5 Ottobre 2026

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Gli eventi politici del 2014 hanno condotto verso uno scenario di importante acredine tra Russia e Occidente in merito al piano della sicurezza europea ed in generale sulla distribuzione della forza militare nei Paesi confinanti la Russia. Le implicazioni politiche appaiono così ampie da rischiare di prolungarsi per anni, spostando la Russia verso quelle potenze ad essa più vicine come Cina o India, così come anche il Brasile. Tuttavia, mentre dovrebbe essere interessante aspettare una nascita di un dinamico “G7 contro BRICS”, probabilmente più complesso di quanto appaia, in realtà la coesione dei due gruppi economici appare limitata, perché in modo limitato gli altri membri BRICS proteggeranno la Russia affinché essa non influenzi negativamente i loro legami con l’Occidente. Ancora, sia il Summit G7 in Germania (che si svolgerà durante i primi giorni del prossimo Giugno) sia quello del BRICS (che si svolgerà nello stesso periodo) sarà fortemente influenzato dall’allontanamento tra Russia e Occidente. Quando la Russia ha ospitato nel Giugno 2009 il Primo Summit dei Leader del gruppo BRICS, nel quale hanno partecipato il Presidente brasiliano Lula, quello russo Dmitry Medvedev, il Primo Ministro indiano Manmohan Singh e il Presidente cinese Hu Jintao, il leader della Russia Yekaterinburg ha salutato gli ospiti come “l’epicentro della politica mondiale”. Esso affermò che la necessità di un maggiore sviluppo delle nazioni mondiali era ovvio prevedesse di sviluppare nuove organizzazioni. Appena il giorno precedente, la Russia aveva ospitato, nella stessa città, il nono incontro della Shanghai Cooperation Organization (SCO), con molti Paesi osservatori e l’aggiunta di una breve visita di Mahmoud Ahmadinejad, che era stato appena dichiarato vincitore di controverse elezioni presidenziali in Iran. In quell’occasione, i media occidentali avevano espresso con un mix di rifiuto e rigetto la visita del neo Premier iraniano. Come ha scritto l’Economist, questo quartetto disparato è riuscito in modo significativo a rivaleggiare con il Gruppo degli Otto paesi più industrializzati nell’ambito del settore economico. Inoltre, la cosa davvero sorprendente, è che questi quattro paesi, riunitisi fin dall’inizio come un gruppo diverso da quello voluto dai leader economici di Goldman Sachs, abbiano scelto di dare un taglio più alto al loro profilo. Coloro che hanno manifestato una critica posizione contro i BRICS, hanno elaborato una narrativa di potenziali “agitatori” dell’economia mondiale. Un mese prima della riunione dei ministri degli Esteri BRICS, in Russia, il professore di Princeton Harold James prevedeva che i paesi BRICS cercheranno di poter rappresentare un soggetto di riequilibrio, sia in ambito militare che in qualità di nuovo attore di influenza strategica e nuovo prestigio, per risolvere anche i propri problemi interni. Con la conclusione degli anni Novanta per un breve periodo, immediatamente successivo alla fine della Guerra Fredda, il mondo sembrava poter permanentemente rimanere tranquillo e indifferente alle logiche di potere. Quella speranza presto si è rilevata illusoria. Molti commentatori, infatti, sono stati storditi dalla rapidità della nascita di nuove tensioni all’interno del sistema internazionale. Molti attribuiscono la colpa al comportamento degli Stati Uniti, in quanto queste tensioni sono infatti state alimentate dal...