14 Agosto 2026

Legge sulla tutela della Sicurezza Nazionale Hong Kong

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di Andrea Turi A New York, martedì 30 ottobre 2019 il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo, davanti alla platea conservatrice dell’Hudson Institute dichiarava agli invitati all’evento che non è più realistico ignorare le differenze fondamentali tra i nostri due sistemi e l’impatto che queste differenze possono avere sugli Stati Uniti1; parole cariche di retorica da guerra fredda, capaci di evocare immagini relative della vecchia che fu e, al contempo, di prefigurarne una nuova in un futuro ormai prossimo a venire. Lo stesso giorno, al Jingxi Hotel di Pechino, era riunita la quarta sessione plenaria del XIX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (da qui PCC), la più alta autorità dirigente del PCC, principale appuntamento per il partito nell’anno 2019, incontro durante il quale l’Ufficio Politico chiede il via libera del Comitato Centrale per le politiche e le strategie da attuare in futuro. Al centro dei lavori del consesso della leadership di Partito la decisione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese di preservare e migliorare il sistema socialista con caratteristiche cinesi e di promuovere la modernizzazione del sistema di governance nazionale e della capacità di governance. […] Al fine di realizzare lo spirito del XIX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, la Quarta Sessione Plenaria del XIX Comitato Centrale si è concentrata su una serie di importanti questioni riguardanti, in primo luogo, il mantenimento e il miglioramento del sistema socialista con caratteristiche cinesi e la promozione della modernizzazione del sistema di governance nazionale e della capacità di governance; […] in secondo luogo, preservare e migliorare il sistema di leadership del partito, migliorare la governance scientifica del partito, la governance democratica e governare secondo il livello di legge2. Intanto, in quegli stessi giorni, la regione amministrativa speciale di Hong Kong (HKSAR) era ancora alle prese con le proteste e le violenze tipici dei tentativi colorati di agitazione pro-democratici3 che abbiamo imparato a conoscere nel mondo occidentale e che dal mese di marzo 2019 ne hanno turbato a più riprese la quotidianità; a questo, si sono aggiunge con nuove difficoltà economiche – nuove perché per la prima volta in dieci anni l’economia di Hong Kong è entrata in recessione. In una contemporaneità che sta vivendo un momento di rottura che preannuncia grandi cambiamenti a vari livelli e in svariati ambiti, Pechino intende continuare a preservare il principio “un paese, due sistemi”, mantenendo la prosperità e la stabilità a lungo termine di Hong Kong e Macao, e promuovendo la riunificazione pacifica alla Madrepatria4. Per raggiungere questo obiettivo e per non permettere altri tentennamenti o passi incerti da parte del Governo della regione autonoma, il Comitato Centrale ha rotto gli indugi per risolvere la crisi nell’ex colonia britannica al fine di mantenere la sicurezza nazionale e di placare le proteste e frenare il rallentamento economico della città-regione5: così, con 2.878 voti favorevoli, sei astenuti ed uno contrario, l’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP) ha dato il via libera al Comitato permanente – organo operativo dell’Assemblea – di redarre la Legge per la tutela...