22 Luglio 2026

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L’arrivo della delegazione saudita in Yemen potrebbe porre fine al lungo conflitto che imperversa nel Paese da quasi nove anni. Un nuovo successo della diplomazia cinese, che lo ha patrocinato attraverso l’accordo tra Arabia Saudita e Iran. FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/04/12/la-pace-in-yemen-sara-un-nuovo-successo-della-diplomazia-cinese/ La guerra civile dello Yemen ha avuto inizio nel settembre 2014, eppure si tratta di un conflitto di cui i mass media occidentali si sono a mala pena accorti nel corso di questi nove anni. La causa del divampare della guerra furono le tensioni tra le forze degli Houthi (piu correttamente al-Ḥūthiyyūn), fedeli all’ex presidente – ormai deceduto – ‘Ali ‘Abd Allah Saleh e sostenute dall’Iran, e il governo del suo successore, ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī, appoggiato invece dall’Arabia Saudita. Questa situazione ha portato alla nascita di due governi paralleli, con la capitale Ṣanʿāʾ sotto il controllo dei filoiraniani, ed i filosauditi costretti all’esilio dopo aver perso il controllo dei loro territori. La guerra civile yemenita va dunque inserita nel contesto dello scontro tra le potenze regionali per l’influenza sul Medio Oriente e sul mondo musulmano, in particolare l’Arabia Saudita, Paese faro dell’Islām sunnita, e l’Iran, che invece rappresenta il punto di riferimento degli sciiti. Lo storico accordo tra i due Paesi, raggiunto nelle ultime settimane grazie alla preziosa mediazione della Cina, ha posto le basi per quella che sembra essere una possibile conclusione definitiva del conflitto, rappresentando un nuovo successo per la diplomazia della Repubblica Popolare sotto la guida di Xi Jinping. Senza l’intervento cinese, infatti, la prospettiva della pace per lo Yemen sarebbe rimasta molto lontana. Domenica 9 aprile, una delegazione saudita si è recata nella capitale yemenita per negoziare una potenziale nuova tregua con gli Houthi, evento che rappresenta di fatto un riconoscimento del governo di Ṣanʿāʾ, posizione che, prima dell’accordo con l’Iran, sarebbe stata impossibile da sostenere per Riyadh. Mahdi al-Mashat, attuale leader del Consiglio Politico Supremo, ha ricevuto la delegazione dei funzionari sauditi, guidata dall’ambasciatore Mohammed Al-Jaber. Anche i media occidentali più obiettivi non hanno potuto far altro che riconoscere il ruolo della Cina nella oramai più che probabile risoluzione della questione yemenita: “L’arrivo della delegazione arriva circa un mese dopo che la Cina ha contribuito a mediare un riavvicinamento a sorpresa tra l’Arabia Saudita e l’Iran. Tale accordo ha alimentato le speranze di progressi per porre fine al conflitto nello Yemen che ha causato centinaia di migliaia di vittime e ha innescato quella che le Nazioni Unite hanno definito la peggiore crisi umanitaria del mondo”, si legge su France 24. Solo tre giorni prima, i rappresentanti diplomatici di Iran e Arabia Saudita si erano nuovamente incontrati a Pechino impegnandosi a lavorare insieme per portare “sicurezza e stabilità” in Medio Oriente. Una fonte del governo yemenita, parlando all’AFP in condizione di anonimato, ha detto sabato che i sauditi e gli Houthi avevano concordato in linea di principio una tregua di sei mesi per aprire la strada a tre mesi di colloqui per stabilire una “transizione” di due anni per il Paese. A tal proposito, l’analista saudita Hesham Alghannam ha affermato che l’apparente slancio diplomatico è un segno che il riavvicinamento saudita-iraniano...