Riceviamo e pubblichiamo Attualmente, il nostro paese sta vivendo la fase più importante delle elezioni – la campagna elettorale. In conformità con la normativa dell’Uzbekistan, i partiti politici nominano i loro candidati per Oliy Majlis e per Kengash (Consigli) locali dei deputati del popolo, e solo i partiti politici nominano i candidati per la Presidenza della Repubblica dell’Uzbekistan. Nelle attuali elezioni presidenziali sono in lizza tutti e quattro i partiti dell’ Uzbekistan – Il Partito Democratico “Milly Tiklanish” (Rinascita Nazionale), il Movimento degli imprenditori e uomini d’affari – il Partito Liberal Democratico dell’Uzbekistan, il Partito Democratico Popolare e il Partito Social Democratico “Adolat”. Ogni partito offre la propria visione per affrontare le questioni statali e sociali più importanti, in base alle aspirazioni degli elettori. Ad esempio, l’elettorato del PD “Milly Tiklanish” rappresenta la classe degli intellettuali: impiegati nell’ambito dell’arte, culturale, d’informazione, patriottici giovani, artigiani. L’UzLiDeP protegge gli interessi della classe media degli imprenditori, degli uomini d’affari, degli agricoltori. L’elettorato del PDPU rappresenta la classe bisognosa di un sostegno mirato sociale da parte dello Stato e della società, compresi i pensionati e i disabili, nonché i dipendenti pubblici impegnati nella protezione sociale, i rappresentanti dei servizi sociali. L’”Adolat” rappresenta la classe dei lavoratori: gli ingegneri, gli scienziati, gli insegnanti, i medici, gli impiegati pubblici, i lavoratori del settore dei servizi. Naturalmente, la polarità e gli interessi comuni delle parti, determinano l’unità e la differenza delle posizioni politiche, e quindi, le soluzioni dei problemi esistenti. La Costituzione e le Leggi dell’Uzbekistan insieme con la garanzia della libertà dei partiti politici stabiliscono il quadro rigoroso che vieta la creazione e l’attività dei partiti politici. Infatti vieta l’obiettivo di cambiare l’ordine costituzionale, se questo agisce contro la sovranità, l’integrità, la sicurezza della Repubblica, i diritti e le libertà costituzionali dei cittadini. Impedisce di fare la propaganda di guerra, impedisce ostilità sociali, nazionali, razziali e religiosi, impedisce altresì, l’ostilità verso la salute e la moralità delle persone. Sono vietate le organizzazioni paramilitari e partiti politici sulla base di motivi etnici e religiosi. Lo studio e l’analisi dei documenti di programmazione dei partiti politici, un confronto tra loro differenze e comunanza aiuta gli elettori a determinare le preferenze. Considerando la priorità dello sviluppo economico, il PD “Milly Tiklanish” vede come un importante fattore di sviluppo economico il pieno supporto ai produttori nazionali, lo sviluppo dell’artigianato e dell’impresa familiare, così come il turismo come strumento economico efficace per la promozione della cultura e della storia nazionale. A sua volta l’UzLiDeP sostiene pienamente lo sviluppo dell’imprenditorialità, delle piccole imprese, delle aziende agricole, ed è a favore di riduzione della presenza dello Stato nell’economia. Mentre il PDPU è a favore del ruolo regolatore dello Stato nell’economia di mercato, il quale, secondo i membri del partito, garantisce un’efficace interazione dei meccanismi di mercato e dei regolamenti delle politiche sociali stabilite dallo Stato, crea benefici economici per i soggetti socialmente vulnerabili della popolazione. L’”Adolat” “punta” sullo sviluppo innovativo dell’economia, sull’introduzione delle tecnologie avanzate, delle tecnologie di risparmio energetico e di...
#Elezioni
Riceviamo e pubblichiamo Il sondaggio condotto dal Centro di Opinione Pubblica “Izhtimoy Fikr” ha rivelato l’umore degli elettori, la loro consapevolezza della campagna elettorale, l’atteggiamento nei confronti dei media che coprono le elezioni. La ricerca ha constatato un elevato livello di supporto dai cittadini per le trasformazioni democratiche e le riforme negli anni di indipendenza in Uzbekistan, volte a garantire i diritti dei cittadini uzbeki, e di partecipazione ai processi politici. La stragrande maggioranza degli intervistati (95%) ritiene che le elezioni presidenziali siano l’evento più importante nella vita politica del Paese, sia consapevole della necessità di votare, e dimostra un alto livello d’interessamento alle prossime elezioni presidenziali. L’indagine dimostra che le prossime elezioni presidenziali, sono di grande importanza, ed è un evento che cambia la vita di ogni cittadino. La partecipazione dà alle persone l’opportunità di realizzare il loro dovere civico e un sostegno ai diritti costituzionali. Uzbeki in tutte le regioni del Paese, residenti in aree urbane e rurali, rappresentanti di tutte le età e gruppi sociali, uomini e donne, credono che il loro voto sia importante per il Paese. La realizzazione del Programma sulle misure per migliorare ulteriormente la cultura giuridica degli elettori contribuisce all’alta partecipazione all’attività elettorale dei cittadini. Questo Programma prevede un ampio lavoro di sensibilizzazione tra gli elettori circa l’essenza e il significato della legislazione nazionale. Più dell’89% degli intervistati in tutte le regioni del Paese, compresi quelli che voteranno per la prima volta, conosce le regole per la nomina del candidato alla presidenza. I partiti politici si registrano al Ministero della Giustizia entro e non oltre sei mesi prima delle elezioni. Sono ben consapevoli che i partiti possono nominare solo un candidato come presidente dell’Uzbekistan tra i membri del partito oppure esterno al partito. Allo stesso tempo, l’85% degli intervistati sa che il Presidente dell’Uzbekistan è eletto a suffragio universale, a scrutinio segreto, con un mandato di cinque anni. Il 95% degli intervistati aventi diritto di voto, dichiarano di essere sicuri di partecipare il prossimo 4 dicembre alle elezioni presidenziali. Che cosa significa, per la gente dell’Uzbekistan, la partecipazione alle elezioni presidenziali? Il 41,3% degli intervistati ha dichiarato che voteranno perché è il loro dovere civico; il 31,8% considera la partecipazione alle elezioni manifestazione responsabilità per il futuro della Repubblica. Mentre per il 21,3%, votare è la possibilità di esprimere le proprie opinioni. Alla domanda su cosa si aspettino da questo turno elettorale, il 41,2% degli intervistati ha espresso fiducia nel mantenimento della pace e della sicurezza nel Paese, un aumento del livello e della qualità della vita, lo sviluppo della democrazia e della società. Alla domanda su quali qualità dovrebbe avere un candidato alla presidenza perché elettori gli diano il loro voto, le risposte hanno indicato intelligenza, onesta, integrità morale e forza di carattere tra i requisiti fondamentali. Tra le competenze, gli intervistati hanno evidenziato anche la leadership politica, la professionalità e la conoscenza delle moderne capacità di gestione, l’impegno per i principi democratici, nazionali e valori universali. Garantire l’apertura e...
Riceviamo e pubblichiamo La missione ODIHR OSCE ha pubblicato una relazione intermedia sui risultati del monitoraggio delle elezioni presidenziali in Uzbekistan. Il 24 novembre la missione dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo (ODIHR) ha pubblicato una relazione intermedia sui risultati del monitoraggio della preparazione per le elezioni del Presidente dell’Uzbekistan. L’ODIHR è coinvolto nel monitoraggio delle elezioni in Uzbekistan per la settima volta, ma per la prima volta – con una missione su larga scala, a cui si uniranno i 250 osservatori di breve termine provenienti da 21 paesi membri dell’OSCE nel giorno delle elezioni, il 4 dicembre. Il rapporto, che copre il periodo dal 02 al 20 novembre, presenta un’analisi della campagna elettorale e della situazione elettorale in Uzbekistan. Le prossime elezioni sono chiamate “un punto di svolta” nella storia del paese dopo 25 anni del governo del primo Presidente Islam Karimov. Gli esperti dell’OSCE hanno notato il miglioramento della legislazione elettorale dell’Uzbekistan dopo le elezioni presidenziali del marzo 2015, evidenziando l’adozione delle precedenti raccomandazioni dell’ODIHR. In particolare, si tratta di: ridurre il numero di firme richiesto per la nomina di un candidato alla presidenza (dal 5% all’1% del numero dei votanti); pubblicare le decisioni della Commissione Elettorale Centrale (CEC) sul suo sito ufficiale; consolidare le norme per la campagna pre- elettorale; definire le procedure del voto anticipato, e altro. Il rapporto afferma, che dopo l’annuncio della data delle elezioni, la CEC ha adottato e pubblicato sul suo sito 55 decisioni. La creazione delle condizioni per le persone con disabilità e la preparazione degli scrutini (per la prima volta) per i non vedenti – sono delle novità importanti nel garantire una partecipazione indipendente nelle elezioni e nella tutela dei diritti degli elettori. La missione ODIHR ha osservato le formazioni della CEC condotte per i membri delle commissioni elettorali, così come l’attuazione di misure di sensibilizzazione e miglioramento della cultura giuridica degli elettori. Nel rapporto si rimarcano sia la campagna per evitare il cosiddetto “voto di fiducia” o “voto famiglia” e sia la trasmissione dei programmi televisivi in uzbeko, karakalpako, russo e nella lingua dei segni. Descrivendo la campagna elettorale, gli esperti hanno notato l’uso della videoconferenza dai candidati per la presidenza durante gli incontri con gli elettori nelle regioni, che fornisce una copertura più ampia. Viene anche sottolineato che le recenti modifiche alla legge prevedono l’organizzazione dei dibattiti, mai effettuati prima. I rappresentanti della missione OSCE hanno sottolineato la somiglianza delle strategie utilizzate dai candidati per promuovere i loro programmi elettorali. Il tema dominante della campagna elettorale, dice il rapporto, è la “continuità e stabilità nel corso di una transizione senza precedenti del potere.” Il rapporto indica anche alcune carenze nel processo elettorale, in particolare la mancanza di un registro elettronico unico degli elettori. Secondo la dichiarazione della leadership della Commissione Elettorale Centrale, la preparazione per la creazione del registro è già iniziata, e per le prossime elezioni tale registro sarà in funzione. (fonte “Gazeta.uz”)
Attualmente l’Uzbekistan sta vivendo la fase più importante delle elezioni – la campagna elettorale. In conformità con la normativa dell’Uzbekistan, i partiti politici nominano i loro candidati per Oliy Majlis e per Kengash (Consigli) locali dei deputati del popolo, e solo i partiti politici nominano i candidati per la Presidenza della Repubblica dell’Uzbekistan. Nelle attuali elezioni presidenziali sono in lizza tutti e quattro i partiti dell’ Uzbekistan – Il Partito Democratico “Milly Tiklanish” (Rinascita Nazionale), il Movimento degli imprenditori e uomini d’affari – il Partito Liberal Democratico dell’Uzbekistan, il Partito Democratico Popolare e il Partito Social Democratico “Adolat”. Ogni partito offre la propria visione per affrontare le questioni statali e sociali più importanti, in base alle aspirazioni degli elettori. Ad esempio, l’elettorato del PD “Milly Tiklanish” rappresenta la classe degli intellettuali: impiegati nell’ambito dell’arte, culturale, d’informazione, patriottici giovani, artigiani. L’UzLiDeP protegge gli interessi della classe media degli imprenditori, degli uomini d’affari, degli agricoltori. L’elettorato del PDPU rappresenta la classe bisognosa di un sostegno mirato sociale da parte dello Stato e della società, compresi i pensionati e i disabili, nonché i dipendenti pubblici impegnati nella protezione sociale, i rappresentanti dei servizi sociali. L’”Adolat” rappresenta la classe dei lavoratori: gli ingegneri, gli scienziati, gli insegnanti, i medici, gli impiegati pubblici, i lavoratori del settore dei servizi. Naturalmente, la polarità e gli interessi comuni delle parti, determinano l’unità e la differenza delle posizioni politiche, e quindi, le soluzioni dei problemi esistenti. La Costituzione e le Leggi dell’Uzbekistan insieme con la garanzia della libertà dei partiti politici stabiliscono il quadro rigoroso che vieta la creazione e l’attività dei partiti politici. Infatti vieta l’obiettivo di cambiare l’ordine costituzionale, se questo agisce contro la sovranità, l’integrità, la sicurezza della Repubblica, i diritti e le libertà costituzionali dei cittadini. Impedisce di fare la propaganda di guerra, impedisce ostilità sociali, nazionali, razziali e religiosi, impedisce altresì, l’ostilità verso la salute e la moralità delle persone. Sono vietate le organizzazioni paramilitari e partiti politici sulla base di motivi etnici e religiosi. Lo studio e l’analisi dei documenti di programmazione dei partiti politici, un confronto tra loro differenze e comunanza aiuta gli elettori a determinare le preferenze. Considerando la priorità dello sviluppo economico, il PD “Milly Tiklanish” vede come un importante fattore di sviluppo economico il pieno supporto ai produttori nazionali, lo sviluppo dell’artigianato e dell’impresa familiare, così come il turismo come strumento economico efficace per la promozione della cultura e della storia nazionale. A sua volta l’UzLiDeP sostiene pienamente lo sviluppo dell’imprenditorialità, delle piccole imprese, delle aziende agricole, ed è a favore di riduzione della presenza dello Stato nell’economia. Mentre il PDPU è a favore del ruolo regolatore dello Stato nell’economia di mercato, il quale, secondo i membri del partito, garantisce un’efficace interazione dei meccanismi di mercato e dei regolamenti delle politiche sociali stabilite dallo Stato, crea benefici economici per i soggetti socialmente vulnerabili della popolazione. L’”Adolat” “punta” sullo sviluppo innovativo dell’economia, sull’introduzione delle tecnologie avanzate, delle tecnologie di risparmio energetico e di risorse, considerandolo come un potenziale enorme...
LE PARTI POLITICHE HANNO DESIGNATO I PROPRI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELL’UZBEKISTAN In Uzbekistan si sono tenuti i congressi e i consigli dei partiti politici, in cui sono stati nominati i candidati alla presidenza dell’Uzbekistan per le prossime elezioni previste per il 4 dicembre 2016. Il X Consiglio del Partito Popolare Democratico dell’Uzbekistan (PDPU), tenutosi a Tashkent, ha presentato la candidatura di Khotamjon Ketmonov alla presidenza dell’Uzbekistan. I delegati del Congresso hanno rappresentato più di 400 mila membri del partito. Il 6 ° consiglio politico del Partito Social – Democratico dell’Uzbekistan “Adolat” del 17 settembre 2016, ha proposto il presidente del Consiglio politico e capo della fazione del partito nella camera bassa del parlamento Narimon Umarov alla presidenza della Nazione. I partecipanti alla sessione hanno preso conoscenza della biografia dettagliata del leader del partito. I delegati hanno approvato la nomina del presidente del Consiglio Centrale del DPU “Milliy tiklanish”, capo della fazione del partito nella camera legislativa del Oliy Majlis Sarvar Otamurodov, raccomandato nella qualità di un candidato alla presidenza di Uzbekistan durante il 7 ° Plenum del partito. Sulla base di questo e le opinioni espresse dai delegati e numerosi rappresentanti dell’elettorato, il Congresso del Partito Liberal-Democratico dell’Uzbekistan ha deciso di nominare il membro del consiglio politico Shavkat Mirziyoyev come candidato alla presidenza per le prossime elezioni. http://www.mfa.uz/en/press/elections2016/2016/10/8938/ I PARTITI POLITICI PRESENTANO DOCUMENTI PER LA REGISTRAZIONE DEI LORO CANDIDATI PRESIDENZIALI I Rappresentanti dei partiti politici che partecipano alle Elezioni del Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan hanno presentato in data 21 ottobre alla Commissione Centrale Elettorale i documenti necessari per la registrazione dei loro candidati presidenziali. http://www.elections.uz/en/events/news/6374/ (Source: Republican Press Center for Covering the Elections of President of the Republic of Uzbekistan) NEEDS ASSESSMENT MISSION DELL’OSCE ODIHR PUBBLICA IL RAPPORTO Come riportato in precedenza, la Needs Assessment Mission (NAM) dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche ed i Diritti Umani (ODIHR) dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha visitato l’Uzbekistan il 11-14 Ottobre di quest’anno su invito della Commissione Centrale Elettorale del nostro paese. http://www.mfa.uz/en/press/elections2016/2016/10/8966/ L’APERTURA E LA TRASPARENZA SONO CRITERI IMPORTANTI DELLE ELEZIONI Sono stati firmati gli accordi bilaterali tra la Commissione Elettorale Centrale della Repubblica dell’Uzbekistan e la Società Nazionale Radio Televisiva dell’Uzbekistan, l’Agenzia Nazionale di Stampa Uzbeka, l’Agenzia di Stampa “Jahon”, l’Associazione Nazionale di Mass Media Elettroniche e l’Agenzia di Stampa Uzreport sulla copertura della preparazione e lo svolgimento delle Elezioni del Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan. http://www.jahonnews.uz/en/aktualno/631/25610/
di Stefano Vernole I risultati delle elezioni parlamentari in Russia del 18 settembre 2016 hanno espresso un chiaro orientamento: secondo dati preliminari, il partito “Russia Unita” ha vinto le consultazioni con il 54,23% delle preferenze, che gli darebbero non meno dei due terzi dei seggi e la maggioranza costituzionale alla Duma di Stato. In questo modo il partito del Presidente Vladimir Putin ha ottenuto il 76% dei seggi della Camera Bassa e siccome per la prima volta dal 2003 i deputati sono stati eletti con un sistema elettorale misto, 225 in base alle liste presentate dai partiti (unico seggio federale) e 225 nei collegi uninominali, bisogna sottolineare come anche nei collegi uninominali “Russia Unita” abbia ottenuto la maggioranza, vincendo in 203 distretti su 225. Seguono i comunisti (13,65%) e il partito liberal democratico (13,39%); “Russia Giusta” ha ottenuto il 6,16% dei voti, mentre gli altri partiti minori, collaborazionisti dell’Occidente, non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 5%: in particolar modo, il partito “Yabloko” ha ottenuto l’1,69%, il “Partito della crescita” di Boris Titov ha ottenuto l’1,07% e il partito “Parnas” dell’ex primo ministro russo Mikhail Kasyanov ha invece registrato meno dell’1% dei voti. Contrastanti invece i dati sull’affluenza: è stata pari al 47,81% (nel 2011 era stata del 60,2%, e nel 2007 del 59%), tenendo però conto che in Russia le elezioni più importanti sono quelle presidenziali e che l’astensionismo potrebbe essere interpretato come un segnale di stabilità del sistema. Le sanzioni occidentali hanno infatti paradossalmente compattato il Paese e l’appello patriottico di Putin è stato raccolto in tutte le fasce della popolazione russa. Non si può però sottovalutare il fatto che il voto è stato simbolicamente preceduto da uno degli atti più gravi commessi dalla coalizione militare a guida USA in Siria e cioè il bombardamento deliberato, per oltre mezz’ora, dell’unico nucleo di soldati siriani arroccati a Deir Ezzor, mentre gli israeliani a loro volta bombardavano le postazioni governative dalle alture del Golan. Se, simbolicamente, questa vigliacca azione militare angloamericana conferma il supporto storico della NATO agli oppositori di Assad, Isis e Al Qaeda in testa, a maggior ragione lancia un pesante avvertimento al Cremlino: la vittoria russa in Siria non verrà tollerata e la destabilizzazione di Damasco continuerà fino a quando gli obiettivi geopolitici statunitensi non saranno realizzati. Dal giorno del suo insediamento fino alla decisione di intervenire militarmente in Siria, si può dire che la politica di Putin nei confronti dell’Occidente sia stata semplicemente simmetrica, per cui ad ogni affondo di Washington corrispondeva un’analoga reazione di Mosca. L’intervento militare russo ha invece scompaginato i piani elaborati dal Pentagono, il quale continua a sognare un protettorato “sunnita” nel nord est della Siria e una base permanente da utilizzare insieme ai suoi alleati per deporre Assad in un secondo momento. Le varie tregue firmate in questi mesi, sistematicamente violate e tradite, servono solo a guadagnare il tempo necessario per l’arrivo alla Casa Bianca di Hilay Clinton, giustamente soprannominata “la regina del caos” 1. Se quindi...