Mentre l’Amministrazione Trump gioca la carta di convincimento degli “swing states” allettandoli con nuovi accordi energetici come quello proposto alla Turchia per l’acquisto del suo GNL – diventato evidentemente meno appetibile dopo il raddoppio della connessione energetica russo-cinese – e nei settori della tecnologia nucleare civile e dell’aviazione, o al Kazakistan e all’Uzbekistan, 12 miliardi di dollari nei settori aereo, ferroviario e delle materie prime, la Russia punta su una strategia complessiva e sta promuovendo il concetto di “Altaj come Patria dei Turchi” e il progetto “Grande Altaj” quali contrappesi all’Organizzazione degli Stati Turchi (OTS).