16 Settembre 2026

lula brasile

di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/03/29/nord-stream-occidente-colpevole-lula-schiera-il-suo-brasile-al-fianco-di-russia-e-cina/ Il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro l’investigazione imparziale sugli attentati del Nord Stream rappresenta una tacita ammissione di colpevolezza da parte dell’Occidente, ma dimostra anche la nuova strada intrapresa dal Brasile con il ritorno di Lula alla presidenza. Il 28 marzo, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato chiamato a votare una risoluzione proposta dalla Federazione Russa e dalla Repubblica Popolare Cinese per dare il via ad un’indagine internazionale imparziale circa il sabotaggio dei due gasdotti Nord Stream da parte di una commissione sotto la direzione del segretario generale dell’ONU, António Guterres. Oltre a Russia e Cina, però, solamente il Brasile ha espresso un voto favorevole, mentre gli altri dodici membri dell’organismo si sono astenuti (Albania, Regno Unito, Gabon, Ghana, Malta, Mozambico, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Ecuador e Giappone). La risoluzione è stata firmata anche da Bielorussia, Venezuela, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Nicaragua, Siria ed Eritrea, Paesi che tuttavia non fanno parte del Consiglio di Sicurezza. Il voto di martedì ci offre due indicazioni importanti: da un lato, ci dimostra il fatto che i Paesi occidentali temono un’investigazione imparziale, e dunque questo voto rappresenta una tacita ammissione di colpevolezza da parte degli Stati Uniti e dei loro vassalli; dall’altro, conferma quanto avevamo già detto in precedenza, ovvero che il Brasile, con il ritorno alla presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva è pronto ad intraprendere un nuovo cammino di non allineamento con il volere della potenza imperialista nordamericana. Come ai tempi della fondazione dei BRICS, proprio insieme a Russia e Cina, Lula sta riportando il Brasile ad un ruolo di protagonista nella scena internazionale, e non di potenza subalterna agli interessi statunitensi come sotto le presidenze di Michel Temer e Jair Bolsonaro. Non è un caso che, proprio in queste ore, l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff sia stata nominata presidente della Banca dei BRICS, organismo creato nel 2014 proprio mentre Dilma era alla guida della prima economia sudamericana. Lula avrebbe dovuto inoltre recarsi in Cina per una visita ufficiale, ma per il momento è stato costretto a rinviare il viaggio per ragioni mediche. Tornando al voto del Consiglio di Sicurezza, i rappresentanti di Cina e Russia hanno espresso il proprio disappunto per l’esito negativo (di fatto, l’astensione equivale ad un voto contrario, visto che impedisce alla risoluzione di essere approvata). “La Cina si rammarica dei risultati del voto appena concluso sulla proposta di risoluzione sul gasdotto Nord Stream“, ha detto Geng Shuang, numero due della missione cinese presso l’ONU. “Alcuni Paesi ritengono che non sia necessario che il Consiglio di Sicurezza approvi un’indagine internazionale in un momento in cui i Paesi interessati stanno conducendo indagini a livello nazionale. In realtà, un’indagine internazionale e indagini a livello nazionale non si escludono a vicenda“. Secondo il diplomatico, “un’indagine internazionale sotto l’egida dell’ONU potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento di varie indagini a livello nazionale“. “Questo sabotaggio doloso riguarda non solo la sicurezza dell’infrastruttura europea, ma anche l’infrastruttura globale e transnazionale. Un’indagine obiettiva, imparziale e professionale sull’incidente è nell’interesse di tutti i Paesi“, ha detto ancora Geng Shuang, “per fare in...