13 Giugno 2026

hamas

La Repubblica Islamica dell’Iran, tra il 1 aprile e la fine del mese di luglio 2024, ha tenuto elezioni competitive con la partecipazione del popolo in un’atmosfera di serenità e condivisione e ha segnato un nuovo capitolo nell’amministrazione del paese.In concomitanza con il giorno dell'insediamento del Presidente Pezeshkian, che ha invitato la regione e il mondo alla pace, alla tranquillità e all'empatia, il regime sionista ha portato la regione e il mondo verso l'abisso catastrofico dell'insicurezza e dell'instabilità.
Sebbene le relazioni diplomatiche tra la Repubblica Popolare Cinese e Israele siano state ufficializzate solo nel gennaio 1992, i legami con la Palestina risalgono al 1965, anno in cui l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha aperto un ufficio di rappresentanza in Cina. A partire dal 1978, l’impegno cinese nel Medio Oriente è stato prevalentemente volto a massimizzare i benefici economici nazionali.
Lo scorso 12 dicembre, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant assicurava che Hamas si trovava ormai sull’orlo del collasso. «Abbiamo – dichiarò trionfalmente Gallant – circondato le ultime roccaforti di Hamas a Jabaliya e Shejaiya. Le stesse forze considerate invincibili, preparatesi per anni a combatterci, sono sul punto di essere smantellate». A un mese di distanza, sembra che il conflitto abbia preso una piega ben diversa da quella ricavabile dalle dichiarazioni del ministro della Difesa di Tel Aviv. Di qui il tentativo, da parte della classe dirigente israeliana, di procedere a un “riorientamento” operativo apparentemente consistente nel compensare alla mancanza di risultati sul campo di battaglia di Gaza con un allargamento del conflitto.
Lo scorso 30 novembre, il «New York Times» ha pubblicato un’inchiesta che sviscera i contenuti di un dossier composto da una quarantina di pagine, redatto dall’intelligence israeliana e intitolato Muro di Gerico. Si tratta di un documento sconcertante, in quanto ricostruiva con larghissimo anticipo e dovizia di particolari le mosse che i miliziani delle brigate al-Qassam avrebbero posto concretamente in essere nell’ambito dell’Operazione al-Aqsa Flood, costata la vita a circa 1.200 israeliani. Queste “scandalose” rivelazioni e le tempistiche che ne hanno caratterizzato la diffusione acquisiscono una valenza politica cristallina, perché vanno automaticamente a intensificare le pressioni sulla classe dirigente israeliana affinché apporti sostanziali modifiche alla propria linea d’azione, e ponga le condizioni per una tregua di lunga durata. Segno che il prezzo che gli Stati Uniti stanno pagando per il loro appoggio a Israele sta divenendo insostenibile, sotto una molteplicità di aspetti.
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Domenica 3 dicembre 2023, dalle ore 1530 alle ore 1900 a Milano si terrà l’evento Fermare la spirale di odio in Terra Santa organizzato dall’associazione Ignis – Fuoco Italico. Di seguito la locandina con i relatori. Nel corso della giornata interverrà anche Marco Ghisetti, responsabile Area Anglosassone del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.