9 Giugno 2026

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Essendo finito il Summit del Premi Nobel per la Pace, svoltosi a Roma dal 12 al 14 Dicembre, il Dalai Lama ha completato il proprio viaggio in Italia e possiamo fare qualche semplice riflessione. Come sanno tutti il Summit è stato spostato a Roma perché il Governo del Sudafrica non ha concesso il visto al Dalai Lama. Questo ha attirato al Governo Sudafricano parecchie critiche, con tanto di centinaia di persone arrabbiate che mostravano il proprio sdegno tramite email alle varie ambasciate sudafricane in giro per il mondo. La decisione di Pretoria non è stata inaspettata: facendo parte dei BRICS, gode di una amicizia strategica con la Cina che il governo vuole tenere cara. La scelta del Sudafrica è da comprendere e non da condannare: questo tipo di favori sono normali tra paesi alleati. L’Italia e altri paesi europei hanno fatto molto peggio: se ben ricordate, nel 2013 sospettando la presenza di Edward Snowden nell’aereo del presidente boliviano Evo Morales, con un atto di “prepotenza imperialistica” diversi paesi non hanno concesso il permesso di viaggiare nel proprio territorio all’aereo sospettato, costringendo il presidente del Bolivia ad una sosta di 10 ore a Vienna. Per fare un favore agli Stati Uniti abbiamo fatto una pessima figura internazionale. Come ci si aspettava, la visita del Dalai Lama in Italia è stata segnata da gravi proteste ad opera della New Kadampa Tradition, l’organizzazione più famosa che ha protetto e diffuso il culto di Dorje Shugden, il Protettore vietato dal Dalai Lama, nel mondo occidentale. E’ stato molto curioso osservare come nei giorni immediatamente precedenti alla visita del Dalai Lama nei maggiori quotidiani sia uscita la notizia che la famosa cantante Romina Power si è convertita al Buddhismo e pratica proprio Dorje Shugden, quasi a voler preparare l’opinione pubblica sulla controversia che, dal Tetto del Mondo, si sarebbe spostata pochi giorni dopo a Roma. Questa notizia ha sicuramente dato il suo contributo al fatto che, a differenza dell’ultima protesta di Livorno, i media italiani non hanno trascurato il fenomeno e gli hanno attribuito la giusta importanza. Tutti tranne “Repubblica”, probabilmente. Ma questo non deve stupirci se consideriamo che il suo corrispondente per l’Asia, Raimondo Bultrini, ha scritto un libro molto famoso su questa controversia, chiamato “Il demone e il Dalai Lama”. Questo libro non costituisce una trattazione imparziale ma – come ammesso dallo stesso autore – è un vero atto di propaganda della posizione di Tenzin Gyatso su questa spinosa controversia. A ogni modo, la visita del Dalai Lama in Italia ha probabilmente ricevuto più attenzione mediatica del previsto per un altro accadimento, relativo al fatto che il Papa non ha accettato di concedergli udienza nonostante le ripetute richieste. Questo ha attirato su Papa Francesco, per la prima volta dall’inizio del suo pontificato, un’ondata di critiche da parte di giornalisti e politici. Per diversi media è stata una notizia molto succosa il fatto che il nuovo Papa, che per alcuni è già rivestito da un’aura di santità, si sia piegato in maniera così...