Articolo tratto da ANUARI DEL CONFLICTE SOCIAL 2014 Resumen Negli ultimi trent’anni una delle principali caratteristiche nell’economia mondiale è stata l’aumento esplosivo delle transazioni finanziarie e al tempo stesso un abbassamento per quanto concerne gli standard di protezione sociale dei lavoratori e la qualità dei servizi pubblici in generale. Gli operatori economici sono i protagonisti dell’attuale modello politico democratico, ma non sono in grado di controllarne l’evoluzione. La crisi economica iniziata nel 2008 è stata accompagnata da una crisi della democrazia rappresentativa in cui il neoliberismo ha imposto un modello economico che dipende sempre meno dalle politiche governative e sempre di più dalle logiche del mercato. Questo sistema non riconosce confini e tenta di imporsi a livello globale. attualmente i cosiddetti nuovi movimenti sociali sembrano essere gli unici suoi avversari. La posta in gioco è il futuro dello Stato sociale Abstract: Some of the aspects of globalization have been the explosive growth of financial flows and a decrease in the levels of employment protection and tin he quality of public services. Traders are the protagonists of globalization but does not control its evolution. The economic crisis started in 2008 is accompanied by a crisis of representative democracy. Neoliberalism imposes a model that relies less and less on government policies. The system does not recognize borders and tries to impose and consolidate around the world. New social movements seem to be the only ones to oppose this system. Is at stake is the future of our society. INTRODUZIONE Tra i termini più utilizzati, abusati e fraintesi nel discorso politica-economico rientrano certamente le parole democrazia e liberalismo. È opinione comune che la democrazia sia sempre e inevitabilmente, anche se con gradi diversi, di tipo liberale. Probabilmente, come ha spiegato il filosofo italiano Norberto Bobbio, per capire la democrazia, a differenza di tutte le forme di governo autocratico, l’unico modo sarebbe quello di considerarla come una forma di governo caratterizzata da un insieme di regole di base che determinano chi ha l’autorità di prendere decisioni collettive e con quali procedure (Bobbio, 2006: 54-58). D’altro canto, è evidente che certe libertà, ad esempio i cosiddetti “diritti inviolabili” dell’individuo sono necessarie per il corretto esercizio del potere democratico. Bobbio ritiene che le disposizioni costituzionali che attribuiscono tali diritti non siano regole vere e proprie; piuttosto esse costituiscono i principi propedeutici allo sviluppo della stessa democrazia. Quindi lo Stato liberale non rappresenta semplicemente il corso storico, ma anche il fondamento giuridico dello Stato democratico. Lo Stato liberale e lo Stato democratico sono interdipendenti, nel senso che alcune libertà per il corretto esercizio del la democrazia risultano necessarie e indispensabili al potere democratico per garantire l’esistenza e la persistenza delle libertà fondamentali (Bobbio 2006: 60). Infatti, a ben vedere, prima del XVIII secolo, gli Stati non erano né liberali né democratici; nel XIX secolo l’Europa ha avuto alcuni Stati democratici ed altri liberali e allo stato attuale, nella stessa zona, convivono paesi liberali ed altri democratici. (Bobbio e Pierandrei 1981: 12). Per di più, uno...