15 Giugno 2026

matteo marchioni

L’escalation tra Iran e Israele del mese scorso, conclusasi con l’attacco israeliano ad Isfahan, il 19 aprile, ha ridefinito drasticamente l’equilibrio militare tra i due Paesi, mettendo in luce le capacità e i limiti strategici di entrambi. Per Teheran questo ha significato un ridimensionamento della minaccia proveniente da Israele e un’autoaffermazione quale potenza regionale dalle notevoli implicazioni rispetto a tutti gli Stati del Golfo. Va tenuto a mente, però, che la scelta dell’Iran di alzare la posta in gioco quasi fino al punto di non ritorno risponde a impostazioni ben radicate nella propria dottrina militare.
Le relazioni tra Repubblica Popolare Cinese e Russia sono sempre state caratterizzate da una notevole complessità e hanno risentito dell’evoluzione del contesto internazionale, oltre che dai rispettivi rapporti con gli Stati Uniti. Da potenze quasi nemiche negli anni ‘60 e ‘70 e tra loro concorrenti in numerosi teatri della Guerra Fredda fino alla fine degli anni ‘80, Cina e Russia hanno iniziato ad intessere legami a mano a mano più stretti dopo la fine del confronto tra blocchi, per controbilanciare l’egemonia statunitense. Oggi, questo sodalizio, definito dagli stessi cinesi come “partnership senza limiti” o “partnership di conseguenza” – nel senso che essa è dovuta alle continue pressioni esercitate da Washington – si è espanso sotto molteplici aspetti ed abbraccia ambiti prima sconosciuti, come la cooperazione scientifica e nello spazio.
Si è concluso il 24 febbraio a Kiev, in occasione del secondo anniversario dell’aggressione russa contro l’Ucraina, il vertice dei G7. Si tratta della prima riunione dei Capi di Stato e di governo del forum, che quest’anno si radunerà in una serie di altri appuntamenti sotto la presidenza italiana. Il consesso di Kiev è terminato con una dichiarazione congiunta sull’impegno occidentale ad impedire che la Russia vinca la guerra. Inebriati dalla tracotante pretesa di rappresentare la totalità della comunità internazionale sul delicato tema del conflitto russo-ucraino, gli Stati G7 proclamano di voler affilare le spade, mentre Mosca ottiene successi strategici sul campo di battaglia e si organizza per un eventuale conflitto esteso con la NATO.