Articolo Originale Pechino ha ospitato tre nuove conferenze sulle questioni della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, che hanno avuto luogo il 17 novembre, il 30 novembre e il 6 dicembre. Proseguono senza sosta le conferenze sulle questioni della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, organizzate a Pechino per rispondere alle accuse infondate della propaganda anticinese ai danni del governo della Repubblica Popolare Cinese e di quello regionale. Il 17 novembre, la capitale cinese ha ospitato la 60ma conferenza sul tema, seguita dalla 61ma conferenza il 30 novembre e dalla 62ma il 6 dicembre. Xu Guixiang, portavoce del governo regionale dello Xinjiang e oramai abituale moderatore delle conferenze, ha sferrato diversi attacchi nei confronti del sedicente ricercatore Adrian Zenz, uno dei principali punti di riferimento della propaganda anticinese sulla questione dello Xinjiang. Noi stessi ci eravamo occupati di questo losco figuro in un precedente articolo, nel quale abbiamo rilevato l’infondatezza delle pubblicazioni di Zenz, grazie anche ad alcune testimonianze di suoi ex collaboratori che hanno messo a nudo il metodo di lavoro antiscientifico utilizzato. “Di recente, abbiamo notato che Adrian Zenz sta pubblicando di nuovo fallacie relative allo Xinjiang”, ha dichiarato Xu Guixiang in occasione della 61ma conferenza. “Innanzitutto, la situazione nello Xinjiang non è affatto quella descritta da Adrian Zenz. In passato, nello Xinjiang si sono verificate frequentemente attività violente e terroristiche. I diritti umani fondamentali delle persone di tutti i gruppi etnici, compresa la vita, la salute e la sicurezza, sono stati gravemente violati. Lo Xinjiang è stato in grado di evitare attacchi violenti e terroristici per cinque anni consecutivi combattendo risolutamente contro il terrorismo e l’estremismo. La situazione delle frequenti attività violente e terroristiche in passato è stata capovolta. L’attuale situazione di stabilità sociale e sviluppo economico nello Xinjiang ha fortemente dimostrato la legalità, la necessità e la correttezza di queste politiche e misure adottate nello Xinjiang. La comunità internazionale ha visto chiaramente tutto questo e le persone di tutti i gruppi etnici nello Xinjiang sostengono sinceramente queste misure prese dal governo”. Il portavoce del governo regionale ha accusato le persone come Zenz di essere “cieche di fronte ai fatti dello Xinjiang”. Secondo Xu, costoro “diffondono molte bugie e errori nella comunità internazionale, che vanno contro i fatti nello Xinjiang e le aspirazioni delle persone di tutti i gruppi etnici nello Xinjiang, così come le opinioni di molte persone perspicaci della comunità internazionale che hanno visitato lo Xinjiang”. In particolare, “Adrian Zenz ha agito come portavoce, strumento e fantoccio delle forze anti-cinesi negli Stati Uniti e in Occidente per il proprio ulteriore scopo politico”. Xu ha puntato il dito contro Zenz anche in occasione della 62ma conferenza, rispondendo alle accuse di costui, secondo il quale il governo cinese avrebbe commesso un genocidio della popolazione uigura nella regione dello Xinjiang: “Adrian Zenz, il cosiddetto ‘esperto’, era una ‘canaglia accademica’. È appassionato di fabbricare voci relative allo Xinjiang e di calunniare la Cina. I rapporti che ha pubblicato si basano su informazioni false, con logiche errate e conclusioni assurde. Si può dire che non ha credibilità accademica,...