8 Ottobre 2026

fumio kishida

Fumio_Kishida_Giappone
di Lorenzo Borghi Il 31 ottobre 2021 in Giappone si sono svolte le elezioni della Camera dei Rappresentanti, dove l’LDP ha ottenuto la maggioranza dei voti per la quarta volta di fila. Dietro questa vittoria però si celano nuovi scenari all’interno della vita politica nipponica. Il 31 ottobre scorso l’elettorato giapponese è stato chiamato alle urne per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti (Camera bassa). Più della metà del popolo nipponico non si è sottratto al proprio diritto di voto, raggiungendo un’affluenza di circa il 56% (+2,25% rispetto alle elezioni del 2017), determinando la vittoria del Partito Liberaldemocratico (LDP) guidato Kishida, il quale ha ottenuto più del 50% dei voti. L’attuale sistema elettorale giapponese prevede una tipologia mista a prevalenza maggioritaria. Infatti, la Camera dei Rappresentanti è composta da 465 membri eletti ogni quattro anni, di cui 289 in collegi uninominali e 176 in undici distretti plurinominali tramite liste bloccate. L’elettorato attivo è fissato a 18 anni mentre quello passivo a 25 anni. COME SI È PRESENTATO IL SISTEMA POLITICO GIAPPONESE ALLE ELEZIONI DEL 31 OTTOBRE 2021 I mesi e gli anni che hanno preceduto le elezioni di fine ottobre scorso sono state alquanto turbolente per l’elegante e affascinante popolo nipponico. Per l’appunto, nel 2017 il LPD ha vinto per la terza volta consecutiva le elezioni della Camera bassa, guidati dall’“immortale” Shinzo Abe, Tuttavia, quest’ultimo, dopo aver raggiunto il traguardo personale di Primo Ministro più longevo della storia del Giappone, ha rassegnato le proprie dimissioni ad agosto 2020 dalla carica ministeriale e da segretario del Partito Liberaldemocratico per motivi di salute personale. Il successore, ovvero Yoshihide Suga, è stato aspramente criticato dall’opinione pubblica giapponese per via della pessima gestione dell’emergenza COVID-19, per le lacune del piano vaccinale che hanno portato il Giappone a trovarsi esponenzialmente indietro rispetto ai partner occidentali e, infine, per la gestione dei Giochi olimpici di Tokyo 2020. Di conseguenza, il basso indice di gradimento nei confronti di Suga ha inevitabilmente condizionato l’operato dell’LPD. Infatti, esso ha perso tre elezioni supplettive consecutive in Parlamento e non ha ottenuto la maggioranza assoluta nell’elezione dell’Assemblea metropolitana di Tokyo di luglio 2021. Tutti questi eventi hanno portato alla decisione di Suga di non ricandidarsi alla leadership del Partito Liberaldemocratico, aprendo inevitabilmente la strada verso l’ascesa al potere di Fumio Kishida. Le opposizioni, dal canto loro, non sono rimaste inermi ma hanno lavorato affinché durante la scorsa legislatura il LPD perdesse gradimento all’interno dell’opinione pubblica nipponica. Infatti, la ferrea opposizione alla volontà di Abe di apportare delle modifiche all’articolo 9 della Costituzione (articolo contro la guerra) ha determinato il non raggiungimento di questo obiettivo da parte dell’LPD e alla perdita della maggioranza dei 2/3 all’interno della Camera dei Consiglieri nelle elezioni del 2019, oltre ad alimentare ulteriormente il malcontento generale del popolo giapponese, in merito alla gestione della pandemia, covid e olimpiadi, nei confronti di Saga e del Partito Liberaldemocratico. Ad ogni modo, l’elettorato giapponese ha dovuto scegliere se confermare per la quarta volta consecutiva il LPD, guidato questa volta...