degli scontri con le forze dell’ordine; la Francia, inoltre, sta attualmente perseguitando varie organizzazioni definite estremiste – proprio come sta facendo anche la Russia. La base dell’ingerenza proposta da Bruxelles negli affari interni di Mosca è...