A cura di Giulio Chinappi Alla luce della difficile situazione globale, la missione della Repubblica Popolare Cinese presso l’Unione Europea ha pubblicato un articolo dal titolo “Ensuring Global Food Security: What China Says and Does“. Di seguito la traduzione completa del testo. Colpiti dal caldo intenso, è stato riferito che alcuni Paesi europei vedranno la loro produzione di grano tenero diminuire del 7%, con un dato inferiore alla media quinquennale, un’altra cattiva notizia per l’offerta alimentare globale già tesa. Ma il problema non si è presentato solo quest’estate. Negli ultimi anni, le conseguenze della crisi climatica, aggravate dalla pandemia di Covid-19 e dal conflitto Russia-Ucraina, hanno fatto aumentare significativamente i prezzi dei generi alimentari, portando milioni di persone alla fame, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Un recente rapporto delle Nazioni Unite dipinge un quadro terribile. Mostra che il numero di persone colpite dalla fame nel mondo è salito a ben 828 milioni nel 2021, con un aumento di circa 46 milioni dal 2020 e 150 milioni dallo scoppio della pandemia di Covid-19. “Il mondo si sta muovendo nella direzione sbagliata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile per porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e a tutte le forme di malnutrizione“, avverte il rapporto, prevedendo che l’8% della popolazione mondiale sarà ancora colpita dalla fame nel 2030. Perseguitata a lungo dalla fame nella sua storia, la Cina fferma che il cibo è il bisogno primario delle persone, che sono le fondamenta del Paese. Dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, il governo cinese ha sempre posto la sicurezza alimentare come priorità assoluta. Dopo decenni di duro lavoro, la produzione di grano della Cina ha raggiunto un record di 682 milioni di tonnellate nel 2021, il settimo anno consecutivo in cui la produzione di grano del Paese ha superato i 650 milioni di tonnellate, diventando così il più grande produttore mondiale di grano e il terzo esportatore di grano. Attualmente, il Paese è in grado di produrre il 95% del suo consumo nazionale di grano. È ancora più straordinario che la Cina sia riuscita a produrre circa un quarto del cibo mondiale e a sfamare quasi un quinto della popolazione mondiale con meno del 9% della terra arabile mondiale. Tali risultati di per sé sono il contributo della Cina alla sicurezza alimentare mondiale, per non parlare dell’ispirazione che fornisce ad altri Paesi in via di sviluppo in questo processo. Tuttavia, alcuni resoconti dei media in questi giorni attribuiscono l’autosufficienza alimentare della Cina all’accumulo di cereali e accusano ulteriormente la Cina di interrompere il mercato alimentare globale. Queste non sono altro che bugie fatte di cattive intenzioni. La Cina, infatti, ha fatto del suo meglio per aiutare a costruire un mondo libero dalla fame, sebbene rimanga un Paese in via di sviluppo con i suoi problemi alimentari. Il presidente Xi Jinping ha reso la sicurezza alimentare una delle otto aree prioritarie di cooperazione nell’Iniziativa per lo sviluppo globale e, nel suo recente discorso al Dialogo ad alto livello sullo sviluppo globale, ha inoltre annunciato...