13 Settembre 2026

operazione militare speciale ucraina

di Stefano Vernole “La questione del Kosovo si risolverà in altre condizioni geopolitiche che si verificheranno dopo la fine del conflitto tra Occidente e la Russia. La Russia non sta conducendo una guerra contro l’Ucraina, bensì è in conflitto con l’Occidente sul territorio dell’Ucraina. La sicurezza europea nel suo complesso dipenderà dall’esito di tale conflitto. Siamo convinti che si stabilirà un nuovo ordine internazionale multipolare in cui l’Occidente non giocherà più un ruolo decisivo” (Ambasciatore russo a Belgrado Aleksander Bocan-Kharchenko)1. “La nostra politica estera mira a porre fine al monopolio occidentale. I tentativi di isolare Mosca sono falliti. Il nuovo concetto di politica estera della Russia si concentrerà sulla necessità di porre fine al monopolio dell’Occidente nel determinare le relazioni internazionali” (Sergej Lavrov. Ministro degli Esteri della Federazione Russa)2. La prima era lunare è stata definita dalla geopolitica. I vincitori della prossima saranno coloro che sapranno trionfare nella competizione economica e nella definizione delle regole. Il ritorno del multipolarismo ricreerà un mondo in cui l’Eurasia conterrà diverse grandi potenze di diversa forza.3 Sarebbero forse sufficienti queste tre recenti affermazioni per capire il vero significato dell’Operazione Militare Speciale lanciata dalla Russia in Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022. Questa considerazione apre anche una nuova prospettiva su un conflitto che si annuncia almeno decennale e le cui conseguenze geostrategiche rimangono ancora tutte da scoprire. La de-dollarizzazione globale prosegue a pieno ritmo È risaputo il modo in cui gli Stati Uniti usano il loro peso economico per raggiungere gli obiettivi di politica estera. Il mondo, però, ha visto gli Stati Uniti spesso imporre sanzioni ai Paesi che non si allineano ai suoi interessi. Il ruolo dominante del petrodollaro nell’economia globale offre anche l’opportunità di esercitare un’influenza significativa su altre economie. Tuttavia, ora sempre più Paesi nel mondo si stanno unendo alla campagna di de-dollarizzazione lanciata dalla Russia dopo la sua esclusione dal sistema di pagamenti swift sotto controllo americano. La de-dollarizzazione è il processo di riduzione del dominio del dollaro nei mercati globali con il quale si intende sostituire il dollaro USA come valuta utilizzata per il commercio di petrolio e/o altre materie prime, necessaria per le riserve forex, accordi commerciali bilaterali e altre attività internazionali. Le principali economie come l’India, la Cina e potenzialmente il blocco dell’Unione Europea sono già attori più importanti in questo processo. Ora sembra che anche l’Africa non voglia essere lasciata indietro, visto che l’Algeria ha presentato alla fine del 2022 domanda di adesione ai BRICS1. In uno sviluppo significativo, l’Egitto ha ora aderito alla Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, creata nel 2014 dai cinque Paesi fondatori del gruppo. Pertanto, l’Egitto diventa il secondo Paese africano a far parte della BRICS New Development Bank, mentre alcuni Stati sono già passati alle valute locali al fine di ridurre la loro dipendenza dal dollaro USA e dall’euro2. Il Gruppo dei BRICS sta lavorando allo sviluppo di una propria infrastruttura finanziaria, compresa una rete di pagamento congiunta. In questo contesto, l’Egitto che si unisce finanziariamente al blocco euroafroasiatico,...