19 Luglio 2026

paesaggio xizang

everest
“La Repubblica Popolare Cinese e il Tibet”: progetto di ricerca del Cesem  Parlando di colori in Xizang/Tibet, il pensiero non può non rimandare agli innumerevoli scatti che immortalano le bandiere colorate lasciate dai fedeli sui passi che aprono la via ai viaggiatori tra le cime più alte del mondo: la tradizione vuole che il vento soffiandovi attraverso porti la preghiera di colui che ha appeso il colorato drappo per tutto l’universo. Usando i colori, però, ci si può riferire alle grandi bellezze paesaggistiche di questa regione. Tre i colori con le relative sfumature: bianco, celeste e verde.   DOVE VAI? VADO A LHASA! Il 9 ottobre 2014 AgiChina batte il seguente dispaccio di agenzia: “record di turisti in Tibet per la Festa Nazionale cinese, con un totale di 740mila presenze, registrando un aumento del 12.8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A riferirlo è l’ufficio del turismo regionale che parla di 296mila turisti che si sono fermati per più’ di una notte e 449mila viaggiatori di passaggio. Un record che quest’anno ha portato un fatturato per 337 milioni di yuan (circa 43 milioni di euro) solo nelle ultime settimane. Record anche per la giornata del 3 ottobre che ha registrato un totale di 124mila presenze” (1). Nel mese di ottobre, infatti, in tutta la Cina si festeggia la Proclamazione della Repubblica Popolare (1949) e molti hanno scelto la regione autonoma dello Xizang/Tibet per trascorrere i giorni delle celebrazioni, a testimonianza di come la politica che vede nel turismo una strategica risorsa per la crescita dell’altopiano tibetano prosegua con passi celeri e decisi in avanti, e a conferma del fatto che il Governo centrale di Pechino si sta muovendo nella direzione del sostenere la regione autonoma: gli scenari naturali, la cultura e i fattori religiosi che permeano la società tibetana hanno reso lo Xizang una delle destinazioni tra le più ambite da raggiungere. Il Turismo, quindi, se pianificato, è settore utile nel generare risorse e ricchezza. Vado a Lhasa, è una costruzione linguistica che comincia a diventare familiare e Dove vai? A Lhasa! uno scambio di battute cui si assiste con sempre maggior frequenza. Se prima degli anni ’50 lo Xizang era una regione isolata i cui unici visitatori stranieri non erano che un numero esiguo di missionari, esploratori, militari e stravaganti girovaghi, adesso è meta turistica (internazionale) a tutti gli effetti: le condizioni ambientali non sono dalla parte dei turisti ma l’altopiano tibetano si sta dotando di tutti i comfort per allietare chi visita il cosiddetto tetto del mondo. Fuoristrada attraversano i passi per arrivare sino al Nepal oppure ai piedi della catena dell’Himalaya, mentre chi è disposto a vivere il soggiorno a contatto con la cultura locale può viaggiare su carri trainati da animali o su mezzi che niente hanno di moderno per raggiungere luoghi di grande bellezza come il Monte Kailash, l’ombelico del Mondo, vetta sacra e per questo non violata da nessuno scalatore, da cui nascono l’Indo, il  Sutlej  (un importante affluente del fiume Indo),...