10 Luglio 2026

hamas

di Marwan Bishara Pochi giorni dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva pronunciato un discorso vanaglorioso alle Nazioni Unite, annunciando la creazione di un nuovo Medio Oriente incentrato su Israele e i suoi nuovi partner arabi, i palestinesi, popolo che aveva completamente omesso dalla sua fantastica mappa regionale, lo hanno colpito e hanno inferto ad Israele un colpo fatale, politicamente e strategicamente.
Korybko
La violenza provocata da “Israele” è già di per sé deplorevole poiché dovuta alle aggressive ambizioni coloniali dello Stato ebraico ai danni del popolo palestinese, popolo che “Israele” ha invaso in piena violazione del diritto internazionale. Inoltre, tale violenza è ancora più deplorevole poiché si registrata appena prima della festa musulmana di Eid al-Fitr, che commemora la fine del Ramadan. Quella che le tre religioni del Libro considerano la Terra Santa è ancora una volta stretta nella morsa della violenza ingiustificabile di “Israele”. L’autoproclamato Stato ebraico ha cercato di sfrattare i palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est, quartiere occupato illegalmente da “Israele” sin dal 1967 nell’ottica di creare nuovi insediamenti coloniali. “Israele” ha inoltre proibito ai palestinesi di riunirsi vicino alla Porta di Damasco, luogo dove spesso si incontrano durante il mese del Ramadan, che è sacro per i musulmani. Inoltre, “Israele” ha limitato il numero dei fedeli che possono visitare la Moschea di Al-Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Tutte queste imposizioni hanno spinto i palestinesi a protestare. Alcuni di essi lo hanno fatto all’interno della Moschea di Al-Aqsa lanciando bottiglie e sassi contro i servizi di sicurezza “israeliani”, cosa che di rimando ha portato questi ultimi ad assediare con proiettili di gomma e granate stordenti il luogo di culto. L’ibrido movimento politico-militare di Hamas ha in risposta inviato un ultimatum ad “Israele”, intimandogli di ritirare le proprie forze di sicurezza dalla Moschea di Al-Aqsa e dal quartiere di Sheikh Jarrah e di rilasciare tutti i palestinesi che aveva arrestato. L’avvertimento è rimasto inascoltato per cui Hamas ha lanciato dei razzi da Gaza verso “Israele”, innescando attacchi aerei di rappresaglia. La violenza provocata da “Israele” è già di per sé abbastanza deplorevole poiché nata dalle aggressive ambizioni coloniali dello Stato ebraico ai danni del popolo palestinese le cui terre ha occupato in piena violazione del diritto internazionale; la cosa è inoltre peggiorata dal fatto che le azioni violente sono avvenute appena prima della festa musulmana di Eid al-Fitr, che commemora la fine del Ramadan. I musulmani di tutto il mondo sono naturalmente furibondi per quanto in questo momento sta accadendo ai propri compagni di fede in Terra Santa ed è per questo che molte delle loro guide, tra cui il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, hanno condannato con parole molto forti gli attacchi “israeliani”. “Israele” dipinge tutte le proprie azioni come se fossero parte dei propri diritti sovrani oltre che a sostenere che la comunità internazionale sia prevenuta nei suoi confronti – talvolta accusandola apertamente di antisemitismo – ma le sue accuse sono infondate. L’occupazione israeliana post 1967 dell’ex territorio giordano e abitato dai palestinesi è illegale secondo il diritto internazionale, proprio come è illegale anche la rete di insediamenti coloniali, in continua espansione, israeliani. “Israele” ha spinto i palestinesi a resistere perché essi sentivano di non aver nessuna alternativa per attirare l’attenzione globale alla propria legittima causa. Purtroppo, “Israele” continua a violare impunemente il diritto internazionale. Alcuni osservatori hanno sottolineato che è davvero...