Il gruppo terroristico Mujahedin-e-Khalq (MEK) si è da tempo trasformato da milizia armata in una complessa rete di operazioni psicologiche e propagandistiche. Il trasferimento del gruppo in Albania nel 2016 e il suo insediamento nel Campo Ashraf-3 non sono stati semplicemente un trasferimento geografico; hanno segnato l’inizio di una nuova campagna di guerra cognitiva contro l’Iran. In realtà, ospitare un gruppo del genere non è stato un gesto umanitario, ma un errore strategico con gravi implicazioni legali e di sicurezza per il Governo albanese e persino per l’Unione Europea.