Wang Yi, ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, ha rilasciato all’agenzia stampa Xinhua una lunga intervista pubblicata il 31 dicembre, nella quale traccia il bilancio diplomatico del 2021. Di seguito la traduzione integrale. Nel 2021, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha celebrato il suo centenario e la Cina ha completato la costruzione di una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti e ha raggiunto il suo obiettivo del primo centenario. Anche la “diplomazia della nuvola” del capo di stato cinese è stata molto frequente. Qual è la sua valutazione complessiva della diplomazia cinese nel 2021? Il 2021 passerà alla storia come un anno importante sia per il mondo che per la Cina. In tutto il mondo, l’evoluzione di cambiamenti senza precedenti ha preso velocità a causa di una pandemia mai vista nell’ultimo secolo. Abbiamo assistito alla rivolta del Campidoglio degli Stati Uniti, al momento di Kabul, al nazionalismo dei vaccini, alla rinascita della mentalità della guerra fredda e a molti altri disordini. Il mondo sta entrando in un periodo di turbolenza e trasformazione a un ritmo più veloce. In Cina, sotto la forte guida del Comitato Centrale del PCC con al centro il compagno Xi Jinping, abbiamo completato la costruzione di una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti, abbiamo celebrato solennemente il centenario del PCC e abbiamo intrapreso con orgoglio un nuovo viaggio verso l’obbiettivo del secondo centenario. Sul fronte diplomatico, abbiamo tratto forza dai 100 anni di successi del PCC, portati avanti attraverso competizioni e sfide con coraggio e grinta, scrivendo un nuovo capitolo della diplomazia di un grande Paese con caratteristiche cinesi. In primo luogo, la diplomazia dei capi di stato ha svolto il ruolo guida sul fronte diplomatico cinese. Il presidente Xi Jinping ha avuto 79 telefonate con leader di Paesi stranieri e organizzazioni internazionali e ha partecipato a 40 importanti eventi diplomatici tramite collegamento video. Ha intensificato la comunicazione strategica con i leader stranieri per creare consenso e promuovere la cooperazione in tutto il mondo, elaborando così il grande progetto e formando una forte sinergia per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. La diplomazia dei capi di stato ha efficacemente promosso la stabilità complessiva delle relazioni tra i principali Paesi, ha approfondito l’amicizia tra la Cina e i suoi vicini e ha rafforzato la cooperazione reciprocamente vantaggiosa con i paesi in via di sviluppo in Asia, Africa, America Latina e Caraibi. Ha consentito alla Cina di costruire una rete di partnership globale più completa e solida. In secondo luogo, la diplomazia anti-Covid ha attestato il forte senso di responsabilità internazionale della Cina. Siamo sempre stati tra i primi a promuovere la cooperazione globale contro la pandemia, abbiamo sempre sostenuto la caratteristica principale dei vaccini come beni pubblici globali e siamo sempre stati in prima linea per un’equa distribuzione dei vaccini. Siamo stati tra i primi a impegnarci a rendere i vaccini per il Covid un bene pubblico globale, a sostenere la rinuncia ai diritti di proprietà intellettuale sulla ricerca...
Intervista
Intervista a Konstantin A. Babkin, famoso imprenditore russo, presidente dell’associazione russa dei costruttori di macchine agricole “Rosagromash”, fondatore del movimento politico “Partito dell’azione” appoggiato da professionisti e imprenditori russi favorevoli alla modernizzazione dell’economia. 1) Dopo l’entrata della Russia nel WTO, quali sono le conseguenze geopolitiche nello scenario internazionale? – Penso che l’еntrata nel WTO sia un brutto passo per la Russia. Essa stabilisce legalmente le condizioni diseguali di competizione tra i produttori russi e i produttori negli altri Paesi che hanno aderito all’organizzazione con condizioni più favorevoli. Per esempio nell’Unione Europea circa il 40% del reddito degli imprenditori agricoli sono dovuti a sovvenzioni statali. Li si stanziano 700 miliardi di dollari per i sussidi agricoli. In Russia 4,4 miliardi, quindi 20 volte di meno. Russia può spenderli per il sostegno all’agricoltura . Pertanto, il mercato in Russia deve essere aperto. – Sta parlando del mercato nel campo dell’agricoltura o in generale? – Sto parlando del mercato dei generi alimentari, del mercato dei prodotti agricoli. Lo Stato russo praticamente non aiuta l’agricoltore, e la Polonia invece li aiuta. Di conseguenza, il confine è aperto ai prodotti, senza dazi. Così vediamo che non è redditizio investire oggi nell’agricoltura in Russia, possiamo vedere che in Russia ci sono vasti territori abbandonati. In precedenza questi territori erano coltivati. I contadini li lavoravano. Prima – negli anni ’90, e anche fino a 10 anni fa – molti territori erano coltivati, ora sono stati abbandonati, l’area coltivata si sta riducendo. Negli ultimi 22 anni abbiamo dismesso dall’uso agricolo 22 milioni di ettari. È l’equivalente della superficie di Polonia e Germania insieme. Sono così tanti i terreni agricoli che abbiamo abbandonato. E l’entrata nel WTO impone alla Russia di tagliare le sovvenzioni per l’agricultura, aprire il mercato alimentare ancora di più, riducendo ulteriormente il numero di posti di lavoro nelle campagne. E le nostre vaste terre le vedremo sempre più vuote. Le conseguenze per lo scenario internazionale: penso che sia l’Europa che l’America, e tutto il mondo, perda da questo. Se la Russia fosse economicamente più sviluppata, se in Russia si sviluppasse l’agricoltura, qui sarebbe possibile fornire macchine agricole, fertilizzanti, tecnologia, animali riproduttori, sarebbe possibile fornire macchinari, sarebbe possibile un vasto commercio con la Russia. Le imprese italiane, tedesche avrebbero un grande business con la Russia. – Se il mercato dell’agricoltura in Russia si ridurrà dove venderete i macchinari agricoli? – Vendiamo circa l’80% in Russia, e il 20% viene esportato. L’Esportazione principalmente si indirizza verso i paesi dell’ex Unione Sovietica. 4 anni fa vendevamo 6500 mietitrebbiatrici, ora le vendite sono diminuite del 40%, ora se ne vendono 3500. Anche i produttori stranieri vendevano molte più mietitrebbiatrici qualche anno fa. Pertanto l’entrata nel WTO priva i produttori russi e stranieri delle opportunità di vendita. Questo è un danno per l’economia. 2) L’entrata della Russia nel WTO ha fortemente diviso gli esperti, per alcuni la Russia poteva evitare di farlo avendo un mercato interno molto vasto, forte e vario,...