FOCUS RUSSIA Con l’annessione del Kirghizistan nell’Unione Economica Eurasiatica (UEE), il processo di integrazione economica varato da Putin si accresce, benchè il quadro non sia completato dall’Ucraina che stava per aderire sotto la spinta di Yanukovich. I moti interni hanno poi condotto il paese verso scelte diverse dettate dal nuovo governo filoccidentale. L’UEE occupa il 14% della superficie mondiale, ed oltre alla Russia ed al Kirghizistan ne fanno parte Bielorussia, Armenia ed il Kazakhstan. Il futuro dell’Unione eurasiatica dipende molto proprio da quest’ultima con un interessante programma economico che si svilupperà sino al 2020. Il Governo di Nazarbayev ha accresciuto il suo ruolo nel settore finanziario congelando le privatizzazioni di alcune aziende nazionali ed ha rafforzato la tendenza a favorire beni, servizi e personale locale. L’ingresso di capitale straniero è limitato ad investimenti su joint ventures per implementare la produzione esclusivamente nella “terra dei Kazakhi”. Il progetto è stato battezzato “Sentiero Luminoso – La via del futuro” e principalmente rimane la risposta alle sanzioni occidentali, una sorta di effetto moltiplicatore che possa coinvolgere tutti i sistemi produttivi del Kazakhstan, dalle PMI, al settore bancario sino alle infrastrutture. La facilità di scambiare merci e servizi passa attraverso un efficiente sistema di collegamento, pertanto uno degli obiettivi di Nazarbayev è la realizzazione di una rete stradale centrata su Astana, che vale 200.000 posti di lavoro e l’assurgere della Capitale ad Hub logistico per il transito delle merci dall’interporto di Khorgos, al confine con la Cina, verso il porto di Aktau sul Mar Caspio. I fondi stanziati fino al 2020 sono pari a 24 miliardi di dollari, di cui 9 provenienti dal Fondo Nazionale, altrettanti verranno erogati dalla Banca Mondiale, dalla Banca di Sviluppo Islamica, dalla Banca di Sviluppo Asiatica ed i restanti 6 allocati dallo Stato. Per il 2015, i 3 miliardi già stanziati copriranno i lavori del nuovo terminal per l’aeroporto di Astana, per l’interporto di Khorgos, infrastrutture industriali, turistiche ed energetiche, ma anche per l’ExpoAstana 2017. Infatti per l’Esposizione Mondiale successiva a Milano è stato scelto proprio il Kazakhstan, un successo che dimostra l’attenzione globale verso il paese dell’ex Unione Sovietica. Proprio la Federazione Russa è il partner di punta, ma la Cina sta assumendo un ruolo decisivo nel sistema kazako, questo perché la politica estera del Kazakhstan è seconda solo all’economia stessa. Infatti la governance si fonda su tre interessi nazionali: la difesa, la sovranità e l’integrità territoriale. Senza un sistema economico efficace ed efficiente, queste priorità verrebbero meno. Dopo la caduta del bipolarismo, le Repubbliche ex sovietiche divennero entità autonome ed indipendenti, e questo ingenerò un marcato interesse da parte delle nazioni europee per poter allargare la loro influenza, ponendole come valida alternativa agli attori usuali nel panorama dei Paesi fornitori di materie prime. L’Italia è uno di questi, e molto probabilmente sarà uno dei maggiori competitori nel controllo degli oleodotti e gasdotti, un fattore rilevante per conseuire una maggiore influenza geopolitica nella regione transcaucasica. L’Italia è il secondo Paese esportatore in Kazakhstan dopo la Germania in...