11 Settembre 2026

libia-italia

Flag-Pins-Libya-Italy
ASRIE FOCUS – SICUREZZA LIBIA  articolo originale La Libia ha da sempre rivestito un interesse strategico nella politica estera italiana e l’Italia, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza all’interno del paese nord africano la cui importanza è data in primis dalla presenza di idrocarburi che hanno sempre fatto gola allo Stato italiano, ha avviato durante gli anni un processo di normalizzazione dei rapporti all’interno del quale un ruolo importante è stato svolto dai trattati e accordi che vennero siglati negli anni per disciplinare le diverse forme di partenariato. Tra questi accordi, il più rilevante è il Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione, meglio noto come Trattato di Bengasi, siglato nell’agosto 2008, vero punto di svolta nelle relazioni italo-libiche. Le disposizioni di maggiore rilevanza inerenti tale trattato riguardano la lotta all’immigrazione illegale, in cui venivano previste una serie di misure che miravano a bloccare i flussi migratori in partenza dal Nord Africa. A causa di un brusco incremento delle migrazioni illegali dalla Libia verso le coste meridionali italiane, l’Italia aveva espresso l’esigenza di controllare tali flussi attraverso un opportuno accordi di collaborazione e cooperazione con lo Stato libico. Inoltre l’accordo mirava rafforzare le capacità operative libiche prevedendo l’istituzione di pattugliamenti congiunti e si predisponeva la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, grazie a uno stanziamento di 300 milioni di euro sostenuto in parti uguali dall’Italia e dall’Unione Europea, utilizzando i finanziamenti che la Commissione Europea aveva stanziato per la Libia. Tali accordi, volti alla normalizzazione dei rapporti italo-libici e visti come un’apertura dell’allora Governo di Tripoli verso l’Europa trovavano però come grande ostacolo, fonte di maggiori perplessità, la mancata partecipazione della Libia alla Convenzione delle Nazioni Unite sullo “status dei rifugiati” del 1951 che poneva dei seri problemi riguardo alla mancanza di tutele e garanzie cui sarebbero stati sottoposti i rifugiati. L’assenza nel testo di un esplicito rinvio al rispetto dei diritti umani da parte libica destava notevole preoccupazione circa la sorte degli immigrati che avrebbero potuto essere respinti senza alcuna assistenza. In merito agli aspetti economici, il Trattato mirava a consolidare le partnership tra le singole imprese nazionali, attraverso il trasferimento di tecnologie in partenariato tra le imprese italiane e quelle libiche, ma anche a consolidare la posizione dell’Italia quale partner economico privilegiato. L’Italia è ancor oggi uno dei più importanti partner ed interlocutori europei della Libia nel Mediterraneo. La collaborazione tra i due paesi è oggi sottolineata dalla presenza di numerose imprese italiane sul suolo libico. Tra queste, spicca la presenza di ENI, che porta avanti estrazioni di petrolio e gas in diverse aree di concessione. La presenza dell’ENI in Libia risale al 1956, anno in cui lo stato nord-africano diede all’AGIP una concessione situata nel deserto del Sahara orientale. La collaborazione tra ENI e Libia portò alla realizzazione di due importanti progetti: il Green Stream (gasdotto sottomarino che collega l’Italia alla Libia), inaugurato nel 2004, e gli impianti per la liquefazione di gas. Inoltre, il 16 ottobre 2007 l’ENI e la Libyan...