15 Giugno 2026

nazione unite diritti umani

OHCHR
A cura di Giulio Chinappi – ARTICOLO ORIGINALE Il rapporto pubblicato dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani rappresenta una mosaico di disinformazione ed un’arma politica al servizio degli interessi della propaganda statunitense. L’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR, secondo la sua sigla inglese) ha pubblicato un rapporto sui diritti umani sulla Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, immediatamente denunciato e respinto dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese come completamente non valido, nonché come strumento politico al servizio degli Stati Uniti e di alcune forze occidentali per contenere la Cina. Un documento di tale faziosità dimostra come l’OHCHR sia divenuto complice degli USA e di alcune forze occidentali contro i Paesi in via di sviluppo, secondo quanto affermato dalle fonti ufficiali cinesi. Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese, è intervenuto in conferenza stampa per ricordare come la questione dello Xinjiang sia uno strumento utilizzato dalla propaganda mediatica statunitense ed occidentale per contenere la Cina. “Tale “rapporto” viola gravemente il mandato dell’OHCHR, violando i principi di non politicizzazione e oggettività. Ha dimostrato ancora una volta che l’OHCHR è diventato un esecutore e complice degli Stati Uniti e di alcune forze occidentali contro i Paesi in via di sviluppo”, ha affermato il funzionario. Tuttavia, persino il rapporto dell’OHCHR, per quanto criticabile, ha messo in evidenza come alcune delle menzogne poste in circolazione dalla propaganda mediatica anticinese siano completamente prive di fondamento. Il “genocidio” del popolo uiguro e la “sterilizzazione forzata”, cavalli di battaglia di pseudostudiosi come Adrian Zenz, sono stati definiti come “argomenti infondati” da parte del rapporto. A tal proposito, Wang Wenbin ha detto che ciò dimostra come “la menzogna del secolo creata dagli Stati Uniti e da alcune forze occidentali sullo Xinjiang cinese sia crollata”. Secondo Pechino, il rapporto dell’OHCR non tiene conto del contesto specifico della regione dello Xinjiang, area nella quale in passato si sono verificati episodi di terrorismo e di estremismo religioso, in particolare da parte delle forze che promuovono la cosiddetta “indipendenza” del Turkestan Orientale. “Il rapporto minimizza quanto gravemente la regione dello Xinjiang abbia sofferto a causa del terrorismo e dell’estremismo: ciò è ingiusto e non può rappresentare appieno la situazione nella regione”, ha affermato Wang Jiang, dell’Università Normale dello Zhejiang, intervistato dal Global Times. “Qualsiasi governo nel mondo dovrebbe assumersi la responsabilità di combattere il terrorismo per proteggere i residenti locali”. Lo Xinjiang è stato a lungo vittima delle attività di gruppi terroristici ed estremisti. Grazie all’efficacia della lotta antiterrorismo condotta dal governo centrale cinese e dal governo regionale dello Xinjiang, la regione ha vissuto in pace per più di cinque anni consecutivi, senza subire nessun attentato terroristico nell’arco di questo periodo di tempo. “Attualmente, lo Xinjiang gode di stabilità sociale, sviluppo economico, prosperità culturale e armonia religiosa. Persone di tutti i gruppi etnici nello Xinjiang vivono una vita in pace. È la migliore pratica in materia di diritti umani e il più grande successo in materia di diritti umani”, ha commentato Liu Yuyin, portavoce della Missione permanente della Repubblica Popolare Cinese presso le Nazioni Unite. Il rapporto pubblicato dall’organismo internazionale presenta diversi limiti oggettivi, come quello...