11 Agosto 2026

Falchi

Fabio Falchi, Spazio interiore del mondo, Filosofia, Geopolitica, Eurasia, Cesem
Geofilosofia dell’Eurasia. Di Fabio Falchi La modernità ha mutato la relazione tra terra e mare nell’altra, mare contro terra, creando così quelle condizioni che hanno permesso all’Economico di scorporarsi dall’ampio ventaglio di istituzioni culturali, sociali e politiche in cui esso prima era “incastrato”. Tuttavia, il primato della funzione politico-strategica ricompare inevitabilmente nell’analisi che intercetta anche il mercato come espressione di una particolare volontà politica. Questo libro intende non solo (di)mostrare la necessità della funzione egemone ed equilibratrice della politica (ossia del Politico-katechon), ma anche, se conflitto e “squilibrio” sono inevitabili, la necessità di passare dal problema geopolitico e sociale a quello metapolitico e geofilosofico di uno spazio differenziato e orientante. La riconquista di un legame tra terra, abitazione e lavoro, che permetta un universale riconoscimento delle differenze (prodotte da quel legame), trova dunque nell’Eurasia l’antagonista di quella “Grande Isola” d’oltreoceano che è il centro propulsore del capitalismo e dello sradicamento. Clicca per ordinarlo Intervista all’autore Fabio Falchi da parte di Davide Gonzaga (“idee in/oltre”) E’ da poco uscito per Anteo Edizioni il volume di Fabio Falchi “Lo spazio interiore del mondo. Geofilosofia dell’Eurasia” con prefazione di Claudio Mutti e introduzione di Valerio Meattini. Ne abbiamo approfittato per intervistare l’autore. Nelle note riportate sul retro del volume si segnala la tua attività di redattore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”. La rivista, che vede come direttore editoriale Claudio Mutti e direttore responsabile Alessandra Colla, vanta un Comitato scientifico di assoluto rilievo, di cui sono membri, per citare qualche nome, studiosi come Bruno Amoroso, Alberto Buela, Franco Cardini, Aleksandr Dugin e François Thual. Vuoi dirci allora, Fabio, qual è, a tuo avviso, il senso più generale di una rivista di questo tipo nel panorama culturale italiano? R) “Eurasia” è una rivista unica nel suo genere, almeno nel panorama culturale italiano. Infatti, non è solo una delle poche riviste di geopolitica pubblicate in Italia, ma rappresenta l’unico tentativo (indubbiamente riuscito) di superare gli steccati ideologici (non a caso hanno collaborato con “Eurasia” un Carlo Terracciano e un Costanzo Preve), al fine di comprendere le sfide del nostro tempo secondo un’ottica geopolitica. La geopolitica è intesa allora non come una (pseudo)scienza (oggi l’uso del termine “scientifico” non lo si nega più a nessuno e c’è più matematica nei testi di astrologia che in quelli di fisica!) né come mera geografia politica o come (assurda) descrizione “neutrale” dei conflitti politici internazionali del nostro tempo, ma come analisi oggettiva e rigorosa (ché il fenomeno varia in funzione della scala, ma varia solo in certi determinati modi) dell’azione politica nello spazio, ossia nei luoghi dell’ “uomo abitante” e dell’ “uomo produttore”. Da qui, l’interesse non solo per quegli attori geopolitici che stanno cambiando l’immagine occidentale del mondo, ma anche per le questioni culturali e geofilosofiche, derivanti (in parte) da tale mutamento. In sostanza, a mio giudizio, la caratteristica fondamentale di “Eurasia” consiste nel privilegiare un approccio alla geopolitica che concepisce l’uomo non solo come “abitatore del tempo” ma anche e soprattutto come “abitatore dello spazio”, e...