22 Luglio 2026

laboratori biologici usa

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di Giulio Chinappi L’arrivo dell’esercito russo in Ucraina ha portato alla luce la presenza di laboratori biologici statunitensi e di documenti alquanto scottanti. Si tratta di prove schiaccianti che confermano quello che già si sospettava da tempo, nonostante le goffe smentite di Washington. Negli ultimi giorni è emersa la notizia secondo la quale i soldati russi in Ucraina avrebbero trovato laboratori biologici statunitensi installati sul territorio dell’ex repubblica sovietica. I russi hanno mostrato diversi documenti ritrovati che offrono prove schiaccianti circa quello che è avvenuto in Ucraina negli ultimi anni. Di fronte a tali pesantissime accuse, Washington non ha saputo far altro che rispondere che non si deve credere a Mosca, qualunque cosa dica, anche se le evidenze sono sotto il naso di tutti. In realtà, la presenza di questi laboratori in Ucraina era già nota da tempo, ma mancavano le prove materiali. Ora che le prove sono state messe a disposizione del pubblico, negare l’evidenza diventa davvero impossibile. Secondo la ricostruzione che siamo riusciti a fare, la storia avrebbe avuto inizio addirittura nel 2005, sotto la presidenza del filo-occidentale Viktor Juščenko, quando il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il Ministero della Sanità ucraino hanno stipulato un accordo di cooperazione, ufficialmente per prevenire la diffusione di tecnologie, agenti patogeni e conoscenze che potrebbero essere utilizzate per sviluppare armi biologiche. Tali progetti sono stati affidati all’agenzia militare statunitense DTRA (Defense Threat Reduction Agency). Attraverso il sotterfugio di questo accordo, gli USA avrebbero messo le mani sui laboratori che l’Ucraina aveva ereditato dall’Unione Sovietica e sui preziosi documenti delle ricerche condotte dagli scienziati sovietici nei decenni passati. Resosi conto della situazione, il presidente Viktor Janukovyč, salito al potere nel 2010 in seguito a regolari elezioni, aveva chiesto a Washington di fornire al governo ucraino tutti i documenti necessari per capire quali ricerche venissero portate avanti nei laboratori del suo Paese, affermano che gli Stati Uniti avevano accesso “alle strutture biologiche in cui sono conservati campioni di virus mortali”, senza alcuna possibilità di controllo da parte delle autorità ucraine. Nel 2013, il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (Служба безпеки України – СБУ; Služba Bezpeky Ukrayïny – SBU) aveva pubblicato un rapporto sulla questione, che denunciava le azioni degli Stati Uniti nel Paese: “Queste azioni della parte americana sono considerate dagli esperti nazionali come la formazione del proprio database di ceppi patogeni che sono immagazzinati nei siti ucraini, il loro sistema di stoccaggio, nonché il controllo e lo studio da parte di medici militari sull’efficacia dell’utilizzo di patogeni di infezioni particolarmente pericolose in regioni specifiche dell’Ucraina per creare o migliorare nuovi tipi di armi biologiche ad azione selettiva (contro una razza, un genotipo, un territorio di nascita o residenza particolare)”, si legge nel documento. In pratica, gli USA stavano utilizzando l’Ucraina per sviluppare le proprie armi biologiche. Nel rapporto del SBU si legge anche che “le suddette iniziative della parte statunitense hanno un impatto negativo sul processo di attuazione dell’accordo e sono inaccettabili per l’Ucraina nel contesto della propria visione del concetto di costruzione di un efficace sistema di sorveglianza epidemiologica ed epizootica […]. La SBU...