18 Giugno 2026

generale li fen-tzu

Red_Guards
La precisazione storica che dobbiamo assolutamente ribadire prima ancora di addentrarci in ulteriori disquisizioni, è che in Tibet non c’è stata nessuna invasione cinese. Il termine “invasione” è assolutamente improprio, in quanto non si è trattato di un’invasione, perché si parla di invasione quando uno Stato sovrano ne invade un altro. Il Tibet, nel 1949, non era uno Stato a sé, ma era già parte della Cina continuativamente da almeno il 1720, per quanto i legami tra cinesi e tibetani affondassero le loro radici agli albori del V secolo d.c. Quindi, se proprio si vuole dare una definizione all’avvenimento, dobbiamo casomai affermare che si sia trattato di un cambio di Governo e di amministrazione locale. Infatti, l’ingresso in Tibet e nella capitale Lhasa delle truppe di Mao Zedong fu assolutamente pacifico, datosi che non c’era – perché non poteva esserci almeno nelle masse di contadini poveri – alcuna ragione politica per la quale i tibetani avrebbero dovuto ribellarsi all’esercito della nazione alla quale già appartenevano. Il conflitto di cui si parla sempre, infatti, fu la conseguenza di un’insurrezione che potremmo definire “privata e limitata” avvenuta nel 1959, cioè dieci anni dopo. Per spiegare meglio, partiamo dunque da un dato che non ha bisogno di interpretazioni, né di dimostrazione alcuna, giacché è semplicemente storia: la regione dello XiZang Zizhi Qu (meglio conosciuta in occidente come Tibet) è sempre stata cinese, mongola o manciù, salvo due periodi assolutamente fugaci e assolutamente insignificanti dal punto di vista storico (1682-1720 e 1914-1949), anche se potremmo addirittura escludere il periodo 1914-1949. Durante quei trentacinque anni, infatti, il Tibet è stato comunque parte della Cina Repubblicana del Kuomintang (dal 1911 al 1949). Quello che accadde, in verità, è che il Tibet, essendo stato, in quel periodo, una regione cinese a statuto speciale, godette di un’indipendenza meramente di fatto, nel senso che le autorità cinesi nazionaliste non interferirono nella gestione del paese, tollerando che l’esercizio del potere fosse nelle mani del clero lamaista e della nobiltà latifondista anche se, politicamente, il Tibet era, in tutto e per tutto, una provincia cinese. Questa non è un’opinione, ma una certezza storica, confortata dalle cartine geografiche dell’epoca e dagli stessi Stati Uniti che riconoscevano il Tibet come parte del territorio cinese. Nel 1949, infatti, il Dipartimento di Stato americano pubblicò un libro sulle relazioni USA-Cina con una mappa che mostrava tutta la Cina, Tibet compreso.1 Non solo. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, era il governo della Repubblica di Cina a Nanjing a rilasciare i permessi di sorvolo del Tibet agli aerei alleati. Notoriamente, il permesso al sorvolo di un territorio lo rilascia l’autorità alla quale quel territorio appartiene. Ad ulteriore riprova di questa asserzione, oltre alle già menzionate mappe, c’è la stessa Costituzione della Repubblica di Cina. Nel documento, il Tibet viene citato cinque volte e, più precisamente, agli artt. 26, 64, 91 (due volte) e 120, come provincia parte integrante del territorio cinese. Quindi, benché il Tibet fosse assolutamente parte della Cina, sino al 1949 vi...