15 Giugno 2026

elezioni gaugazia

gaugazia
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/21/moldova-le-elezioni-sono-valide-solo-se-vince-il-fronte-atlantista/ Le elezioni nella regione autonoma della Gagauzia hanno visto una sfida tra candidati considerati filorussi. Abbastanza per etichettare l’esito come non valido, secondo il doppio standard del governo atlantista di Chișinău. L’Unità Territoriale Autonoma della Gagauzia è un’area della Moldova situata nella parte meridionale dell’ex repubblica sovietica, caratterizzata dalla forte presenza dell’etnia turcofona dei gagauzi, che dà appunto il nome alla regione, e rappresenta l’82% della popolazione complessiva. Per questa sua specificità, la Gagauzia gode di un’ampia autonomia, accordata dal governo di Chișinău nel 1994. Inoltre, la Gagauzia si è sempre distinta per la sua forte impronta filorussa, come hanno dimostrato gli esiti elettorali nel corso degli anni. Dopo otto anni di governo da parte della filorussa Irina Vlah, le elezioni di quest’anno, svoltesi su due turni tra il 30 maggio e il 14 aprile, hanno confermato l’orientamento della regione verso Mosca con l’elezione di una nuova governatrice (başkan), Evghenia Guțul, rappresentante del partito euroscettico e filorusso ȘOR. Guțul ha ottenuto il 26,47% delle preferenze al primo turno e il 52,34% al ballottaggio, battendo Grigorii Uzun, del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldova (Partidul Socialiștilor din Republica Moldova, PSRM), altra formazione considerata filorussa ed euroscettica, ma con un orientamento marcatamente socialista. Dove sarebbe il problema nel riconoscimento del risultato elettorale, dunque? Non ci sarebbe, se il governo di Chișinău, di impronta filo-occidentale, non avesse deciso di obbedire pedissequamente agli ordini di Washington, dimostrando come il concetto di democrazia venga applicato a fasi alterne a seconda delle convenienze dell’imperialismo nordamericano. Già a fine aprile, Ilan Șor, leader dell’omonimo partito, aveva accusato il governo moldavo e la presidente Maia Sandu di essere sotto il controllo delle forze occidentali in funzione antirussa: “I regimi occidentali hanno messo in Moldova una persona che ha compiti chiari, e uno di questi è quello di litigare con la Russia. Maia Sandu lo ha fatto perfettamente. Ora il popolo della Repubblica di Moldova deve pagare per queste decisioni con le proprie tasche: pagare per il gas e l’elettricità cinque volte di più. Non è giusto“. “Le parole ‘integrazione europea’ vogliono unicamente dire che la Moldova è uno Stato in ostaggio”, aveva continuato il leader dell’opposizione. “Per chiarire: questa è la prima volta che accade nella storia del nostro Paese che gli ambasciatori dei Paesi occidentali dicono ai ministri moldavi cosa fare e come comportarsi. E i ministri non sono responsabili nei confronti della leadership del Paese, ma degli ambasciatori. A Chișinău, questo non è un segreto per nessuno“. Le affermazioni di Ilan Șor rappresentano quasi una premonizione di quanto sarebbe accaduto con le elezioni di Gagauzia. Non si tratta però di un fenomeno paranormale, in quanto gli elementi per prevedere quello che sta accadendo in questi giorni erano alla luce del sole. Già prima delle elezioni, il governo di Chișinău aveva dimostrato la propria ostilità nei confronti di Mosca, rifiutandosi di consentire all’ambasciata russa in Moldavia di inviare i propri osservatori nella regione autonoma. “I rappresentanti della Russia hanno sempre partecipato all’osservazione dell’elezione del capo di questa regione. Sfortunatamente, all’ambasciata russa in...