di Daria Platonova Dugina Traduzione di Alessandro Napoli, articolo pubblicato su NEMICI DEL SISTEMA Gli eventi delle ultime settimane hanno messo in luce gli assi di nuove alleanze geopolitiche e ricostruito completamente la mappa geopolitica del mondo. Così, lo spazio dell’Europa, situato tra il polo dell’Eurasia e quello degli USA (la civiltà del mare) e facendo parte di un’ampia zona, che in geopolitica è chiamata “Rimland” (“terra dell’arco”) ha finalmente perso la sua sovranità (e anche prima, in gran parte virtuale, piuttosto potenziale, che reale) e orientamento al continentalismo. Tutta l’Europa oggi è atlantista. Il geopolitico Nicholas Spykman notò nel 1942 che proprio l’instaurazione del controllo su questo arco del “Rimland” (che comprende l’Europa, la Turchia, l’Iran, i paesi dell’Asia meridionale fino alla Cina e all’Indonesia) è la chiave della vittoria degli Stati Uniti nella battaglia per il dominio del mondo. Analizzando le reazioni al conflitto, si può notare che una parte significativa del Rimland si è ora spostata su una posizione (atlantica) più ferma, ma ciò porterà al predominio globale degli Stati Uniti o a un ridisegno della mappa geopolitica del mondo? Sullo sfondo delle consistenti accuse statunitensi di aggressione russa, seguite molto prima dell’inizio dell’operazione speciale russa, l’UE si è ovviamente radicalizzata, i rappresentanti dei paesi europei hanno iniziato ad accusare la Russia di imperialismo e ad imporre sanzioni su tutto, dalla cooperazione economica, ai viaggi aerei agli eventi sportivi, fino al divieto di partecipazione dei gatti agli eventi internazionali. Al blocco della “condanna” e del sostegno delle sanzioni si sono aggiunti anche i Paesi che si sono costituiti per cooperare con gli Stati Uniti sia nel continente africano (Ghana, Liberia), sia in Medio Oriente (Israele, Kuwait, Libano, Libia) e in Asia (Separatisti di Taiwan, Giappone, Corea del Sud). In generale, questi paesi, secondo i modelli geopolitici, sono proprio i componenti della fascia costiera che circonda la Russia (“Heartland”) da Ovest, Sud e Sud-Est. Ed erano questi paesi che erano una priorità per gli Stati Uniti come roccaforti per la costruzione di una rete di basi militari nei loro territori. Tuttavia, alle sanzioni si aggiungono quasi esclusivamente i paesi della NATO e i paesi vicini dell’UE, nonché quei paesi che erano comunque alleati degli Stati Uniti, principalmente nell’Asia orientale. Gli Stati Uniti hanno ottenuto il maggior successo in Europa, dove è sorta la questione di accettare la Finlandia e la Svezia precedentemente neutrali nella NATO. Allo stesso tempo, un certo numero di paesi ha espresso sostegno alle azioni del presidente russo o ha dimostrato di comprendere la situazione geopolitica, definendo gli Stati Uniti il principale colpevole della guerra. Questi spazi, se si caratterizza la situazione da un punto di vista geopolitico, hanno scelto di collaborare con il continentalismo. Lo svolgimento dell’operazione speciale della Federazione Russa e l’analisi delle reazioni ad essa hanno mostrato: riorientamento dell’UE verso gli USA, seguendo l’agenda globalista; attivazione dell’influenza globalista nella zona del Rimland; la presenza di alleati in America Latina (Venezuela, Nicaragua, Cuba), che significa la formazione di un polo decentralizzato dell’”Heartland”; stretto sostegno...
Heartland
Pubblichiamo la traduzione della recente intervista rilasciata dal prof. Aleksandr Dugin per Tsargrad TV tradotta da Lorenzo Maria Pacini “Great Game” in Ucraina: l’analisi geopolitica di Alexander Dugin per Tsargrad TV | The Fourth Political Theory (4pt.su) L’Ucraina non è solo una repubblica post-sovietica, non solo uno dei frammenti dell’Impero russo, ma la parte più importante del “Grande Gioco” geopolitico. Oggi, non solo il futuro della Russia e dell’Ucraina, ma il destino di tutta l’umanità viene deciso sulle rive del Dnepr. E il futuro di miliardi di persone dipende in definitiva dal fatto che l’Ucraina rimanga “anti-Russia” o torni al suo “porto natale”. Come mai? Le risposte sono nell’analisi geopolitica odierna della questione ucraina del filosofo Alexander Dugin. La questione ucraina alle origini della geopolitica Si è già scritto molto e con parecchio dettaglio sul posto che occupa l’Ucraina nel confronto geopolitico tra Terra e Mare. È simbolico che il fondatore della geopolitica, Halford Mackinder, sia stato Alto Commissario dell’Intesa per l’Ucraina durante la guerra civile russa e lì, nel governo Wrangel in quel momento, il fondatore dell’Eurasiatismo, il geografo Pyotr Savitsky, lavorò come assistente del ministro degli Affari esteri Pyotr Struve, che fu il primo nel giornalismo in lingua russa a menzionare il termine stesso “geopolitica” e ha delineato i punti principali di questa metodologia. Geopolitica: la guerra continua di terra e di mare Mackinder ha formulato la teoria della grande guerra dei continenti, il confronto tra la civiltà del Mare (l’Occidente nel suo insieme, l’Impero Britannico, in modo più ristretto) e la civiltà della Terra (Heartland, Russia-Eurasia) un po’ prima, nel 1904, nella celebre opera “L’asse geografico della storia” [1 ] . Terra (Roma, Sparta) e Mare (Cartagine, Atene) sono due civiltà antagoniste, opposte in tutto: tradizionale e moderna, spirituale e materialista, militare e commerciale. Il conflitto tra loro è una costante nella storia del mondo. L’Eurasia come teatro di confronto geopoliticoNegli ultimi secoli, quando il Grande Gioco si è svolto in piena misura, il confronto tra l’Impero britannico e quello russo, la grande guerra dei continenti si è iscritta nello spazio dell’Eurasia. In questo spazio, la “terra centrale”, Heartland, rappresentava la Russia. E la “civiltà del mare” – l’Inghilterra. L’Inghilterra ha cercato di coprire l’Eurasia con una rete di colonie dall’esterno, dal lato degli oceani. La Russia ha reagito dall’interno, cercando di sfondare il blocco. La principale fascia di stress è stata emessa nel concetto speciale di Rimland, la “zona costiera”. Si estendeva dall’Europa occidentale attraverso il Medio Oriente e l’Asia centrale fino al sud-est asiatico: India e Cina. L’obiettivo del Mare è di soggiogare Rimland a sé stesso. L’obiettivo di Sushi è rompere questa influenza e sfondare l’anello di anaconda che si sta restringendo. Ciò era dovuto all’avanzata della Russia nell’Asia centrale e nell’Estremo Oriente. Da qui la formula principale della geopolitica:Chi controlla l’Europa orientale controlla Heartland. Chi controlla Heartland controlla il mondo.Questa è teoria. Smembramento della Grande RussiaNel suo incarico di Alto Commissario dell’Intesa, Mackinder ha cercato di mettere in pratica la teoria. La...
di Alessandro Lattanzio. In questo testo, viene concentrato oltre un ventennio di scontri geo-economici e geopolitici che hanno visto per protagonisti gli USA e la Federazione Russa. La lotta di Washington per il predominio nel Cuore della Terra (Heartland), costituito dall’Asia Centrale e dal Caucaso ex-sovietici e dall’Afghanistan, avrebbe suggellato il dominio globale degli Stati Uniti d’America. L’11 settembre 2001 fu lo snodo catalizzatore tra il decennio precedente, che vide l’accumularsi degli sforzi statunitensi nell’assalto all’Heartland, e il decennio successivo, caratterizzato dalla sceneggiata della ‘Guerra al Terrorismo’, utilizzata come copertura dell’assalto armato all’Heartland, tramite le invasioni e le occupazioni dell’Afghanistan e dell’Iraq. La reazione di Russia, Cina e Iran, e i vari riposizionamenti di Turchia, Pakistan e India, hanno infine logorato ed esaurito lo slancio statunitense verso il Cuore della Terra, spingendo Washington, impantanatasi in Afghanistan e ritiratasi da un Iraq acquisito all’Asse sciita della Resistenza antimperialista, ad attuare una gigantesca manovra geo-strategica, supportando l’avvio della cosiddetta ‘Primavera araba’ nel dicembre 2010, con lo scopo di sparigliare le pessime carte sul tavolo della Geopolitica mondiale, così tentando un bluff globale che, proprio in questi giorni, si va dissolvendo, scoperchiando la debolezza della presunta leadership mondiale statunitense, per decenni incredibilmente occultata dal gigantesco apparato dello spettacolo massmediatico hollywoodiano. L’Heartland, eseguendo un’inversione di rotta dalla durata ventennale, si afferma sempre più come il centro geopolitico dell’intesa globale e mondiale tra Mosca e Pechino. Per ordini: Anteo Edizioni 2013, 304 p., ISBN 9788898444076