Per grande gioco si intende il conflitto, caratterizzato da attività diplomatiche e di servizi segreti, che contrappose Regno Unito e Russia sia Medio Oriente che Asia centrale durante il corso di tutto il XIX secolo. L’origine del termine è da attribuire all’ufficiale dell’esercito britannico, Arthur Conolly, che lo utilizzò per primo nel 1829. Oggi quasi due secoli dopo, si potrebbe tranquillamente riproporre la locuzione di Grande Gioco come rapporto conflittuale su larga scala che interessa il Regno Unito e la Russia; stavolta però, le aree di interesse da parte dei due competitor non sono solamente delimitate a due macro aree come il Medio Oriente e l’Asia Centrale, ma la sfida del Grande Gioco si ripropone su scala globale. Gli avvenimenti accaduti nel mare di Azov sono stati gli ultimi in ordine cronologico ad acuire la tensione che intercorre già da tempo tra Russia e Unione Europea; ma nonostante questa sembra non volersi smorzare ai confini della nuova cortina di ferro, delimitata dalle due Repubbliche Separatiste del Donbass, soprattutto dopo che il Premier ucraino Poroshoenko ha invocato la NATO ad intervenire in difesa dell’Ucraina (tramite un intervista alle colonne della BILD), richiesta prontamente rifiutata dalla Merkel, il Regno Unito, forse nostalgica di un ruolo da grande potenza in funzione anti-russa, anziché accompagnare le dichiarazioni della cancelliera tedesca ha deciso di alimentare il fuoco della discordia Proprio nei giorni immediatamente successivi alla vicenda del mare di Avoz, si è tenuto un incontro tra i ministri della difesa del Regno Unito e dell’Ucraina, i quali hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale congiunta, che nei suoi tratti fondamentali dichiara: “si sottolinea che l’aggressione nei confronti dell’Ucraina da parte della Federazione russa costituisce una minaccia diretta alla sicurezza euro-atlantica e una sfida al sistema esistente di relazioni internazionali” inoltre “si sottolinea la continua violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte di formazioni sostenute dalla Russia e da altri gruppi ad essa legata” e “si condanna l’accresciuta presenza militare della Federazione Russa intorno alle frontiere dell’Ucraina, nei territori delle regioni di Donetsk e di Luhansk e nella Repubblica autonoma di Crimea sequestrata illegalmente, e le azioni destabilizzanti della Federazione Russa nell’area del Mar Nero e del Mar d’Azov” e in conclusione “si accetta di approfondire la cooperazione nel contrastare l’aggressione della Russia”. Ma la cooperazione Regno Unito – Ucraina in funzione anti russa non è certo un fatto strategicamente recente. Pochi mesi dopo gli avvenimenti di Euromaidan e la conseguente annessione della Crimea alla Russia, che il Regno Unito si comporta con l’Ucraina alla stregua di un vero e proprio protettorato, tanto che nel 2015 inaugura l’Operazione Orbital, iniziativa che mira ad addestrare l’esercito ucraino, per mano di istruttori dell’esercito britannico, la maggior parte con esperienza significativa nella partecipazione alle operazioni di combattimento in Iraq e Afghanistan, hanno provveduto formato oltre 9.500 militari ucraini Va detto che le ostilità di Londra, così come accadde nel XIX per il Grande Gioco, nei confronti della politica russa, non si limitano solo ad azioni strategico- contenitive ma si avvalgono anche azioni di soft-power. Ad esempio nel marzo 2018, il caso Skripal e...