14 Luglio 2026

greater eurasian partnership

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Articolo Originale: United Eurasia: Russia is Betting the Days of Total U.S. Economic Supremacy are Ending | Covert Geopolitics Traduzione per il CeSEM di Andrea Turi Il centro del mondo si sta muovendo. Mentre una volta si trovava da qualche parte all’interno dell’Atlantico, in equilibrio tra Europa e Stati Uniti, ora si sta spostando verso est. Con l’Asia in crescita, la Russia sta ora pianificando il suo ruolo al centro di due continenti. L’annuale Eastern Economic Forum, tenutosi a Vladivostok, è appena terminato. Concentrandosi sullo sviluppo dell’Estremo Oriente russo e sul miglioramento dell’interconnessione tra Russia e Asia, è diventato un’arena chiave per la promozione del partenariato eurasiatico della Russia. La Partnership è un’iniziativa relativamente nuova. Sin dal concetto di casa comune europea dell’ex premier sovietico Mikhail Gorbaciov, la Russia ha perseguito l’obiettivo di creare un’Europa inclusiva senza linee di divisione.Le aspirazioni per realizzazione della Grande Europa sono terminate ufficiosamente nel 2014 con il “Maidan” appoggiato dall’Occidente, evento che ha rovesciato un governo democraticamente eletto in Ucraina e ha confermato che Mosca non avrebbe avuto posto nella nuova Europa. Questa, invece, si sarebbe organizzata esclusivamente intorno all’UE e alla NATO. Da allora la Russia ha abbandonato la politica estera incentrata sull’Occidente che aveva perseguito negli ultimi 300 anni, da quando Pietro il Grande tentò per la prima volta di “restituire” la Russia all’Europa. Il progetto Greater Eurasian Partnership è considerato una strategia più fattibile; una strategia in cui il partenariato con la Cina mira a migliorare la connettività economica per integrare l’Europa e l’Asia in un grande continente unito. Trovatasi alla doppia periferia dello sviluppo economico sia in Europa che in Asia, questa è una strategia interessante per la Russia, poiché il concetto di Eurasia consente a Mosca di posizionarsi all’epicentro sia dell’Est che dell’Ovest. 200 anni di geo-economia L’obiettivo della Greater Eurasian Partnership è lo sviluppo di un’infrastruttura geoeconomica che supporti un sistema politico multipolare, sostituendo il declinante formato della globalizzazione incentrato sugli Stati Uniti dei decenni precedenti. La geoeconomia può essere utilizzata per il dominio e l’egemonia, per creare un sistema di “sovrani disuguali”, oppure può essere utilizzata per stabilire un sistema multipolare di “sovrani uguali”.In entrambi i casi, il potere geoeconomico implica la capacità di distorcere la simmetria della dipendenza. In parole povere, quando una parte è più dipendente dell’altra, lo Stato meno dipendente e più potente può ottenere concessioni e potere politico. La geoeconomia può essere organizzata in tre pilastri: industrie strategiche, corridoi di trasporto e strumenti finanziari. Gli sforzi per collegare la costruzione della nazione all’industrializzazione nel 19° secolo hanno sorprendenti somiglianze con la geoeconomia della costruzione della regione nel 21° secolo. La Gran Bretagna ha imposto la sua egemonia al mondo nel XIX secolo dominando questi tre pilastri economici: un’industria manifatturiera leader, il dominio dei mari e dei principali corridoi marittimi e il controllo sulle principali banche e valuta commerciale. Per ridurre la sua eccessiva e asimmetrica dipendenza economica dalla Gran Bretagna e la sua successiva invadente influenza politica, gli Stati Uniti miravano a...