8 Ottobre 2026

new cold war

foto basi
Articolo originale: What Will Drive China to War? A cold war is already under way. The question is whether Washington can deter Beijing from initiating a hot one, https://amp-theatlantic-com.cdn.ampproject.org/c/s/amp.theatlantic.com/amp/article/620571/ Traduzione di Lorenzo Borghi per il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo (CeSEM) Abbiamo deciso di pubblicare la traduzione di questo articolo di The Atlantic perchè estremamente significativo della mentalità statunitense. Dopo che Washington ha condotto 217 guerre in 239 anni di storia e circondato Pechino nella regione dell’Indo Pacifico con centinaia di basi militari e uno dispiegamento militare-civile di quasi 400.000 uomini, i suoi analisti si premurano di accusare la Repubblica Popolare Cinese di voler scatenare un conflitto per giungere alla sua legittima riunificazione. Il presidente Xi Jinping ha dichiarato a luglio che coloro che intralceranno l’ascesa della Cina avranno “la propria testa sbattuta contro una Grande Muraglia d’acciaio”. La Marina cinese sta sfornando navi a un ritmo che non si vedeva dalla Seconda guerra mondiale, poiché Pechino è in procinto di minacciare nuovamente Taiwan e altri vicini. I massimi funzionari del Pentagono hanno avvertito che la Cina potrebbe iniziare un conflitto militare nello stretto di Taiwan o in altri importanti punti geopolitici entro questo decennio. Analisti e funzionari di Washington sono preoccupati per il deterioramento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina e per i rischi che incombono dal ritorno di un mondo costituito da due superpotenze che ancora una volta si scontrano anziché cooperare. Il presidente Joe Biden ha affermato che gli Stati Uniti “non stanno cercando una nuova guerra fredda”. Ma questo è il modo sbagliato di guardare alle relazioni USA-Cina. È già in corso una Guerra Fredda con Pechino. La domanda giusta, invece, è se gli Stati Uniti possono dissuadere la Cina dal renderla “calda”. Pechino è una potenza revanscista straordinariamente ambiziosa, determinata a rimettere insieme la Cina “riunendo” Taiwan con la terraferma, trasformando i mari della Cina orientale e meridionale in laghi cinesi e conquistando il primato regionale. Quest’ultimo obiettivo viene visto dalla Cina come il trampolino di lancio per il potere globale. Inoltre, è sempre più circondata e subisce una crescente resistenza su molti fronti. Infatti, questo è proprio il tipo di scenario che l’ha portata a scatenarsi in passato. Il modus operandi storico dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949 è chiaro: di fronte a una minaccia crescente ai suoi interessi geopolitici, Pechino non aspetta di essere attaccata; spara per prima per ottenere il vantaggio della sorpresa. Nei conflitti, tra cui la guerra di Corea e gli scontri con il Vietnam nel 1979, la Cina ha spesso visto l’uso della forza come un esercizio educativo. È disposto a scegliere anche un combattimento molto costoso con un solo nemico per educarlo e impartirgli una lezione. Oggi Pechino potrebbe essere tentata ad impegnarsi in questo tipo di aggressione in più aree. E una volta “sparato il primo colpo”, è probabile che le pressioni per l’escalation militari siano gravi. Numerosi studiosi hanno analizzato quando e perché Pechino usa la forza. La maggior parte arriva a...