Teheran denuncia al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il sequestro di petroliere iraniane da parte degli Stati Uniti, definendolo un atto di pirateria di Stato. L’Iran chiede il rilascio immediato delle navi e avverte sulle conseguenze per la sicurezza marittima internazionale.
guerra iran
Nel discorso di alcuni politici statunitensi, specialmente ai massimi livelli decisionali, si osserva una chiara tendenza a utilizzare il linguaggio e i concetti religiosi per giustificare azioni militari aggressive. Questo discorso, avvalendosi di concetti quali "missione morale", "difesa dei valori divini" e "lotta contro il male", tenta di elevare la guerra da atto politico a livello sacro. In tale cornice, la guerra non viene rappresentata come una scelta criticabile, bensì come una necessità morale e persino divina; un approccio che, implicitamente, limita ogni possibilità di valutazione critica.
Secondo diverse fonti, un velivolo radar E-3 statunitense sarebbe stato distrutto in Arabia Saudita da missili e droni iraniani. Un esperto cinese interpreta l’episodio come prova delle capacità iraniane di sorveglianza, acquisizione bersagli e attacco di precisione.
Secondo Al Mayadeen, un alto funzionario iraniano afferma che Teheran intende fermare la guerra difensiva contro gli USA e il regime sionista solo a precise condizioni strategiche, da attuare in un nuovo quadro giuridico. Non si prevede un cessate il fuoco imminente.
L’Amministrazione “neocons” Trump, presentata in Europa dai suoi agenti infiltrati come “isolazionista”, ha finalmente e definitivamente gettato la maschera imbarcandosi in un conflitto senza via d’uscita contro l’Iran.
Articolo tradotto dal CeSEM su gentile concessione dell’INSTITUTE FOR POLITICAL AND INTERNATIONAL STUDIES di TEHERAN www.ipis.ir.
L’affondamento della fregata iraniana IRIS Dena al largo dello Sri Lanka, attribuito a un sottomarino statunitense, trasferisce l’escalation USA-Israele contro l’Iran fino all’Oceano Indiano. Tra timori di spillover regionale e critiche interne, l’India è accusata di un imbarazzante silenzio.