Salvatore Izzo, giornalista accreditato in Vaticano dal 1977. Ha seguito per l'Agenzia Giornalistica Italia 100 viaggi Internazionali di San Giovanni Paolo II e altri 50 tra quelli di Benedetto XVI e di Papa Francesco. Attualmente dirige il quotidiano online in 4 lingue FarodiRoma, che ha l'intento di leggere la realtà con lo sguardo di Jorge Mario Bergoglio, donato alla città di Roma come vescovo, cioè guida che illumina il cammino, come appunto l'unico faro esistente a Roma, che si trova al Gianicolo, sopra il Vaticano, è in pietra bianca, e la cui costruzione è stata finanziata dagli italiani di Argentina nel 1911 per celebrare i 50 anni dell'unità d'Italia. Un dono arrivato da Buenos Aires proprio come Francesco.
papa francesco
| Articolo pubblicato su ISLAMSHIA.ORG Il Grande Ayatullah Sistani ha incontrato questa mattina nella città santa di Najaf Papa Francesco, Pontefice della Chiesa Cattolica e Capo dello Stato Vaticano. In questo incontro sono state discusse le grandi sfide che l’umanità sta affrontando in questo periodo e il ruolo della fede in Dio Onnipotente e dei sublimi valori etici per superarle. L’Ayatullah Sistani in questo incontro ha parlato dell’ingiustizia, dell’oppressione, della povertà, della persecuzione religiosa e ideologica, della soppressione delle libertà fondamentali e dell’assenza di giustizia sociale di cui soffrono diversi paesi, soprattutto in riferimento alla guerra e agli atti di violenza, in particolar modo la nazione palestinese che vive nei territori occupati. Il Grande Ayatullah Sistani ha proseguito sottolineando il ruolo che le grandi guide religiose e spirituali dovrebbero svolgere nel porre fine alle grandi tragedie e ha ricordato che ci si aspetta che coinvolgano le parti interessate, specialmente le grandi potenze, nel dare priorità alla ragione e alla saggezza rinunciando al linguaggio della guerra, evitando di anteporre i propri interessi a discapito dei diritti dei popoli di vivere in libertà e con dignità. L’Ayatullah Sistani ha inoltre enfatizzato l’importanza di raddoppiare gli sforzi per rafforzare i valori di convivenza pacifica e solidarietà umana in tutte le società, sottolineando l’osservanza dei diritti e del rispetto reciproco tra i seguaci delle differenti religioni e correnti intellettuali. L’eminente autorità religiosa islamica ha poi parlato della posizione dell’Iraq, della sua gloriosa storia e delle caratteristiche virtuose delle sue diverse componenti, esprimendo speranza che in un futuro non troppo lontano possa superare l’attuale calamità e i cittadini cristiani, insieme agli altri iracheni, possano vivere in sicurezza e pace e godere dei loro pieni diritti garantiti dalla Costituzione. Il Grande Ayatullah Sistani ha inoltre fatto riferimento al ruolo svolto dalla Marjayyah (autorità religiosa sciita) nel sostenere i cristiani e altre minoranze che negli ultimi anni sono state perseguitate, specialmente durante l’occupazione da parte dei terroristi di un vasta area di alcune regioni irachene, dove hanno commesso atti criminali vergognosi. 21 Rajab 1442 (06/03/2021) Ufficio dell’Ayatullah Sistani – Najaf
Essendo finito il Summit del Premi Nobel per la Pace, svoltosi a Roma dal 12 al 14 Dicembre, il Dalai Lama ha completato il proprio viaggio in Italia e possiamo fare qualche semplice riflessione. Come sanno tutti il Summit è stato spostato a Roma perché il Governo del Sudafrica non ha concesso il visto al Dalai Lama. Questo ha attirato al Governo Sudafricano parecchie critiche, con tanto di centinaia di persone arrabbiate che mostravano il proprio sdegno tramite email alle varie ambasciate sudafricane in giro per il mondo. La decisione di Pretoria non è stata inaspettata: facendo parte dei BRICS, gode di una amicizia strategica con la Cina che il governo vuole tenere cara. La scelta del Sudafrica è da comprendere e non da condannare: questo tipo di favori sono normali tra paesi alleati. L’Italia e altri paesi europei hanno fatto molto peggio: se ben ricordate, nel 2013 sospettando la presenza di Edward Snowden nell’aereo del presidente boliviano Evo Morales, con un atto di “prepotenza imperialistica” diversi paesi non hanno concesso il permesso di viaggiare nel proprio territorio all’aereo sospettato, costringendo il presidente del Bolivia ad una sosta di 10 ore a Vienna. Per fare un favore agli Stati Uniti abbiamo fatto una pessima figura internazionale. Come ci si aspettava, la visita del Dalai Lama in Italia è stata segnata da gravi proteste ad opera della New Kadampa Tradition, l’organizzazione più famosa che ha protetto e diffuso il culto di Dorje Shugden, il Protettore vietato dal Dalai Lama, nel mondo occidentale. E’ stato molto curioso osservare come nei giorni immediatamente precedenti alla visita del Dalai Lama nei maggiori quotidiani sia uscita la notizia che la famosa cantante Romina Power si è convertita al Buddhismo e pratica proprio Dorje Shugden, quasi a voler preparare l’opinione pubblica sulla controversia che, dal Tetto del Mondo, si sarebbe spostata pochi giorni dopo a Roma. Questa notizia ha sicuramente dato il suo contributo al fatto che, a differenza dell’ultima protesta di Livorno, i media italiani non hanno trascurato il fenomeno e gli hanno attribuito la giusta importanza. Tutti tranne “Repubblica”, probabilmente. Ma questo non deve stupirci se consideriamo che il suo corrispondente per l’Asia, Raimondo Bultrini, ha scritto un libro molto famoso su questa controversia, chiamato “Il demone e il Dalai Lama”. Questo libro non costituisce una trattazione imparziale ma – come ammesso dallo stesso autore – è un vero atto di propaganda della posizione di Tenzin Gyatso su questa spinosa controversia. A ogni modo, la visita del Dalai Lama in Italia ha probabilmente ricevuto più attenzione mediatica del previsto per un altro accadimento, relativo al fatto che il Papa non ha accettato di concedergli udienza nonostante le ripetute richieste. Questo ha attirato su Papa Francesco, per la prima volta dall’inizio del suo pontificato, un’ondata di critiche da parte di giornalisti e politici. Per diversi media è stata una notizia molto succosa il fatto che il nuovo Papa, che per alcuni è già rivestito da un’aura di santità, si sia piegato in maniera così...