10 Giugno 2026

gergia

georgia
articolo originale: http://www.asrie.org/asrie/2016/02/05/la-minaccia-del-terrorismo-in-georgia-verita-o-pressioni-politiche/ Ritorna di “moda” il problema del terrorismo in Georgia dopo le parole espresse dal Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov il quale, nella conferenza stampa di fine anno 2015, ha dichiarato che il Cremlino avrebbe ricevuto notizie circa l’utilizzo dei membri di Daesh (acronimo dall’arabo ad-Dawlah al-Islāmiyah fī ‘l-ʿIrāq wa-sh-Shām الدولة الإسلامية في العراق والشام‎), meglio conosciuto in Occidente come Stato Islamico, della Gola del Pankisi come hub di addestramento dei propri combattenti e di coordinamento dei rifornimenti. L’ombra del terrorismo da tempo aleggia sulla Georgia considerando il fatto che tra le file di Daesh in Siria sono diversi i combattenti caucasici la cui provenienza sarebbe proprio la Gola del Pankisi; Tbilisi ovviamente smentisce tali affermazioni dichiarando che il Governo georgiano ha il perfetto controllo del proprio territorio e che quanto affermato da Lavrov sia errato e nasconda velatamente le mire “espansionistiche” russe. La Gola del Pankisi situata nella regione nord-orientale della Georgia è adiacente ai confini russi, nello specifico alla Repubblica di Cecenia ed alla Repubblica del Dagestan, paesi nord caucasici che hanno affrontato e continuano a combattere il problema del terrorismo locale etichettato come “insorgenza” o “militanza armata”. Con lo scoppio del conflitto russo – ceceno iniziato nel 1999, diversi ribelli ceceni erano giunti nella Gola del Pankisi, insieme alla popolazione locale in fuga, con l’obiettivo di giungere in Turchia, in Medio Oriente oppure in Europa ed avevano utilizzato il territorio georgiano come base per effettuare incursioni in Cecenia e combattere le truppe russe. La preoccupazione del Cremlino circa la presenza di combattenti ceceni nella regione aveva infatti indotto le forze di sicurezza russe a condurre un attacco aereo nell’agosto del 2002. Come esito del conflitto russo – ceceno, la Gola del Pankisi è divenuta la casa per una nutrita comunità cecena tra cui è possibile annoverare quella dei Kist, popolazione musulmana che parla un dialetto del Vainakh (Ceceno-Inguscio). Le fonti locali ed i media internazionali hanno sottolineato come centinaia di giovani ceceni del Pankisi attualmente combattono in Siria: i due casi esemplari sono quelli di Tarkhan Batirashvili, conosciuto con il nome di battaglia Abu Omar al-Shishani, ossia il Ceceno, divenuto un comandante prima di Jaish al-Muhajireen wa al-Ansar, gruppo affiliato prima ad al-Qaeda, e poi di Daesh, e Murad Margoshvili, aka Muslim Abu Walid al-Shishani, entrambi inseriti dagli Stati Uniti nella lista dei terroristi internazionali. Ad alimentare maggiormente l’ipotesi di una presenza di terroristi in Georgia è il video apparso in rete il 23 novembre 2015 nel quale quattro combattenti caucasici fedeli a Daesh invitavano tutti i fedeli musulmani georgiani ad unirsi alla lotta guidata da Abu Bakr al-Baghdadi e minacciavano gli “infedeli” di morte. L’analisi del video aveva permesso di riconoscere i fautori come cittadini georgiani originari della Repubblica di Adjara, entità autonoma situata nella parte meridionale dello Stato georgiano a maggioranza musulmana e confinante con la vicina Turchia, quindi ponte naturale di passaggio per i cosiddetti foreign fighters. Il video spiegava la volontà di Daesh di prendere possesso della Georgia accusata di...