13 Ottobre 2026

gennadij zjuganov

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di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/10/russia-putin-e-zjuganov-celebrano-la-giornata-della-vittoria/ Il 9 maggio, in tutta la Russia è stata celebrata la Giornata della Vittoria, per onorare il trionfo dell’Armata Rossa sulla Germania nazista. Sia il presidente Vladimir Putin che il leader comunista Gennadij Zjuganov hanno tenuto importanti discorsi in quest’occasione. Come da tradizione, anche il 9 maggio di quest’anno la Piazza Rossa di Mosca ha ospitato una parata militare per commemorare il 78° anniversario della vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nella Grande Guerra Patriottica del 1941-1945, nome con il quale è conosciuta in Russia la seconda guerra mondiale. Tuttavia, forse a seguito dei recenti attacchi terroristici contro il Cremlino, la parata delle forze aeree non ha avuto luogo in quest’edizione dell’evento. Il presidente russo Vladimir Putin, i veterani di guerra e gli ospiti hanno assistito alla parata dalla tribuna centrale sulla Piazza Rossa, insieme ai leader di Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Prendendo la parola in quest’occasione, il presidente Vladimir Putin ha ricordato che questo evento serve a commemorare tutti i caduti per la liberazione dell’Europa dal nazifascismo, i soldati degli eserciti alleati degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Francia e degli altri Paesi alleati. “Ricordiamo e onoriamo anche l’impresa dei soldati cinesi nella battaglia contro il militarismo giapponese“, ha aggiunto Putin nell’incipit del suo discorso. “La solidarietà e il partenariato durante anni di lotta contro una minaccia comune è un’eredità inestimabile, una base solida in questo momento, in mezzo a un movimento irreversibile verso un mondo multipolare più giusto basato sui principi di fiducia e sicurezza indivisibile, pari opportunità per un originale e libero sviluppo di tutti i Paesi e di tutti i popoli“, ha proseguito Putin, facendo riferimento all’attuale contesto internazionale. Putin ha poi invitato le potenze occidentali a prendere le distanze da qualsiasi ideologia di superiorità: “Crediamo che qualsiasi ideologia di superiorità sia intrinsecamente disgustosa, criminale e mortale“, ha affermato il presidente russo. Allo stesso tempo, Putin ha aggiunto che le élite occidentali “parlano ancora della loro esclusività, mettono le persone le une contro le altre e dividono la società, provocano conflitti sanguinosi e colpi di Stato, seminano odio, russofobia, nazionalismo aggressivo, distruggono i valori tradizionali che rendono umani gli esseri umani“. Tutto questo, ha detto, viene fatto per “continuare a dettare, imporre la propria volontà, diritti e regole ai popoli – in sostanza, un sistema di rapina, violenza e oppressione“. “Sembrano aver dimenticato a cosa hanno portato le folli pretese naziste di dominare il mondo“, ha aggiunto il presidente. “Hanno dimenticato chi ha sconfitto questo male mostruoso e totale, chi ha fatto da muro alla loro patria e non ha risparmiato la propria vita per la liberazione dei popoli d’Europa“, ha detto. Putin ha poi ricordato che tutti i popoli sovietici, compreso quello ucraino, hanno dato il proprio contributo alla sconfitta del nazifascismo nelle file dell’Armata Rossa. Questo dovrebbe valere come memento per l’attuale governo di Kiev, il cui presidente, Volodymyr Zelens’kyj, ha annunciato la volonta di sostituire la Giornata della Vittoria con una fantomatica Giornata dell’Europa, in un’ennesima...
zyuganov
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/01/27/gennadij-zjuganov-al-forum-di-porto-alegre-attraverso-il-mondo-multipolare-e-la-lotta-dei-popoli-verso-il-socialismo/ Il leader del Partito Comunista della Federazione Russa è intervenuto al Forum di Porto Alegre, importante raduno internazionale di rappresentanti delle forze di sinistra e anti-globaliste, organizzato nella città brasiliana in contrapposizione con il Forum di Davos. Di seguito la traduzione del discorso di Gennadij Zjuganov. Cari partecipanti al Forum! Cari compagni! Amici! L’umanità è entrata in un periodo di grande sconvolgimento. Il corso degli eventi sta cambiando il volto del mondo. Questi eventi sono globali, colpiscono tutti i Paesi e i continenti, coprono l’economia e le politiche, la demografia e le relazioni internazionali, il campo della tecnologia e il mondo spirituale dell’uomo.  La ragione dell’instabilità globale è la crisi del capitalismo. Marx e Engels hanno dimostrato la sua inevitabilità. La portata dell’attuale crisi è enorme. Per capirne le origini, dovremmo guardare indietro a 30 anni fa. La distruzione dell’URSS divenne per gli imperialisti un “paradiso della manna”. Il capitale ha avuto enormi opportunità nelle sue mani. Per esso, i mercati di vendita e le fonti di materie prime si sono notevolmente ampliati. La “fuga di cervelli” dall’ex Unione Sovietica ha moltiplicato il potere delle società occidentali. I programmi sociali sono stati tagliati.  Un “dono storico” dei traditori del socialismo ha contribuito a mitigare le contraddizioni più acute del capitalismo. Ma le sue vittorie furono temporanee. Senza concorrenza con l’URSS, il parassitismo di questo sistema sociale si intensificò notevolmente. Agli inizi del XX secolo, Lenin scrisse: “L’imperialismo è un enorme accumulo in pochi Paesi di capitale monetario” e ha notato la “crescita straordinaria” di una classe sociale “completamente separata dalla partecipazione a qualsiasi impresa, la cui professione è pigrizia“. Nel 2008, la frode globale si è trasformata nel fatto che sono scoppiate le bolle ipotecarie e finanziarie. Il mondo si tuffò nell’abisso di una nuova crisi. All’inizio del ventesimo secolo, una crisi simile portò alla prima guerra mondiale. Allora la situazione venne salvata dalla rivoluzione socialista in Russia. Essa sottrasse un sesto del globo al campo borghese. Abbiamo appena celebrato il 100° anniversario della formazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Il primo Stato al mondo di lavoratori e contadini ha fornito una grande esperienza nella costruzione delle basi della giustizia e dell’internazionalismo. Nel 1941, il popolo sovietico, sotto la guida dei comunisti, si oppose alla barbarie fascista. Al costo di 27 milioni di vite, la nostra Patria Sovietica ha difeso il diritto al libero sviluppo non solo per se stessa, ma anche per i popoli di tutto il pianeta. L’URSS ha dato un contributo decisivo al salvataggio del mondo dalla peste bruna. I lavoratori di tutti i Paesi hanno visto che le catene dell’oppressione potevano essere spezzate. Paesi e interi continenti hanno dato vita al movimento anticoloniale. Il potere popolare è stato stabilito in Europa orientale, Cina, Vietnam, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Laos, Cuba e altri Paesi in Asia, Africa e America Latina. In queste condizioni, la borghesia mondiale ha messo alla prova tre modi per mantenere il suo dominio. Il primo modo era il fascismo. I regimi di Hitler, Mussolini, Franco, Horthy, o dei militaristi giapponesi divennero il...
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di Giulio Chinappi ARTICOLO PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE Il segretario generale del Partito Comunista della Federazione Russa ha rilasciato un’intervista alla testata Svobodnaja Pressa, nel quale traccia il bilancio politico del 2022 e prevede un futuro al di fuori del sistema capitalista globale e un ruolo di baluardo contro il nuovo Reich anglosassone per la Russia. Il 2022 non è stato certo un anno facile per la Federazione Russa, che oramai da quasi dieci mesi e impegnata nell’operazione militare speciale in Ucraina. La crisi ucraina ha portato perdite umane ed economiche alla Russia, sottoposta alle sanzioni internazionali che, seppur con un effetto molto minore rispetto al previsto, porteranno il PIL russo in negativo per il 2022 e il 2023. Secondo le recenti proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, infatti, il PIL della Russia diminuirà del 3,4% nel 2022 e del 2,3% nel 2023. Allo stesso tempo, la Russia si avvia a celebrare i 100 anni dalla fondazione dell’Unione Sovietica, proclamata il 30 dicembre 1922 da Vladimir Lenin, cinque anni dopo la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre: “Il 30 dicembre segna il 100° anniversario della formazione dello Stato più unico e straordinario del pianeta: l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. L’anniversario ci obbliga a dare uno sguardo realistico al presente, a valutare onestamente e adeguatamente l’esperienza”, ha detto Gennadij Zjuganov, intervistato dalla testata Svobodnaja Pressa. Il segretario generale del Partito Comunista della Federazione Russa (Коммунистическая партия Российской Федерации, КПРФ; Kommunističeskaja partija Rossijskoj Federacii, KPRF) ha ricordato che l’Unione Sovietica ha dimostrato al mondo “come si può vincere la guerra, uscire dalla crisi peggiore, fornire a tutti istruzione e cure mediche gratuite, prendersi cura dei bambini, delle donne e degli anziani”. Pur facendo parte dell’opposizione, il KPRF ha sostenuto sin dall’inizio l’operazione militare speciale in Ucraina, che anzi i comunisti russi avevano sollecitato da tempo, criticando Vladimir Putin per non aver preso sin da subito le difese dei russi del Donbass. Da questo punto di vista, Zjuganov ha affermato che la Russia sta subendo “una nuova guerra che gli anglosassoni hanno scatenato contro di noi”, che quanto meno ha avuto il merito di cancellare le illusioni dei decenni precedenti. Dopo la fine dell’Unione Sovietica, infatti, sono state seminate numerose illusioni circa il futuro della Russia e del mondo, in particolare quella della possibile integrazione della Russia nel sistema capitalista globale. L’ingresso della Russia in organizzazioni come il G8 è stata inizialmente salutata positivamente sia a Mosca che in Occidente, ma ben presto sono emerse contraddizioni inconciliabili. Dalla possibile integrazione della Russia nel sistema capitalista globale a guida statunitense siamo passati oggi all’ostracismo totale nei confronti di Mosca, esclusa dal G8, sanzionata dal mondo occidentale e addirittura sbattuta fuori da gran parte degli eventi sportivi mondiali. “La guerra ibrida contro la Federazione Russa, infatti, si è trasformata in una vasta campagna militare. E in una campagna del genere, solo una delle due cose è possibile: vittoria o sconfitta. La vittoria può essere assicurata solo dalla mobilitazione di tutte le forze spirituali e delle risorse materiali, dalla coesione della società e da personale competente e professionalmente preparato”, ha spiegato Zjuganov....
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di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE In un discorso pronunciato il 7 giugno alla Duma di Stato, Gennadij Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa ha affrontato tematiche riguardanti la questione ucraina, ma anche la politica interna russa. Di seguito la traduzione del discorso. Buon pomeriggio. Oggi, i deputati della nostra fazione hanno ricevuto medaglie commemorative in onore del 100° anniversario della formazione dell’URSS. Siamo orgogliosi di questo premio, perché rimaniamo fedeli agli ideali della Grande Rivoluzione d’Ottobre e della nostra Vittoria. Queste furono le più alte conquiste del potere sovietico. Mio padre, istruendomi in politica, disse: “Ricorda, figliolo. Non c’era niente di più brillante, più intelligente e più coscienzioso del potere sovietico in questo mondo“. Certo, c’erano degli errori, ma il governo sovietico si è sempre preoccupato dell’uomo comune. E, per il governo sovietico, i più privilegiati erano i bambini, le donne e gli anziani. In tutti questi anni abbiamo lottato per garantire che gli ideali del potere sovietico, il sistema pianificato, il sistema di istruzione pubblica e protezione sociale, lo sviluppo dell’economia e l’alta scienza fossero le principali priorità della Duma di Stato, del Consiglio di Stato e il nostro governo. Poiché il nostro popolo ha fatto la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, ha vinto la vittoria sul fascismo, è stato il primo a irrompere nello spazio e ha creato la deterrenza dei missili nucleari, in qualsiasi tribunale più rigoroso della storia gli sarà eretto un monumento maestoso, potente e bellissimo. Viene inaugurata oggi alla Duma di Stato la mostra “Linee della Vittoria”. Nell’attuale situazione politica, questa mostra è particolarmente rilevante, dal momento che una guerra ibrida viene attivamente condotta contro la Russia. Questa guerra ibrida si è già trasformata in una guerra calda in Ucraina. Questa mostra racconta come fu costruita la linea difensiva del Volga in 100 giorni nell’autunno del 1941. La lunghezza di questa linea difensiva era di circa 400 chilometri e passava lungo i fiumi Volga, Oka e Don. Questa frontiera è stata costruita da donne, adolescenti e anziani. Negli stessi giorni in cui è stato emesso il corrispondente decreto del quartier generale del comandante in capo supremo sulla creazione di questa linea, i nazisti si trovavano già a 20-30 chilometri da Mosca. Il feldmaresciallo von Bock, comandante del Gruppo dell’Armata Centrale, salì sul campanile di Chimki, guardò verso il Cremlino e poi telegrafò a Hitler: “Führer, al Cremlino mancano 17 chilometri. Mi invii altre due divisioni fresche e porterò Mosca sotto controllo“. Ma Hitler non aveva due nuove divisioni e Stalin aveva sei divisioni siberiane in riserva. Qui, vicino a Mosca, i siberiani ruppero l’offensiva nazista. Hanno sconfitto l’esercito tedesco. Ogni secondo un fascista è stato colpito a morte dai nostri combattenti con una carica di baionetta. A quel punto avevamo messo in azione i nostri ultimi carri armati e aerei. In quei giorni siamo stati in grado di mostrare volontà e carattere. Oggi è estremamente importante comprendere le origini della nostra Vittoria. Perché la guerra ibrida, dichiarata alla Russia per la distruzione, ha le sue leggi. Vincerà...