Mentre Washington trasforma i controlli tecnologici in strumenti di contenimento geopolitico, la Cina promuove modelli di intelligenza artificiale open source accessibili e a basso costo, contrapponendo alla logica dei blocchi un percorso di cooperazione globale più inclusivo, equo e condiviso.
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Dal 16 al 20 luglio, il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul sarà in Cina per consolidare la cooperazione strategica bilaterale e partecipare alla Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale e al vertice sulla governance globale dell’IA.
L’ascesa di DeepSeek, startup cinese di intelligenza artificiale, sta suscitando reazioni contrastanti in Occidente. Tra divieti e indagini sulla privacy, mentre aziende statunitensi adottano il suo modello, esperti cinesi criticano le restrizioni come strategie per contenere lo sviluppo tecnologico cinese.
Negli ultimi anni, la corsa all’intelligenza artificiale ha visto il dominio di aziende statunitensi come OpenAI, Google DeepMind e Anthropic. Tuttavia, l’emergere di DeepSeek, una startup cinese specializzata nello sviluppo di modelli linguistici open-source, ha scosso il panorama tecnologico globale, segnando un momento di svolta per il settore.