Ora i nostri lettori capiranno perché il 24 maggio è l’Anniversario dell’Indipendenza: due anni dopo, nel 1993, quando il referendum organizzato dall’ONU ratificò a larghissima maggioranza la volontà del popolo eritreo di costituirsi in un proprio Stato, sempre il 24 Maggio fu scelto per proclamare il nuovo Stato di Eritrea. All’indipendenza de facto, pagata col sangue, gli eritrei vollero ribadire anche quella de iure, con altrettanta energia e determinazione. In tutti questi anni, sotto l’accorta guida del Presidente Isaias Afewerki, che già dagli Anni ’70 era alla guida del FPLE, l’Eritrea ha compiuto in solitario enormi progressi: unico paese africano a rifiutare l’indebitamento con l’Occidente, venendo per questo subito osteggiata, ha preferito far tutto da sé, autofinanziandosi e costruendo nel tempo, solo per fare un esempio, 800 tra grandi dighe e bacini idrici, oltre a garantire ai suoi cittadini sanità ed istruzione completamente pubbliche e gratuite. Potremmo parlare per ore elencando le numerose altre opere pubbliche costruite o ripristinate, ad esempio in termini di politica degli alloggi o di ferrovie e strade ricostruite, o la messa a coltura di nuovi terreni per raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza alimentare, o ancora la rigorosa politica diplomatica ed internazionale, che ha visto il paese mediare in numerose crisi regionali e stabilire un rapporto strategico nel Movimento dei Non Allineati con alleati come la Russia, la Cina, l’India, l’Arabia Saudita, e via dicendo. E’ riuscita a far tutto questo nonostante le sfide del terrorismo internazionale, con al-Qaeda che dal Sudan aveva tentato d’insinuarsi nel suo territorio venendo prontamente sconfitta; con una nuova guerra d’aggressione da parte dell’Etiopia tra il 1998 e il 2000, che nuovamente l’ha vista vittoriosa; e con le sanzioni di tutto l’Occidente, a cui era inviso un paese africano così libero delle proprie azioni. Oggi, in una regione turbata da tante turbolenze, si staglia come un’unica isola di stabilità e di pace. Non mancheranno comunque le occasioni per parlare di questo e di tanto altro ancora: dopotutto ci siamo già fin troppo dilungati.
Ma ora permetteteci davvero di condividere con tutti voi, che avete avuto la pazienza di giungere fin qua, il nostro entusiasmo per questo Anniversario, e di dedicarlo alla memoria di quei Martiri che col loro sacrificio resero possibile il sogno di un’Eritrea finalmente libera ed indipendente. E, dunque, Auguri Eritrea!