10 Giugno 2026

new york times

pelosi
di Thomas L. Friedman Articolo pubblicato su NEW YORK TIMES, traduzione Veronica Vuotto Nutro molto rispetto nei confronti della speaker della Camera, Nancy Pelosi. Tuttavia, se davvero dovesse procedere con la visita a Taiwan questa settimana, contro il parere del Presidente Biden, commetterà qualcosa del tutto sconsiderato, pericoloso e irresponsabile. Nulla di buono può venir fuori da questa visita. Taiwan non sarà certo un posto più sicuro o prospero a seguito di questa visita puramente simbolica, e molte cose negative potrebbero accadere: tra queste, una risposta militare cinese, la quale potrebbe far precipitare gli USA in conflitti indiretti con una Russia dotata di armi nucleari, e con la Cina, anch’essa dotata delle stesse armi. E se pensate che i nostri alleati europei — i quali stanno affrontando una guerra esistenziale con la Russia in Ucraina —  si uniranno a noi in caso di un conflitto degli Stati Uniti con la Cina su Taiwan, innescato da questa visita non necessaria, state interpretando male il mondo. Innanzitutto, pensiamo al conflitto indiretto con la Russia, e come la visita della Pelosi a Taiwan incomba su di esso. Ci sono momenti nelle relazioni internazionali in cui è necessario tenere d’occhio il premio. Oggi quel premio è chiarissimo: dobbiamo garantire che l’Ucraina sia in grado, come minimo, di smussare – e, al massimo, invertire – l’invasione non provocata di Vladimir Putin, la quale, in caso di successo, rappresenterà una minaccia diretta per la stabilità dell’intera Unione Europea. Per contribuire a creare la più grande possibilità per l’Ucraina di invertire l’invasione di Putin, Biden e il suo consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan hanno tenuto una serie di incontri molto duri con la leadership cinese, implorando Pechino di non entrare nel conflitto in Ucraina fornendo assistenza militare alla Russia – e soprattutto ora che l’arsenale di Putin è stato ridotto da cinque mesi di guerra stridente. Secondo un alto funzionario statunitense, Biden avrebbe detto personalmente al presidente Xi Jinping che se la Cina entrasse in guerra in Ucraina al fianco della Russia, Pechino rischierebbe l’accesso ai suoi due mercati di esportazione più importanti: gli Stati Uniti e l’Unione Europea. (La Cina è uno dei migliori paesi al mondo nella produzione di droni, che sono esattamente ciò di cui le truppe di Putin hanno più bisogno in questo momento). Apparentemente, mi dicono i funzionari statunitensi, la Cina ha risposto non fornendo aiuti militari a Putin, in un momento in cui gli Stati Uniti e la NATO hanno fornito intelligence a supporto dell’Ucraina e un numero significativo di armi avanzate che hanno causato gravi danni alle forze armate di Russia, apparente alleato della Cina. Il tempismo non poteva essere peggiore. Caro lettore: la guerra in Ucraina non è finita. E in privato, i funzionari statunitensi sono molto più preoccupati per la leadership ucraina di quanto non facciano intendere. C’è una profonda sfiducia tra la Casa Bianca e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, molto più di quanto riportato. E ci sono affari loschi in corso a Kiev....