11 Giugno 2026

Lavrov Serbia

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di Andrew KorybkoARTICOLO ORIGINALE IN INGLESE La notizia Niente viaggio in Serbia per Serghei Lavrov. Il ministro degli Esteri russo aveva in programma un incontro a Belgrado con il presidente serbo Aleksandar Vučić, ma Bulgaria, Macedonia del Nord e Montenegro hanno chiuso il loro spazio aereo al volo sul quale doveva viaggiare. Per il Cremlino la decisione rappresenta «un’azione ostile» verso la Russia, mentre lo stesso Lavrov ha parlato di situazione «senza precedenti», aggiungendo che «dobbiamo ancora ricevere una spiegazione per la decisione» presa. Fonte: Il Mattino La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato nella tarda serata di domenica che Bulgaria, Macedonia e Montenegro hanno chiuso il loro spazio aereo al volo programmato di Sergej Lavrov in Serbia dove era previsto un viaggio di due giorni per incontrare la leadership di questo paese amico di Mosca. Questo vergognoso sviluppo conferma che tutti e tre i Paesi in questione – Bulgaria, Macedonia e Montenegro – non sono, oggi, nient’altro che burattini occidentali guidati dagli Stati Uniti e, inoltre, rappresenta anche un’altra pietra miliare di quanto terribili siano diventati i legami russo-NATO dall’inizio dell’operazione militare speciale in corso in Ucraina. Nonostante durante il punto più alto della pandemia COVID-19, molto di quello che afferisce alla diplomazia sia stato condotto da remoto, se viene data loro la scelta, gli attori diplomatici preferiscono sempre gestire gli affari faccia a faccia; l’alto diplomatico russo probabilmente aveva pianificato di discutere con i serbi argomenti quali la cooperazione energetica, l’orgoglioso rifiuto di Belgrado di sanzionare la Russia nonostante le condanne pubblicamente espresse dalle Nazioni Unite sotto pressione straniera e altre questioni a questo correlate. Evidentemente, questo era inaccettabile per l’Occidente guidato dagli Stati Uniti; e quindi ecco spiegato il motivo per cui il viaggio di Lavrov in Serbia è stato ostacolato. La Serbia si trova in una posizione strategicamente svantaggiosa poiché è letteralmente circondata da paesi della NATO che, se lo desiderano, possono semplicemente tagliarla fuori dal mondo esterno. Questa leva viene sfruttata per esercitare la massima pressione sulla leadership di questo paese al fine di costringere Belgrado a prendere le distanze dalla Russia; pressione che finora ha avuto successo solo nel senso superficiale di farla votare talvolta contro Mosca alle Nazioni Unite. Ciò che è così ipocrita in questo ragionamento è che quegli stessi Paesi affermano falsamente che la Russia intende controllare la politica estera dell’Ucraina, eppure, in realtà, sono proprio loro che tentano, letteralmente, di controllare la Serbia. Questa posizione ostile allo stesso modo sia nei confronti della Russia che della Serbia non è emersa dal nulla, ma è stata preceduta da anni di guerra dell’informazione contro entrambi i Paesi. Mentre la maggior parte del mondo è ben consapevole delle narrazioni anti-russe che sono state propagate dalla fine di febbraio, alcuni potrebbero essersi dimenticati di quelle anti-serbe. Fondamentalmente queste affermano che la Serbia è una “Russia balcanica” che presumibilmente vuole conquistare la regione per pura sete di sangue e per questo progetto lo stesso Cremlino starebbe cospirando al fine di incoraggiare Belgrado a destabilizzare questa parte dell’Europa. Basti dire che non c’è alcuna verità in queste affermazioni che...