15 Ottobre 2026

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di Giulio Chinappi Articolo Originale Il 25 ottobre 1971 il seggio della Cina presso le Nazioni Unite veniva finalmente attribuito all’unico rappresentante legittimo del popolo cinese, il governo della Repubblica Popolare Cinese con sede a Pechino. Il 25 ottobre 1971, la Risoluzione 2758 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite riconosceva la Repubblica Popolare Cinese come “l’unico rappresentante legittimo della Cina presso le Nazioni Unite“. In questo modo, l’ONU rimediava ad un’ingiustizia durata ventidue anni, nel corso dei quali il seggio cinese presso l’organizzazione è stato occupato illegittimamente dal governo nazionalista di Chiang Kai-shek, stabilitosi sull’isola di Taiwan dopo la sconfitta subita per mano dei comunisti di Mao Zedong nella guerra civile cinese. La Repubblica Popolare Cinese, fondata da Mao il 1° ottobre 1949, venne esclusa soprattutto a causa dell’ostilità e dell’ostruzionismo degli Stati Uniti, che sostenevano il governo nazionalista in funzione anticomunista. Inoltre, la Cina, potenza vincitrice della seconda guerra mondiale, aveva diritto anche ad un seggio permanente all’interno del Consiglio di sicurezza, con annesso potere di veto. Washington temeva dunque che l’ingresso di Pechino avrebbe modificato gli equilibri all’interno dell’organizzazione, andando ad affiancare il seggio permanente già a disposizione dell’Unione Sovietica. La Risoluzione 2758 rappresentò una grande vittoria diplomatica per la Cina e, più in generale, per l’antimperialismo e la diplomazia mondiale, mettendo termine alla contraddizione per la quale il Paese più popoloso del mondo non disponeva di un proprio seggio. Fortemente promosso dall’Unione Sovietica, che in precedenza aveva boicottato l’ONU proprio in segno di protesta per la questione riguardante l’assegnazione del seggio cinese, il documento fu approvato da 76 Paesi a fronte di 35 voti contrari, oltre a 17 astensioni. Nonostante il voto negativo degli Stati Uniti, che vi si opposero fino all’ultimo, i Paesi europei, compresa l’Italia, sostennero la Risoluzione, con la sola eccezione delle dittature di Spagna e Grecia, che si astennero. “Non ho mai visto un applauso così clamoroso in vita mia“, ha detto Iftikhar Ali, un giornalista pakistano che ha assistito al momento della votazione. L’ingresso della Repubblica Popolare Cinese all’ONU, tuttavia, fu reso possibile anche dai cambiamenti geopolitici che si verificarono nel corso degli anni ‘60, con l’emergere di numerosi nuovi Stati Indipendenti in Asia e Africa, e la nascita di un fronte dei Paesi del cosiddetto “Terzo Mondo” all’interno del Movimento dei Paesi non allineati. L’ex presidente cileno Ricardo Lagos Escobar, che era membro della delegazione del suo Paese alla 26a sessione dell’Assemblea generale, ha affermato che il ripristino della sede legale della Cina ha rafforzato il ruolo dell’organismo mondiale e ha aumentato la sua rappresentanza a livello globale: “C’era la sensazione che avremmo avuto un’ONU più realistica, più in linea con ciò che è il mondo, e in questo senso, c’era la sensazione che l’ONU si stesse rafforzando come il vero luogo in cui le questioni internazionali devono essere risolte“. “Negli ultimi 50 anni, la Cina ha offerto pieno sostegno alla causa delle Nazioni Unite sostenendo gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, ha svolto un ruolo costruttivo e sempre più importante negli affari internazionali e ha dato un...
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Main Model United Nations was hosted from February 8, 2018 to February 11, 2018 in Frankfurt am Main and was organised by Goethe University Frankfurt am Main. Around 300 delegates from all over the world attended this event. The delegates this year hailed from a diverse range of countries from different continents. The topics discussed during the conference resulted in heated debates between delegates presenting opposing views and beliefs. However, everybody was engaged in debates respectfully enhancing their inter-cultural understanding and appreciating different points of views. The MainMUN was once again an important platform for political exchange of students for a weekend in the Goethe University with its historical significance in the international city of Frankfurt am Main, “The MainMUN has once again brought an international, student flair to the Goethe University this year. Again and again, it is impressive to see how committed the students are from early morning until late in the evening to act as real delegates and to represent their own interests with diplomatic respect,” – says Prof. Dr. Tanja Brühl, who initiated the project “Uni goes UNO” at the Goethe University. What makes such events as Model of United Nations conference really a unique experience for students? First of all, it is a simulation of 6 different committees with various experience levels and various press agencies from around the world. There were represented Organisation for Security and Co-operation in Europe, Security Council, The United Nations Economic and Social Council, Commission of Crime Prevention and Criminal Justice, United Nations Peace-building Commission. Secondly, the Model UN covers topics from women’s rights to the digital war. For instance, in the Security Council participants were given a task to solve the issue of the civilians’ protection and women’s security during regional armed conflicts. At the same time the Economic and Social Council was dealing with the corruption and promoting sustainable financial integration. Thirdly, 2018 Main MUN featured interconnected committees where decisions in one committee affected other committees. The interconnectivity through all committees, NGOs and press agencies was achieved by solving one widespread crisis simulation. In order to better understand from the inside the whole process and its influence on the students taking part in Model of United Nations event we decided to interview several participants from different committees, universities and educational background. Adelina Budulan, an international relations’ student from Bucharest, Romania, told us that the most important motivation for her to participate at the MainMUN was the fear of public speaking and debating. In her opinion, it was extremely important during the simulated debates at least to grasp the feeling of how the whole system of the United Nations works. Moreover, cooperation alongside participants from all over the world helped her to gain experience from a global perspective, develop communication and rhetoric skills and better understand multiple domains, such as politics or economy. Louison Daigneau, Law of Intentional Relations’ master-degree student at the university of Tour, France, represented Russian Federation at the Security Council at the MainMUN. He is...
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L’11 maggio il Press Club Internazionale (IPC) ha ospitato la conferenza stampa sulla visita dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein. È la prima visita dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite non solo nel nostro paese ma anche nella regione dell’Asia Centrale e nella CIS. Durante la sua visita l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha osservato che in Uzbekistan, secondo la Strategia d’azione si stanno attuando riforme graduali, e ha notato che in questo processo si presta l’attenzione speciale ai diritti umani. Zeid Ra’ad Al Hussein ha confermato la disponibilità dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani di sviluppare a lungo termine e la cooperazione bilaterale sistematica. Secondo l’Alto Commissario, lo scopo principale della sua visita in Uzbekistan è di sostenere le riforme previste dal governo. “Siamo consapevoli che queste riforme sono a lungo termine e richiedono del tempo, ma la cosa più importante è che il processo è già iniziato”. “Vogliamo agire nell’ambito di queste riforme come partner del governo e della società civile, solo lavorando insieme possiamo risolvere i problemi esistenti, “- ha detto Zeid Ra’ad Al Hussein. Dichiarazione del Commissario per i diritti umani (UNHCHR) era costituita da due parti – la dichiarazione di apertura e le risposte alle domande dei giornalisti. Nel suo discorso di apertura dell’UNHCHR ha presentato brevemente i risultati della visita in Uzbekistan. Secondo l’UNHCHR, la visita è stata molto breve, ma allo stesso tempo efficace. Nonostante il calendario molto stretto, il governo dell’Uzbekistan e l’ufficio dell’UNHCHR, sono riusciti a mantenere l’impegno preso e non spostare la visita al prossimo autunno. “Il 10 maggio, in un solo giorno abbiamo tenuto una serie di riunioni con alti funzionari, che terminarono in un incontro con il presidente dell’Uzbekistan Sh. M. Mirziyoyev e abbiamo raggiunto degli accordi su una serie di questioni, ” – ha detto l’Alto Commissario. Il successo della visita è il raggiungimento dell’accordo preliminare con l’Uzbekistan sulla ripresa della cooperazione con i relatori speciali e con l’Ufficio Regionale dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a Bishkek. Nonostante l’assenza di rappresentanza nel paese, sono stati osservati progressi costanti nel campo dei diritti umani in Uzbekistan negli ultimi quattro anni. Durante la conferenza stampa, l’Alto Commissario non ha presentato una revisione completa della situazione dei diritti umani in Uzbekistan. Nel corso degli incontri con alti funzionari, l’UNHCHR ha osservato la comprensione e il riconoscimento dell’importanza di risolvere i problemi secondo gli standard internazionali in materia di diritti umani. Il secondo elemento importante del discorso dell’Alto Commissario è la Strategia per i cinque settori prioritari dell’Uzbekistan 2017-2021. Secondo l’Alto Commissario, la riforma della pubblica amministrazione rafforzerà la responsabilità delle agenzie governative verso la popolazione. Garantire l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo è una delle più importanti innovazioni nel campo di principio di legalità, elemento che mancava in Uzbekistan in precedenza. Esso comprende anche misure per proteggere i diritti e le libertà dei cittadini, l’accesso alla giustizia e la lotta alla corruzione....